Frugare nella spazzatura è violazione della privacy?
11 novembre 2018
> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 novembre 2018
Le
regole sulla raccolta differenziata: cassonetti, buste della spazzatura
e immondizia non sono coperti della privacy perché, una volta buttati,
se ne perde la proprietà.
L’altro
giorno hai visto uno dei condomini del tuo palazzo gironzolare intorno
ai cassonetti della spazzatura, come se stesse cercando qualcosa o
volesse nascondersi da qualcuno. È una persona strana, con cui hai avuto
in passato diverse discussioni. È litigioso, sospettoso, curioso, ma
soprattutto imprevedibile. D’un tratto ti sorge il dubbio che questi
possa frugare nelle buste della spazzatura alla ricerca di tracce e
informazioni sui vicini di casa, magari solo per curiosità o per attuare
qualche ricatto. Alla fine il sospetto si è trasformato in certezza
quando lo hai visto, con la coda dell’occhio, infilare le mani in uno
dei bidoni dell’immondizia. Vorresti fotografarlo per denunciarlo alla
polizia o all’amministratore, ma è notte e l’immagine, soprattutto da
lontano, viene sfocata. Cosa puoi fare contro di lui? Sei infatti
convinto che
frugare nella spazzatura è violazione della privacy.
Nei sacchetti si trovano informazioni di tutti i tipi: dagli
estratti conto bancari alle bollette delle utenze, dalle scatole vuote
dei medicinali agli scontrini della spesa, dai semplici appunti ai fogli
con documenti di lavoro, dalle tessere sconto dei negozi alle
prescrizioni del medico curante. C’è chi, ingenuamente, non strappa la
carta e la lascia alla mercé di chiunque e chi, invece, più sospettoso,
la fa in mille pezzi in modo che non sia leggibile. Ma cosa si può fare
se scopri qualcuno che apre un sacchetto dell’immondizia altrui? Se
dovessi aver buttato un oggetto che non usi più, convinto che la sua
unica destinazione sia il macero, mentre poi lo vedi in casa di un’altra
persona, la potresti denunciare per furto? Se hai a cuore la tua
riservatezza e non vuoi che nessuno si faccia i fatti tuoi, ti consiglio
di leggere fino in fondo questo articolo. Qui ti spiegheremo infatti se
frugare nella spazzatura è violazione della privacy e
cosa puoi fare per difenderti se dovessi scoprire che uno dei tuoi
vicini di casa sta facendo il detective con i tuoi rifiuti.
Garante della Privacy: non frugare nella spazzatura altrui
C’è un vecchio documento emesso dal Garante della Privacy, risalente a
più di 10 anni fa, con cui l’Autorità ha dettato alcune linee guida
sulla raccolta differenziata per tutelare la riservatezza dei cittadini.
Questa guida ha creato un po’ di confusione negli utenti i quali hanno
erroneamente ritenuto che, in tal modo, il Garante abbia voluto dire che
frugare nella spazzatura è violazione della privacy.
In realtà non è così. Il testo del documento conteneva raccomandazioni
ai Comuni e non ai cittadini. Ad esempio – si legge in tale
provvedimento – l’ente locale non può imporre l’utilizzo di sacchetti
dei rifiuti trasparenti o con etichette adesive nominative per la
raccolta “porta a porta”; in questo modo infatti chiunque potrebbe
controllare il contenuto dell’immondizia e risalire alla sua
provenienza. È invece lecito contrassegnare il sacchetto con un codice a
barre, un microchip o con etichette intelligenti (Rfid).
Ed ancora l’Authority ha escluso la possibilità di controlli
indiscriminati sulle buste della spazzatura per verificare il rispetto
delle norme sulla differenziata; per tutelare la privacy dei cittadini
le ispezioni possono arrivare solo se ci sono fondati dubbi di
violazione della normativa e se il responsabile non è identificabile in
nessun altro modo.
Insomma, il Garante non ha mai detto che frugare nella spazzatura è
una violazione della privacy. E difatti non lo è. Cerchiamo di capirne
la ragione.
Aprire le buste della spazzatura altrui è vietato?
A ben vedere, nel momento in cui una persona
butta un oggetto nei cassonetti della spazzatura
comunale si disfa non solo dell’oggetto in sé da un punto di vista
materiale ma anche della relativa proprietà a cui, così facendo,
rinuncia per sempre. In questo stesso istante perde anche ogni diritto
sulla cosa che non può più tutelare davanti a un giudice o a un’autorità
di pubblica sicurezza (la polizia o i carabinieri). Se butti un letto o
un comodino non puoi poi lamentarti se qualcuno lo prende per sé e lo
utilizza, non puoi chiedergli un corrispettivo, né puoi lamentarti che
questi ha violato la tua privacy. Lo stesso discorso vale anche per la
carta straccia.
Il passaggio cruciale di tutto il ragionamento è dunque il seguente:
quando metti un oggetto qualsiasi in un bidone della differenziata o
dell’indifferenziata non ne sei più titolare. La proprietà passa al
Comune. Se così non fosse, del resto, l’ente locale non potrebbe fare
della spazzatura ciò che vuole: il macero, il riciclaggio, la
distruzione, ecc.
La conseguenza è abbastanza chiara: come abbiamo già scritto in passato,
frugare nella spazzatura è reato, ma non ai datti del cittadino bensì del Comune, nuovo proprietario dei rifiuti abbandonati. Il reato è ovviamente quello di
furto (e non quindi di
violazione della privacy)
la cui pena è della reclusione fino a tre anni e con la multa da 154
euro a 516 euro. In più c’è l’aggravante per aver rubato cose esposte
(per consuetudine o necessità) alla pubblica fede (ossia in mezzo a una
strada).
Che fare se qualcuno fruga nella spazzatura?
Se trovi qualcuno che fruga nella tua spazzatura puoi comunque agire,
non in tutela della tua privacy ma degli interessi del Comune, sebbene
così facendo, in modo indiretto, finisci per tutelare te stesso. Puoi
infatti recarti dalla polizia municipale: le autorità, infatti, avendo
notizia di un reato dovranno procedere, ma sempre a tutela
dell’interesse della pubblica amministrazione.
fonte: https://www.laleggepertutti.it/253769_frugare-nella-spazzatura-e-violazione-della-privacy