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tassa rifiuti, a Roma evasione da record




Tassa rifiuti, a Roma evasione da record

Nella Capitale, secondo uno studio di Crif Ratings, mancano all’appello 149 euro per abitante. La media del Nord

Pubblicato il 20/07/2018
Ultima modifica il 20/07/2018 alle ore 15:46
ROMA
Roma è la capitale italiana per il mancato pagamento della tassa dei rifiuti. A dirlo è l’analisi di Crif Ratings condotta sui bilanci dei comuni italiani che ha analizzato i mancati incassi su base pro capite relativi alla tassa rifiuti del 2016, evidenziando le differenze emergenti a livello regionale, provinciale e di città metropolitane.

Nella provincia di Roma mancano infatti all’appello 149 euro per cittadino e 198 euro se si considera Roma come città metropolitana, con la più bassa percentuale nazionale di riscossione sull’accertato (29%).

È sempre il Lazio – a livello regionale – a occupare il primo posto del podio della classifica regionale per il mancato incasso della tassa dei rifiuti con una media di 121 euro pro capite (51% la riscossione su importi accertati), seguito dalla Sicilia (circa 77 euro), la Campania (63 euro) e la Calabria (circa 45 euro).

NORD VIRTUOSO
Tra le regioni virtuose si trovano quelle a statuto speciale del Nord Italia (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Val d’Aosta), la Lombardia e il Veneto con mancati incassi pro capite inferiori a 10 euro (ovvero meno dell’4% dell’accertato).

A livello nazionale, secondo il report di Crif Ratings, ogni anno manca all’appello il 20% dei corrispettivi dovuti, che tradotto in altre parole significa che una famiglia italiana su cinque non paga. L’ammanco ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2016 e si è attestato mediamente intorno a 1,7miliardi annui nel triennio 2014-2016.

I dati relativi ai mancati incassi, esposti in modo aggregato su base pro capite per l’ambito territoriale di riferimento, sono calcolati come differenza accertamenti della Tassa Rifiuti (Tari) e l’ammontare effettivamente riscosso. In generale Crif Ratings rileva che la Tari rappresenta in media circa il 30% del totale delle entrate tributarie e risulta essere il tributo che maggiormente si presta a non essere pagato dagli utenti data la natura «quasi universalistica» del servizio. Infatti, risulta difficile discriminare la raccolta per le utenze morose.

E IL RISCHIO PESA SUI COMUNI
Sebbene la base del tributo sia legata al principio del «chi inquina paga» sancito dell’Unione Europea, il corrispettivo dovuto dall’utenza è legato esclusivamente ad elementi che esulano dall’effettivo utilizzo del servizio (ovvero superficie dell’abitazione e numero componenti del nucleo familiare) - ricorda Crif Ratings in una nota - e pertanto tende ad amplificare le esternalità negative di comportamenti spesso «non etici». Inoltre, dal punto di vista finanziario, l’applicazione della logica del tributo fa restare in capo ai Comuni il rischio di mancata riscossione.

fonte:  http://www.lastampa.it/2018/07/20/roma/tassa-rifiuti-a-roma-evasione-da-record-t5K7PbiNV9WUMKjIiRlUeJ/pagina.html


Reato ambientale: come denunciare?

Reato ambientale: come denunciare? 

 Reato ambientale: come denunciare?

Cosa si intende per reati ambientali, in quali comportamenti si concretizzano e come possono essere denunciati all’autorità giudiziaria.
Se ci guardiamo intorno notiamo che, sempre più spesso, la nostra salute rischia di essere compromessa a causa della commissione di reati ambientali. Qualcuno agisce ingenuamente, senza neanche rendersi conto di ciò che fa. Si tratta, ad esempio, di chi brucia la spazzatura o la plastica senza capire che, in questo modo, sprigiona nell’aria gas tossici cancerogeni e, dunque, pericolosissimi per chi li respira o di chi pensa di non creare danno gettando elettrodomestici rotti per strada (magari accanto ad altri cumuli) invece di gestirne il corretto smaltimento in centri autorizzati. Rispetto a questa situazione ti chiedi cosa puoi fare? Come denunciare reati ambientali? Molti di noi se lo sono chiesti spesso, magari imbattendosi in una discarica a cielo aperto o vedendo qualcuno gettare rifiuti pericolosi (radioattivi) a pochi passi dalla propria abitazione o, ancora, constatando che il nostro vicino di casa (da tempo) non provvede alla bonifica del suo terreno (benché, magari, gli sia stato anche intimato dal giudice). Se tutto ciò ti preoccupa e ti chiedi come denunciare un reato ambientale, sappi che è possibile (anzi doveroso) ed è facilissimo. In questo articolo spiegheremo cosa sono i reati ambientali, chi può denunciarli ed in che modo, chiarendo prima la differenza che esiste tra reati perseguibili di ufficio e quelli perseguibili a querela.

Reati perseguibili di ufficio: quali sono?

I reati disciplinati dal nostro ordinamento si dividono in due categorie: reati procedibili a querela di parte e reati procedibili d’ufficio. La regola generale è quella della procedibilità di ufficio [1] e ciò significa che tutte le volte in cui il legislatore vuole subordinare la procedibilità ad una querela deve espressamente prevederlo. Per essere più chiari facciamo un esempio. Il reato di estorsione (di particolare gravità) è perseguibile d’ufficio: ciò vuol dire che è sufficiente che la notizia della rapina (definita notizia criminis) arrivi all’autorità giudiziaria (carabinieri, polizia o pubblico ministero) perché questa proceda nei confronti del responsabile. Il procedimento, finalizzato ad accertare la colpevolezza del rapinatore, inizierà anche senza la richiesta della vittima (e, dunque, senza la sua querela) e proseguirà anche nel caso in cui la vittima chieda espressamente di non procedere (perché, magari, si è accorta che il rapinatore era una persona che conosceva da tanto tempo o semplicemente perché ha paura di ritorsioni). Ed il fatto che la procedibilità del reato di rapina sia d’ufficio non è espressamente previsto dalla norma, proprio perché (come abbiamo detto sopra) la perseguibilità d’ufficio è la regola (per cui non va indicata) a differenza della procedibilità a querela che, invece, deve essere espressamente menzionata nell’articolo di legge. Per denunciare i reati perseguibili d’ufficio, devi semplicemente esporre il fatto reato a cui hai assistito o di cui sei venuto (in qualsiasi modo) a conoscenza ed il procedimento farà il suo corso. Naturalmente più la tua narrazione sarà dettagliata maggiori saranno le possibilità di risalire al responsabile del reato ed ottenerne la punizione in un processo.  La denuncia può essere presentata da chiunque e senza limiti di tempo.

I reati perseguibili a querela

I reati perseguibili a querela sono, di solito, quelli meno gravi per i quali il legislatore ha deciso di rimettere la punibilità alla volontà di chi li ha subìti o ne è stato (a vario titolo) danneggiato. Immaginiamo una minaccia semplice: il fatto che sia procedibile a querela significa che l’autorità giudiziaria potrà iscrivere un procedimento penale ed iniziare le indagini solo se tu manifesterai la volontà di ottenere la punizione del colpevole. Tale volontà, tecnicamente, si manifesta attraverso un atto di querela che si differenzia dalla denuncia proprio per il fatto che, oltre alla narrazione del reato, prevede la richiesta espressa di punizione del colpevole. La querela non può essere presentata da chiunque, ma solo dalla persona offesa o danneggiata dal reato (che, quindi, vi abbia un concreto interesse) ed entro un termine perentorio di tre mesi dalla commissione (o dalla conoscenza) del fatto. Ma i reati ambientali sono punibili d’ufficio o a querela di parte? E, quindi, come denunciare un reato ambientale?

I reati ambientali: come denunciarli?

I reati ambientali, già descritti in un precedente articolo, sono:
  • l’inquinamento ambientale [2];
  • il disastro ambientale [3];
  • traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività [4];
  • impedimento del controllo [5];
  • omessa bonifica [6].
Si tratta di reati molto diversi tra loro sia per le condotte idonee a realizzarli, sia per le pene previste. Tutti, però, considerata la loro delicatezza, sono procedibili d’ufficio. Questo significa che, se assisti ad un reato ambientale, anche se non è direttamente commesso a tuo danno (per esempio perchè vivi in un’altra parte dell’Italia), puoi (diremmo, hai l’obbligo civico) di recarti presso l’autorità giudiziaria ed esporre i fatti a cui hai assistito; in altri termini puoi (o meglio devi) denunciarlo attraverso un semplice esposto che puoi scrivere in carta semplice e consegnare ai carabinieri, alla polizia o direttamente all’ufficio ricezione denunce che esiste presso qualsiasi procura della repubblica. Trattandosi di reati perseguibili di ufficio, puoi denunciarli in qualunque momento, senza termini e scadenze. Ricorda che più dettagli e prove fornirai agli inquirenti, più facile sarà il lavoro investigativo.

note

[1] Art. 50 cod. proc. pen.
[2] Art. 452 bis cod. pen.
[3] Art. 452 quater cod. pen.
[4] Art. 452 sexies cod. pen.
[5] Art. 452 septies cod. pen.
[6] Art. 452 terdecies cod. pen.
fonte:  https://www.laleggepertutti.it/222978_reato-ambientale-come-denunciare

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