lunedì 19 marzo 2018

Assegno di Ricollocazione: arriva il Voucher per i Disoccupati, fino a 5.000€ Dettagli, Bando, Domanda: http://www.lavoroeconcorsi.com/assegno-ricollocamento-voucher-disoccupati#ixzz5ABsXKwiR

assegno ricollocamento voucher disoccupati La data di partenza, se non ci saranno intoppi, è fissata al 1° aprile 2018. Da quel giorno dovrebbe entrare finalmente in vigore, dopo una lunga e difficoltosa fase di rodaggio, l’assegno di ricollocazione, un voucher con cui lo Stato, attraverso i Centri per l’Impiego, finanzierà i programmi di reinserimento professionale dei disoccupati. .


Si tratta di una novità introdotta con il Jobs Act. Ecco, di seguito, come funziona questo nuovo strumento.

Cos’è l’assegno di ricollocazione

E’ un contributo in denaro che lo Stato stanzia a favore dei disoccupati, per finanziare programmi di formazione professionale che li aiutano a trovare un nuovo impiego e a reinserirsi nel mondo produttivo.


Chi ne ha diritto 

Il nuovo assegno di ricollocazione va a beneficio di ex-lavoratori dipendenti disoccupati da più di 4 mesi, che beneficiano del sussidio Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego).


Come si chiede 

La richiesta dell’assegno è volontaria e il lavoratore può farla sul portale internet Anpal.gov.it o presso un Centro per l’Impiego,scegliendo liberamente l’agenzia o l’ente di formazione.


Il programma formativo 

Il titolare dell’assegno di ricollocazione inizia un programma formativo durante il quale deve attivarsi e collaborare alla ricerca del lavoro. 


Quanto dura 

Il programma legato all’assegno di ricollocazione dura 6 mesi, prorogabili di un altro semestre.


Il profilo di occupabilità

A ogni partecipante al programma viene assegnato un profilo di occupabilità, cioè una sorta di rating che misura le probabilità che ha di trovare un nuovo impiego. I lavoratori con un alto grado di istruzione e molte competenze hanno ovviamente un profilo di occupabilità migliore.


Chi incassa i soldi 

Il contributo di ricollocazione viene incassato dall’agenzia o dall’ente di formazione che ha seguito il disoccupato, ma solo se quest’ultimo è riuscito a trovare un lavoro. I soggetti abilitati a questo tipo di servizi sono: i Centri per l’Impiego, gli enti o le agenzie per il lavoro accreditate, la Fondazione Consulenti del Lavoro.


L’ammontare dell’assegno 

Il contributo dato all’ente o all’agenzia di formazione varia tra 250 e 5mila euro a seconda del profilo di occupabilità del lavoratore preso in carico e dalla tipologia di contratto di lavoro che è riuscito a ottenere.


Lo sbocco professionale

Per ottenere il contributo in denaro, l’ente o l’agenzia di formazione deve riuscire a trovare per il disoccupato un contratto di assunzione a tempo indeterminato, un contratto a termine di almeno 6 mesi (da 3 a 6 mesi nelle regioni Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) oppure un contratto part time al 50%.


Il tutor

Il lavoratore che inizia il percorso di ricollocamento viene affidato a un tutor dell'agenzia che svolge anche delle funzioni di controllo: verifica cioè se il licenziato segue regolarmente i corsi di formazione e se è disposto davvero ad accettare le offerte di impiego.


Pochi soldi

Le risorse stanziate per l’assegno di ricollocazione sono ridotte e ammontano a poco più di 200 milioni di euro. Considerando che l’importo medio dell’assegno è di 3mila euro, i soldi a disposizione basteranno per finanziare i programmi di reinserimento di non più di 60mila-70mila disoccupati. 

Carta di identità elettronica: per tutti entro l’ann

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Carta di identità elettronica: per tutti entro l’anno

 Carta di identità elettronica: per tutti entro l’anno

 

L’AUTORE:

Redazione
Entro l’anno tutti i cittadini dovrebbero entrare in possesso della nuova carta d’identità elettronica. Vediamo tempi e costi
La carta d’identità elettronica è al momento stata adottata da circa il 20% dei Comuni italiani. La colpa sembra sia da attribuire al sistema informatico del Ministero dell’Interno. Nelle grandi città, in compenso, è già attiva da un po’. Vediamo nel dettaglio i tempi e i costi di rilascio della nuova carta di identità elettronica.

Carta d’identità elettronica: cos’è?

La carta d’identità elettronica (Cie) è il documento di identificazione che in Italia sta gradualmente sostituendo la carta d’identità cartacea. Da quest’anno costituirà sia un documento di riconoscimento personale che certifica l’identità del soggetto titolare, sia uno strumento di autenticazione per l’accesso ai servizi telematici della pubblica amministrazione.
La carta di identità elettronica è comparsa per la prima volta nel 2000, quando il Ministero dell’Interno, in via sperimentale la lanciò in 156 Comuni di tutta Italia. Nel 2012, poi, è divenuta del tutto operativa in quei Comuni che avevano richiesto la possibilità di erogare il servizio. In concreto la Carta di identità elettronica è di fatto una tessera in policarbonato, molto simile ad una carta di credito o alla tessera del codice fiscale, sulla quale sono riportati  – sia in evidenza che nel microchip –  i seguenti dati personali dell’individuo:
  • Nome e Cognome, data e luogo di nascita;
  • Codice fiscale;
  • Residenza e cittadinanza;
  • Codice numerico del Comune di rilascio;
  • Data di rilascio e scadenza;
  • Firma digitale del titolare;
  • Impronta digitale;
  • Fotografia digitalizzata;
  • Eventuale indicazione di non validità ai fini dell’espatrio;
  • Dati amministrativi del Servizio Sanitario Nazionale.
Quando la Cie diventerà del tutto operativa, sarà in grado di assolvere a numerose funzioni come per esempio i pagamenti elettronici di multe, bollette, bolli auto, ticket sanitari ecc. La validità della carta d’identità elettronica è uguale a quella della carta d’identità cartacea tradizionale, ovvero, di 10 anni. In caso di minorenni la validità della carta di identità varia in base all’età del minore, ovvero:
  • minori di 3 anni: validità di tre anni;
  • minori di età compresa tra i 3 e i 18 anni: validità di cinque anni.

Carta d’identità elettronica: come e dove richiederla? 

Per quanto concerne le modalità di richiesta e rilascio della Carta d’identità elettronica non vi sono novità rispetto a quelle previste per la carta d’identità cartacea: è necessario rivolgersi al proprio Comune di residenza e fare la richiesta. Non è necessario, però, presentare alcuna fototessera in quanto le fotografie vengono acquisite al momento del rilascio mentre è obbligatorio prestare il consenso al prelievo dell’impronta del dito indice della mano sinistra.
Al momento dell’emissione della carta di identità elettronica, il Comune rilascia anche 3 codici personali segreti consegnati in busta chiusa:
  • Pin: numero identificativo personale segreto necessario per il riconoscimento dell’utente;
  • Puk: ossia il codice per sbloccare il Pin qualora si sbagli per 3 volte la digitazione o se si dimentica il proprio numero;
  • Cip: codice per bloccare il Pin nel caso in cui la carta venga smarrita o rubata
I Comuni autorizzati al servizio rilasciano la carta d’identità elettronica in circa 20 minuti.

Carta di identità elettronica: chi può richiederla?

La Cie, la nuova carta di identità elettronica può essere richiesta da tutti coloro in possesso di cittadinanza italiana, residenza in uno dei Comuni già serviti da questo servizio e codice fiscale allineato con l’Indice nazionale delle anagrafi.

Quali documenti servono?

Al fine di ottenere il rilascio della nuova Carta di Identità Elettronica servono i seguenti documenti:
  • carta di identità scaduta o in scadenza, da presentare in caso di rinnovo della carta di identità;
  • denuncia di furto o smarrimento resa presso le Autorità competenti, in caso di furto o smarrimento della carta di identità;
  • documento di riconoscimento: passaporto, patente, libretto della pensione con foto, in caso di furto, smarrimento o distruzione della carta d’identità;
  • carta di identità deteriorata, in caso di deterioramento della carta di identità.
La Carta di identità elettronica va richiesta direttamente agli uffici dell’anagrafe del Comune di residenza che provvedono a verificare la documentazione e l’identità del richiedente.

Carta d’identità elettronica: quanto costa?

Il prezzo della carta d’identità elettronica per il primo rilascio o rinnovo è di 16,79 euro, oltre ai diritti fissi e di segreteria pari ad euro 5,42 e così per un totale di 22,21 euro.

Agevolazioni per ristrutturazioni edilizie: guida 2018

http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/259760/agevolazioni-per-ristrutturazioni-edilizie-guida-2018.html#_=_


Agevolazioni per ristrutturazioni edilizie: guida 2018

 

Online la nuova Guida dell’Agenzia delle Entrate sulle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.
tratto da pmi.it
 

Pubblicata dall’Agenzia delle Entrate la nuova Guida alle detrazioni fiscali previste dalla normativa vigente per le ristrutturazioni edilizie, condivisa con le associazioni e gli enti che raccolgono gli operatori attivi nel settore immobiliare ed edilizio.

Bonus Ristrutturazioni 2018

Il Fisco spiega caso per caso come ottenere le detrazioni IRPEF del 50% delle spese sostenute entro il limite di 96mila euro per gli interventi di ristrutturazione avviati a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al prossimo 31 dicembre su singole unità abitative, parti condominiali e box auto. In particolare vengono fornite indicazioni su quali sono gli interventi agevolabili, chi può fruire della detrazione, come richiedere il bonus, in che modo effettuare il pagamento dei lavori e quali documenti conservare.

Ecobonus

L’Agenzia ricorda che anche quest’anno, in caso di lavori che vadano ad intervenire sulla riqualificazione energetica degli edifici, è  previsto l’invio all’Enea, per via telematica, di alcuni dati relativi alla tipologia di interventi effettuati; si tratta di informazioni che serviranno all’Agenzia per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito in seguito alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione.
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Box auto

Il Fisco sottolinea poi che la detrazione spetta anche per l’acquisto di box e posti auto pertinenziali, per le spese relative alla loro realizzazione, e per la costruzione di autorimesse o posti auto, anche a proprietà comune, purché vi sia un vincolo di pertinenzialità con una unità immobiliare abitativa.

IVA agevolata

Oltre al Bonus ristrutturazioni ricordiamo che, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, è possibile usufruire dell’aliquota IVA ridotta sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei beni.

Immobili già ristrutturati

Viene inoltre prorogata fino 31 dicembre 2018 l’agevolazione per l’acquisto o l’assegnazione di immobili già ristrutturati nel caso in cui gli interventi di ristrutturazione abbiano riguardato interi fabbricati e siano stati eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che, entro 18 mesi, dalla data del termine dei lavori, vendano o assegnino l’immobile.

Video Guida

Oltre alla guida testuale, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile sul proprio canale YouTube anche un utile video esplicativo e riassuntivo di tutte le novità in tema di bonus ristrutturazioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2018.