Reato ambientale: come denunciare?

Cosa si intende
per reati ambientali, in quali comportamenti si concretizzano e come
possono essere denunciati all’autorità giudiziaria.
Se ci guardiamo intorno notiamo che, sempre più spesso, la nostra
salute rischia di essere compromessa a causa della commissione di
reati ambientali.
Qualcuno agisce ingenuamente, senza neanche rendersi conto di ciò che
fa. Si tratta, ad esempio, di chi brucia la spazzatura o la plastica
senza capire che, in questo modo, sprigiona nell’aria gas tossici
cancerogeni e, dunque, pericolosissimi per chi li respira o di chi pensa
di non creare danno gettando elettrodomestici rotti per strada (magari
accanto ad altri cumuli) invece di gestirne il corretto smaltimento in
centri autorizzati. Rispetto a questa situazione ti chiedi cosa puoi
fare?
Come denunciare reati ambientali? Molti di noi se
lo sono chiesti spesso, magari imbattendosi in una discarica a cielo
aperto o vedendo qualcuno gettare rifiuti pericolosi (radioattivi) a
pochi passi dalla propria abitazione o, ancora, constatando che il
nostro vicino di casa (da tempo) non provvede alla bonifica del suo
terreno (benché, magari, gli sia stato anche intimato dal giudice). Se
tutto ciò ti preoccupa e ti chiedi
come denunciare un reato ambientale, sappi
che è possibile (anzi doveroso) ed è facilissimo. In questo articolo
spiegheremo cosa sono i reati ambientali, chi può denunciarli ed in che
modo, chiarendo prima la differenza che esiste tra reati perseguibili di
ufficio e quelli perseguibili a querela.
Reati perseguibili di ufficio: quali sono?
I reati disciplinati dal nostro ordinamento si dividono in due categorie: reati procedibili a querela di parte e
reati procedibili d’ufficio. La regola generale è quella della procedibilità di ufficio
[1]
e ciò significa che tutte le volte in cui il legislatore vuole
subordinare la procedibilità ad una querela deve espressamente
prevederlo. Per essere più chiari facciamo un esempio. Il reato di
estorsione (di particolare gravità) è perseguibile d’ufficio: ciò vuol
dire che è sufficiente che la notizia della rapina (definita notizia
criminis) arrivi all’autorità giudiziaria (carabinieri, polizia o
pubblico ministero) perché questa proceda nei confronti del
responsabile. Il procedimento, finalizzato ad accertare la colpevolezza
del rapinatore, inizierà anche senza la richiesta della vittima (e,
dunque, senza la sua querela) e proseguirà anche nel caso in cui la
vittima chieda espressamente di non procedere (perché, magari, si è
accorta che il rapinatore era una persona che conosceva da tanto tempo o
semplicemente perché ha paura di ritorsioni). Ed il fatto che la
procedibilità del reato di rapina sia d’ufficio non è espressamente
previsto dalla norma, proprio perché (come abbiamo detto sopra) la
perseguibilità d’ufficio è la regola (per cui non va indicata) a
differenza della procedibilità a querela che, invece, deve essere
espressamente menzionata nell’articolo di legge. Per denunciare i
reati perseguibili d’ufficio,
devi semplicemente esporre il fatto reato a cui hai assistito o di cui
sei venuto (in qualsiasi modo) a conoscenza ed il procedimento farà il
suo corso. Naturalmente più la tua narrazione sarà dettagliata maggiori
saranno le possibilità di risalire al responsabile del reato ed
ottenerne la punizione in un processo. La denuncia può essere
presentata da chiunque e senza limiti di tempo.
I reati perseguibili a querela
I reati perseguibili a querela
sono, di solito, quelli meno gravi per i quali il legislatore ha deciso
di rimettere la punibilità alla volontà di chi li ha subìti o ne è
stato (a vario titolo) danneggiato. Immaginiamo una minaccia semplice:
il fatto che sia procedibile a querela significa che l’autorità
giudiziaria potrà iscrivere un procedimento penale ed iniziare le
indagini solo se tu manifesterai la volontà di ottenere la punizione del
colpevole. Tale volontà, tecnicamente, si manifesta attraverso un atto
di querela che si differenzia dalla denuncia proprio per il fatto che,
oltre alla narrazione del reato, prevede la richiesta espressa di
punizione del colpevole. La querela non può essere presentata da
chiunque, ma solo dalla persona offesa o danneggiata dal reato (che,
quindi, vi abbia un concreto interesse) ed entro un termine perentorio
di tre mesi dalla commissione (o dalla conoscenza) del fatto. Ma i reati
ambientali sono punibili d’ufficio o a querela di parte? E, quindi,
come denunciare un reato ambientale?
I reati ambientali: come denunciarli?
I reati ambientali, già descritti in un precedente articolo, sono:
- l’inquinamento ambientale [2];
- il disastro ambientale [3];
- traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività [4];
- impedimento del controllo [5];
- omessa bonifica [6].
Si tratta di reati molto diversi tra loro sia per le condotte idonee a
realizzarli, sia per le pene previste. Tutti, però, considerata la loro
delicatezza, sono
procedibili d’ufficio. Questo significa che, se assisti ad un
reato ambientale,
anche se non è direttamente commesso a tuo danno (per esempio perchè
vivi in un’altra parte dell’Italia), puoi (diremmo, hai l’obbligo
civico) di recarti presso l’autorità giudiziaria ed esporre i fatti a
cui hai assistito; in altri termini puoi (o meglio devi) denunciarlo
attraverso un semplice esposto che puoi scrivere in carta semplice e
consegnare ai carabinieri, alla polizia o direttamente all’ufficio
ricezione denunce che esiste presso qualsiasi procura della repubblica
. Trattandosi
di reati perseguibili di ufficio, puoi denunciarli in qualunque
momento, senza termini e scadenze. Ricorda che più dettagli e prove
fornirai agli inquirenti, più facile sarà il lavoro investigativo.
note
[1] Art. 50 cod. proc. pen.
[2] Art. 452 bis cod. pen.
[3] Art. 452 quater cod. pen.
[4] Art. 452 sexies cod. pen.
[5] Art. 452 septies cod. pen.
[6] Art. 452 terdecies cod. pen.
fonte: https://www.laleggepertutti.it/222978_reato-ambientale-come-denunciare