venerdì 2 marzo 2018

Arrivano due milioni per il sociale: crescono i fondi per i minoriin Provincia di Lodi

https://www.ilcittadino.it/cronaca/2018/03/01/due-milioni-per-il-sociale-crescono-i-fondi-per-i-minori/mywmSH5Kd1JEPSUWiXdnx3/index.html

Due milioni per il sociale, crescono i fondi per i minori  la coordinatrice dell’Ufficio di Piano Donatella Barberis: «Tra ottobre 2016 e giugno 2017 sono arrivate dalle scuole 673 richieste di aiuto» afferma a margine dell’incontro di Lodi


Arrivano due milioni per il sociale: crescono i fondi per i minori

Ufficio di piano e Comuni dividono le risorse
Cristina Vercellone
Spese sociali, due milioni per il Lodigiano. Oltre 730mila euro per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e oltre 185mila per la prevenzione del disagio nei minori. Questa settimana i sindaci si sono incontrati, in sala Granata, nell’assemblea di ambito distrettuale, presieduta dal sindaco Luca Marini, insieme all’Ufficio di piano coordinato dalla responsabile Donatella Barberis e all’Azienda consortile per i servizi alla persona presieduta da Giancarlo Cordoni. Il fondo nazionale politiche sociali, ammontante per il 2018, a 853mila e 655 euro, grazie ai fondi dei Comuni, degli altri enti e della partecipazione ai bandi ad hoc, da parte dell’ufficio di piano, è diventato di 2milioni.
«Tra ottobre 2016 e giugno 2017 - ha spiegato Barberis - sono arrivate dalle scuole 673 richieste di aiuto: di queste, 337 dalle scuole elementari, 135 dalle medie, 138 dalle superiori e 63 dalla materna. Abbiamo offerto accompagnamento nelle situazioni di fragilità e rischio, lavorando con le insegnanti, le famiglie e gli alunni. Lo specifico di tale intervento consiste proprio nel sostenere le competenze della scuola nell’intercettare le situazioni di disagio perché, trattate in modo integrato e tempestivo non sfocino in situazioni di pregiudizio e grave incuria. Interventi mirati sono stati realizzati in alcune classi in cui si sono manifestati episodi di violenza, emarginazione e bullismo, al fine di trattenere e contenere le forme di disagio e sofferenza e potenziare le risorse delle famiglie».
La prevalenza rimane quella inerente la difficoltà relazionale e comportamentale (aggressività, oppositività, inadeguatezza relazionale, ndr) frutto di disagi complessi tra cui la fragilità genitoriale (53,33 per cento, ndr) a fronte di un numero più limitato di casi di disagio connesso a sospetto ritardo non trattati (21 per cento, ndr) a cui seguono i casi di rischio dispersione (13,45, ndr), i casi in cui la fragilità relazionale si somma a una condizione di ritardo (11,55, ndr) e infime un limitato numero di stranieri con difficoltà di integrazione (0,66, ndr).
Nell’anno 2016-2017, inoltre sono state attivate 25 sospensioni educative a 5 femmine e 20 maschi, da uno a 26 giorni, provenienti in 9 casi dalla scuola media e in 16 da quella superiore. In quest’ultimo anno scolastico, inoltre, sono stati riorientati 28 alunni delle superiori, mentre lo scorso dicembre sono stati segnalati 70 alunni a rischio di dispersione.
tratto da il cittadino.it


Tassa rifiuti: bisogna pagarla anche se non ci sono utenze?

https://www.studiocataldi.it/articoli/29370-tassa-rifiuti-bisogna-pagarla-anche-se-non-ci-sono-utenze.asp



Tassa rifiuti: bisogna pagarla anche se non ci sono utenze?

Il presupposto per l'imposta è l'idoneità del locale a produrre rifiuti e non la loro effettiva produzione
cartello di stop con bidoni spazzatura
La Tari deve essere pagata anche se nell'appartamento non ci sono utenze attive?
La risposta al quesito è positiva.

Tari basata su possesso o detenzione

"La Tari è un'imposta che ha come presupposto non l'effettiva produzione del rifiuto da parte del contribuente quanto, piuttosto, il possesso o la detenzione di locali che sono suscettibili di produrre rifiuti urbani.
La tassa rifiuti, quindi, va pagata da tutti coloro che detengono a qualsiasi titolo dei locali o delle aree scoperte, ovverosia dal loro proprietario, dal loro conduttore o da chi occupa tali beni per qualsiasi altra ragione.

Tari per locale senza utenze

Ciò posto, la circostanza che sull'immobile siano attivi uno o più servizi di erogazione di acqua, luce, gas, servizi telefonici e informatici costituisce solo una presunzione semplice del fatto che l'immobile sia occupato e abbia l'attitudine a produrre servizi. Lo stesso vale per la presenza di arredo.
Di conseguenza, l'assenza di utenze domestiche attive non comporta di per sé l'esonero dalla Tari.

Esenzione pagamento Tari

Tuttavia, non sono soggetti al tributo i locali e le aree che non sono idonei a produrre rifiuti urbani per la loro particolare natura, per l'uso al quale sono destinati o perché risultano in condizioni oggettive di non utilizzabilità. Tali caratteristiche possono essere presentate anche da unità immobiliari che sono prive di mobili, macchinari, suppelletteli e contratti attivi di fornitura dei servizi pubblici a rete (servizio idrico, servizio gas e così via)".
cartello di stop con bidoni spazzatura

Adsl non funzionante: come chiedere il rimborso

https://business.laleggepertutti.it/26128_adsl-non-funzionante-come-chiedere-il-rimborso


Adsl non funzionante: come chiedere il rimborso


In caso di Adsl non funzionante o di connessione lenta è possibile chiedere un rimborso. Vediamo come e a quanto ammonta per ogni operatore
Avere una connessione a internet lenta o che non funzioni come dovrebbe è fonte di disagi seri e di condizionamenti talvolta insopportabili sia nella vita di tutti i giorni che per quanto concerne la propria attività lavorativa e professionale. Cosa fare, quindi,  se la connessione Adsl non funziona? Come ci si deve comportare se la connessione a internet è lenta e non fornisce la velocità garantita nel contratto? Abbiamo già parlato della possibilità, in questi casi, di recedere dal contratto Adsl a causa della connessione lenta. Recesso che può essere esercitato senza il pagamento di nessuna penale. Per saperne di più leggi:  Connessione Adsl lenta: si può recedere senza penali?
Ma non è tutto: in caso di Adsl non funzionante o di connessione lenta è possibile anche chiedere un rimborso. Di tanto parleremo in questo articolo. Vediamo, dunque, come richiedere il rimborso per l’Adsl non funzionante e a che cosa si ha diritto se la connessione a internet non funziona o è troppo lenta.
Sul punto, inoltre, segnaliamo ai nostri lettori che, con una recentissima sentenza (che a breve analizzeremo nel dettaglio), è stato riconosciuto non solo il danno patrimoniale, ma anche il danno esistenziale. Leggi in proposito: Adsl non funziona: spetta il risarcimento del danno esistenziale.
Ciò posto, procediamo con ordine e vediamo come chiedere il rimborso in caso di adsl non funzionante e quando, in queste ipotesi, scatta anche il danno esistenziale che, in quanto tale, deve essere risarcito.

Adsl non funzionante: cosa fare

Si tratta purtroppo di un’esperienza fin troppo comune e davvero insopportabile: pagare per un servizio che poi si rivela non all’altezza. Non solo delle proprie aspettative, ma anche di quello che ci avevano promesso. Presentata dalla società telefonica come la “connessione perfetta”, nella realtà dei fatti si è rivelata tutt’altro. Ebbene, in questo caso è possibile chiedere un rimborso per l’Adsl che non funziona come dovrebbe.  Ed infatti, se la società telefonica ha promesso una determinata velocità di navigazione per il tramite di una  pubblicità trasmessa in tv, alla radio o pubblicata su giornali e depliant e tali standard di navigazione sono stati poi ribaditi al momento della firma del contratto, la velocità “promessa” deve essere necessariamente garantita al cliente. Non ci sono “scuse” che tengono. Al contrario, quando si riesce a contattare un operatore (talvolta dopo diversi tentativi che spazientirebbero chiunque) spesso ci si sente rispondere proprio con delle scuse: rallentamenti dovuti all’eccesso di traffico, colpa dell’elevato numero di utenze nella zona, ecc. Non è raro, poi, che l’operatore cerchi di far credere che è l’utente a non essere in grado di far funzionare le cose e che, al contrario, alla compagnia telefonica risulta che il funzionamento e la velocità di navigazione non presentano alcun problema. Ora, chi si sente “lievemente preso in giro” potrebbe non avere tutti i torti e se la parola dell’operatore non ispira particolare fiducia, è bene sapere che esistono moltissimi strumenti per far valere le proprie ragioni, tra cui anche il rimborso. La prima cosa da fare in questi casi è “minacciare” di cambiare operatore. Ciò renderà sicuramente l’iter di rimborso più veloce. Ciò in quanto a nessuno piace che i clienti scappino via, soprattutto in settori in cui c’è molta concorrenza.

Adsl non funzionante: come chiedere il rimborso?

Prima di chiedere il rimborso per l’Adsl non funzionante è necessario presentare un formale richiamo all’operatore telefonico via telefono, via fax o email. Entro 45 giorni il cliente ha diritto ad un riscontro da parte della compagnia telefonica. Se la risposta non arriva entro i tempi stabiliti si potrà avviare una procedura di contestazione per chiedere il rimborso. Questa procedura è gratuita e fattibile in prima persona dal cliente senza bisogno di un avvocato. In particolare, per la domanda di rimborso ci si deve rivolgere all’Autorità garante per le Comunicazioni (l’Agcom). Dunque, sarà l’Agcom, che accogliendo il ricorso, dovrà stabilire il rimborso per l’Adsl non funzionante o lo storno degli importi dovuti o, ancora, in base ai diversi casi, un indennizzo o un rimborso spese.

Adsl non funzionante: che indennizzo spetta?

In caso di Adsl non funzionante spetterà un indennizzo diverso e con tempistiche differenti a seconda dell’operatore. Analizziamo i vari casi.

Rimborso Tim-Alice

Se l’operatore è Tim-Alice questo è tenuto alla riparazione del guasto entro 2 giorni successivi al reclamo (a tal fine chiamare il 187), in assenza dovrà riconoscere:
  • 5 euro di indennizzo al giorno per i servizi flat o semiflat;
  • 2 euro al giorno per i servizi di connettività a consumo.

Rimborso Vodafone

Vodafone, invece, è tenuto a riparare il guasto (la segnalazione va fatta al numero 190) entro 3-5 giorni lavorativi altrimenti è previsto un rimborso di 10 euro al giorno per ogni giorno di ritardo (massimo 50 euro in caso di assenza di linea per disservizio).

Rimborso Infostrada

Per  Infostrada il numero di riferimento è il 155.  Le riparazioni devono avvenire entro 4 giorni dal reclamo, in mancanza l’operatore riconoscerà un indennizzo di 5,16 euro al giorno fino ad un massimo di 100 euro.

Rimborso Fastweb

Con Fastweb l’operatore si impegna a riparare il guasto entro 72 ore dal reclamo altrimenti riconoscerà al cliente un indennizzo di 5 euro al giorno per un massimo di 10 giorni. Il cliente Fastweb che vuole chiedere un rimborso per l’Adsl non funzionante può chiamare il numero 192193, attivo tutti i giorni e a qualsiasi ora, oppure inviare un’e-mail dalla MyFastPage (l’area clienti del sito Fastweb) nella sezione «assistenza clienti». L’utente riceverà un sms di conferma della segnalazione ricevuta.

Rimborso Tiscali

Per Tiscali il numero di riferimento è il 130. L’operatore garantisce la riparazione del guasto entro 4 giorni lavorativi. È possibile chiedere, sempre tramite il servizio di assistenza, il rimborso per i giorni in cui la connessione ad Internet è rimasta interrotta.

Adsl non funziona: quando scatta il danno esistenziale

In alcuni casi il rimborso potrebbe manifestarsi del tutto insufficiente al fine di compensare il grave danno subito. Si pensi ad un’azienda con utenza Adsl Business: privarla di internet e, dunque, di una connessione significherebbe isolarla dal mondo, pregiudicarla nello svolgimento delle relazioni sociali e danneggiarla nella propria immagine e capacità di relazione. Ed infatti, se non avere una connessione funzionante è già grave per le utenze domestiche, figuriamoci cosa possa significare per chi con internet ci conclude affari di lavoro. Ebbene, in questi casi, oltre alla compensazione patrimoniale, scatta in automatico anche il risarcimento per il danno esistenziale subito. Ma non è tutto: il danno esistenziale, in questi casi, va risarcito anche se non risulta provato nel suo importo e nel suo ammontare. Come detto, infatti, il risarcimento è automatico o, per dirla in termini più giuridici, è in re ipsa. Ad affermarlo è stato il Giudice di Pace di Grosseto con una recentissima sentenza [1] dalla quale può rinvenirsi principio di diritto che segue.
Oltre al danno patrimoniale deve essere liquidato – sia pure in via equitativa – il danno esistenziale, vale a dire il  turbamento ingenerato nell’utente in seguito al mancato funzionamento della linea Adsl (isolata, nel caso di specie, per 5 giorni), dovendosi ritenere che dalla disattivazione del servizio consegua in re ipsa (cioè automaticamente) un effetto pregiudizievole nello svolgimento di relazioni sociali, essendo impedita o quanto meno resa difficile l’attività professionale dell’utente, il quale risulta pregiudicato nell’immagine e nella capacità di relazione. Nel caso in esame, il Giudice –  a fronte di un disservizio durato 5 giorni ai danni di un’utenza business – ha stabilito un risarcimento pari a 570 euro, di cui 500 a titolo di danno esistenziale.

note

[1] Giudice di Pace di Grosseto, sent. n. 75 del 18.12.2017 (Magistrato onorario Vincenzo Colantuoni Romagnoli).
Autore immagine: Pixabay.com
laleggepertutti.it