venerdì 27 marzo 2020

Il coronavirus resta nell’aria? Cosa c’è di vero

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Il coronavirus resta nell’aria? Cosa c’è di vero

Lo teorizza uno studio effettuato dallo statunitense National Institutes of Health, ma ci sono delle precisazioni da fare

Il coronavirus resta nell'aria? Cosa c'è di vero
È delle ultime ore la notizia che l’Organizzazione mondiale della sanità sta valutando una nuova serie di precauzioni che prendano in considerazione la dispersione del coronavirus nell’aria.
Le dichiarazioni in arrivo dall’OMS seguono la recente pubblicazione sul New England Journal of Medicine di uno studio effettuato dallo statunitense National Institutes of Health, che evidenzia la capacità del nuovo coronavirus di sopravvivere per diverse ore nelle particelle d’aria.
Più nello specifico, i ricercatori hanno evidenziato che il COVID-19 è rilevabile nell’aria per un massimo di tre ore. Anche alla luce di questo e altri simili esperimenti, la dottoressa Maria Van Kerkhove, a capo dell’Unità Malattie Emergenti dell’OMS, ha fatto delle dichiarazioni interpretabili come un allarme lanciato a indirizzo del settore sanitario:
“In una struttura dove si fornisce assistenza medica c’è la possibilità che queste particelle restino nell’aria un po’ più a lungo. È quindi molto importante che gli operatori sanitari prendano ulteriori precauzioni quando lavorano sui pazienti”.

Il coronavirus resta nell’aria? Cosa c’è di vero

Come universalmente confermato, la malattia si diffonde attraverso il contatto da uomo a uomo, tramite le cosiddette goccioline emesse e i germi lasciati sugli oggetti.
Il coronavirus ha quindi un’effettiva dispersione nell’aria, ma pesano sulla sua resistenza nella stessa diversi fattori, tra i quali calore e umidità.
Maria Van Kerkhove ha dichiarato di essere a conoscenza di numerosi studi che esaminano le diverse condizioni ambientali in cui il COVID-19 può persistere.
Tra questi rientra l’esperimento condotto dal National Institutes of Health, i cui risultati suggeriscono che “le persone possono contrarre il virus attraverso l’aria e dopo aver toccato oggetti contaminati”, così come annunciato dal dottor Neeltje van Doremalen, a capo dello studio.
In esame ci sono soprattutto elementi come l’umidità, la temperatura, l’illuminazione e le superfici circostanti l’area analizzata.
Tuttavia, come specificato anche dal direttore dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie Robert Redfield, si tratta di una valutazione che - per quanto proceda a un ritmo “aggressivo” - è tuttora in corso.
Le raccomandazioni al personale medico restano, per il momento, quelle che invitano ad indossare le maschere N95, perché filtrano circa il 95% di tutte le particelle disperse nell’aria.
Dall’altra parte il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha fatto luce sulla rapida escalation dei casi COVID-19 durante la scorsa settimana, invitando esplicitamente tutti i Paesi a moltiplicare i tamponi:
“Abbiamo un semplice messaggio per tutti i Paesi: test, test, test! Testare tutti i casi sospetti; se risultano positivi, isolarli e scoprire con chi sono stati in contatto a partire dalle 48 ore precedenti ai sintomi, quindi testare anche quelle persone”.

Autocertificazione Coronavirus, come compilarla e presentarla ai controlli



 








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Autocertificazione Coronavirus, come compilarla e presentarla ai controlli

    Categorie Società
Il Decreto 9 Marzo ha vietato agli italiani di spostarsi liberamente in tutto il territorio nazionale e ha introdotto l’Autocertificazione Coronavirus, per consentire di giustificare tutti i movimenti necessari e urgenti.
Una misura drastica sicuramente, ma che può limitare notevolmente i contagi. Anche il Decreto 22 Marzo è intervenuto a modificare e inasprire ulteriormente le restrizioni: gli spostamenti devono essere limitati al Comune di appartenenza. Infatti è possibile uscire esclusivamente per:
Non è consentito raggiungere le proprie case vacanze, uscire/entrare dal proprio Comune o circolare all’interno del Comune senza valide motivazioni.
Ad intervenire ulteriormente sulla questione anche il Decreto 25 Marzo che estende eventuali misure al 31 Luglio, data ultima dello stato di emergenza, qualora la diffusione del virus continui.
Sono vietati assembramenti di persone ma anche attività individuali, per fare alcuni esempi: passeggiate, feste a casa, attività sportive di gruppo e fare la spesa non da soli. In questi casi intervengono le ordinanze degli Enti Locali con specifici divieti validi territorialmente.
Ogni spostamento deve essere giustificato tramite nuova autocertificazione predisposta dal Governo il 26 Marzo, la cui firma testimonia che il dichiarante sia a conoscenza delle nuove regole e non sia fuori dall’abitazione con pur essendo sottoposto a quarantena o positivo al Covid-19.
Il dubbio sorto tra i nostri lettori è: come presentarla ai controlli? Chi non ha una stampante? E’ valida scritta a mano o compilata online? Vediamo tutti i casi concessi.

>> Scarica qui la nuova autocertificazione <<

Autocertificazione coronavirus: come compilarla correttamente

Il 26 Marzo il Ministero dell’Interno ha prodotto una nuova certificazione spostamenti, la quinta nel giro di due settimane, che fa dichiarare al soggetto di:
  • non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 1, comma 1, lett. C (ovvero: “divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus “COVID-19“);
  • essere a conoscenza dei provvedimenti a livello regionale e di indicare il riferimento normativo.
Per compilarla è necessario inserire:
  • nome e cognome;
  • data e luogo di nascita;
  • residenza e domicilio (paese, via e numero civico);
  • utenza telefonica;
  • estremi del documento d’identità;
  • motivazione dello spostamento nella casella in fondo (specificando se si tratta di un impegno continuativo con data e luogo);
  • provvedimento operante territorialmente.
Ricordiamo che devono essere giustificati anche gli spostamenti all’interno del proprio Comune. Ogni dichiarazione mendace viene punita per legge.
Chi viola le limitazioni rischia un’ammenda fino a 206 euro, l’arresto fino a 3 mesi e una denuncia per reati dolosi contro la salute pubblica.

Autocertificazione Coronavirus: come presentarla

Il modulo di autocertificazione spostamenti deve essere compilato e portato con sè. Nei prossimi paragrafi vediamo tutte le modalità per presentarlo.
Al momento del controllo le autorità devono accertare l’identità del cittadino. E’ quindi opportuno portare con sè sempre anche un documento d’identità.

Come fare se non ho una stampante?

Nel caso in cui non sia possibile stampare l’autocertificazione spostamenti, il testo può essere trascritto a mano, compilato in ogni campo e firmato.

E’ possibile copiare il testo a mano?

Si, è possibile copiare il testo dell’autocertificazione coronavirus a mano e compilarlo in ogni sua parte.

Cosa succede se dimentico l’autocertificazione?

L’autocertificazione dovrebbe essere sempre portata con sè, unitamente a un documento d’identità in corso di validità.
Se il dichiarante avesse dimenticato l’autocertificazione, in fase di controllo è possibile fare una dichiarazione verbale. Le Forze dell’Ordine dovranno trascriverla per verificare la veridicità delle affermazioni.

Se ho impegno continuativo devo usare più moduli?

Se lo spostamento è continuativo il dichiarante può utilizzare solo un modulo e specificare la cadenza fissa dell’impegno.
L’autocertificazione diffusa a partire dal 22 Marzo contiene appositi spazi per indicare data e luogo dello spostamento.
Più la dichiarazione è ricca di dettagli più il lavoro delle Forze dell’Ordine è facilitato.

Posso presentare l’Autocertificazione Coronavirus online da smartphone?

Se si viene fermati il modulo deve essere controfirmato da un Pubblico Ufficiale. Quindi non valgono fotografie o pdf online non compilabili.
Attendiamo disposizioni dagli organi competenti sull’utilizzo degli strumenti digitali (eventuali app o autocertificazioni word con compilazione e firma direttamente online). Per sicurezza è preferibile trascrivere il documento a mano.

FONTE: WWW.LEGGIOGGI.IT

Nel Lodigiano la paura torna a crescere insieme ai contagi: più positivi a Codogno, nessuno a Casale

https://primalodi.it/cronaca/nel-lodigiano-la-paura-torna-a-crescere-insieme-ai-contagi-piu-positivi-a-codogno-ma-nessuno-a-casale/?fbclid=IwAR1mPpjbQjVVmOSD4EZZ0vdxLPuJQi2vg-za0W0svnLmrDGuGRgJ5t80n1k


PAURA NEL LODIGIANO

Nel Lodigiano la paura torna a crescere insieme ai contagi: più positivi a Codogno, nessuno a Casale

Un dubbio sembra venir confermato: forse era troppo presto per riaprire la ex zona rossa.

Nel Lodigiano la paura torna a crescere insieme ai contagi: più positivi a Codogno, nessuno a Casale
Lodi, 27 Marzo 2020 ore 10:18
La paura torna nel Lodigiano. La paura e una conferma che non si voleva avere: quella che forse era troppo presto per riaprire la “ex zona rossa”, la prima zona del basso Lodigiano ad essere stata chiusa per l’incredibile numero di contagiati a fine febbraio 2020.

Nel lodigiano i contagi tornano a salire

Dopo diversi giorni consecutivi in cui sembrava che in tutto il Lodigiano il trend dei contagi fosse in discesa, dopo le prime settimane di picco, i dati confermano purtroppo una sconcertante verità: non è più così. I contagi stanno infatti tornando a salire in provincia di Lodi dopo che a Codogno, epicentro della pandemia in Lombardia, si era persino giunti ad avere una crescita pari allo zero ma che ora segna sei positivi in più.

La rabbia dei sindaci della Ex zona rossa

“Che senso ha chiudere tutto se poi, appena arrivano i primi risultati positivi, si dà la possibilità di riaprire negozi e di spostarsi per lavoro praticamente ovunque?” E’ questo, in poche parole, il pensiero che ha sfiorato tutti i sindaci e i residenti della ex zona rossa quando con decreto dell’8 marzo il Governo scioglieva la zona rossa mettendo l’intera nazione in isolamento, seppur più soft rispetto a quello serrato che nel basso Lodigiano si è vissuto per due settimane.
Come ricordato dal sindaco di Codogno Francesco Passerini, infatti, l’emergenza è ancora in atto, più forte che mai. Basti pensare che in un mese le persone morte sono quasi il triplo rispetto gli anni passati (in alcune zone, come quella bresciana e bergamasca, il rapporto è purtroppo ben più alto).
Ogni giorno ancora si muore di Coronavirus: ogni giorno l’Italia vive un’emergenza che, a detta di chi ha vissuto misure più stringenti ed efficaci, va affrontata come tale con maggiori divieti per fermare il virus. I Lodigiano non vuole rivivere il terrore e la sofferenza di un mese fa.

A Casalpusterlengo zero contagiati

Le belle notizie, però, fortunatamente non mancano. Come confermato dal Sindaco di Casalpusterlengo Elia Delmiglio nella giornata di ieri, in paese si è riscontrata la crescita pari a 0:
“I dati che arrivano oggi da Regione Lombardia non ci rassicurano: tantissimi nuovi contagi e tantissimi nostri concittadini Lombardi non ce l’hanno fatta. Oggi a Casalpusterlengo però registriamo per la prima volta dall’inizio emergenza un +0 nei contagi. Infatti, come ieri, il bilancio dei nostri concittadini positivi al Coronavirus è di 167. Questo non deve illudere nessuno, poiché il nemico silenzioso e crudele è vivo e pronto ad aggredire. Per poterlo allontanare è fondamentale stare in casa, fare sacrifici e rispettare responsabilmente le regole.”