sabato 9 aprile 2011

CASALE - ELCON INTERROGAZIONE IN PROVINCIA DI LODI

sta a vedere che a furia di fare articolo ogni giorno, poi se daremo parere contrario all'impianto dal puto di vista tecnico, il "merito"sarà non di chi governa la provincia ma di chi fa chiacchiere tutti i giorni con l'appoggio dei mass media.....mah, la provincia di lodi è proprio provinciale.........

I consiglieri provinciali di Casale Luca Canova e Gianfranco Concordati vogliono chiarimenti dalla Provincia in merito all’impianto di trattamento rifiuti previsto dalla società israeliana Elcon sull’area della Lever alle porte di Casale. Nell’impianto è previsto un trattamento dei rifiuti chimici e farmaceutici con un bruciatore per lo smaltimento dei residui gassosi della lavorazione, che andranno in atmosfera sotto forma di emissioni tramite un camino da 40 metri d’altezza. I due consiglieri hanno depositato un’interrogazione urgente a cui sarà risposta nella seduta del consiglio provinciale di fine aprile. In particolare si chiedono risposte a due precisi quesiti: «Se corrisponda al vero la notizia che la Provincia di Lodi abbia già preliminarmente esaminato il progetto, incontrando gli interessati e cosa, in questo caso, sia stato concordato» e «quale atteggiamento intenda assumere la Provincia di Lodi, in coerenza con i pronunciamenti sulla difesa del territorio, delle componenti sociali e delle sue tipicità produttive, relativamente al progetto presentato».Il Cittadino nei giorni scorsi aveva svelato la presenza del bruciatore e ricostruito la rete di contatti avvenuti nell’ultimo anno e mezzo tra la società e le amministrazioni comunale e provinciale. A oggi, la società Elcon ha depositato in Regione una richiesta di valutazione di impatto ambientale, il cui termine per le osservazioni è in scadenza ai primi di maggio. «Proprio perché i tempi non sono così lunghi come si può pensare e perché scadono i termini per le osservazioni, vogliamo sapere che tipo di posizione vuole prendere la Provincia - dicono i due consiglieri -. Il progetto presenta diverse lacune a nostro avviso, soprattutto nella valutazione della direzione dei venti. Impianti di questo tipo, che pochi anni fa sarebbe stato classificato come industria insalubre di prima classe, non possono essere posti in prossimità di zone abitate».E l’impianto sarebbe stato proposto anche ad altri territori, come il Pavese e il Mantovano, ma sarebbe stato rifiutato. «Sarebbe importante capire perché è stato rifiutato dai quei territori per arrivare invece a Casale - concludono i due consiglieri -. I casalini non hanno nessuna voglia di appuntarsi al petto la medaglia del trattamento rifiuti. Preferiamo pensare a un futuro per Casale fatto di impresa, modernità, agro-zootecnia, reti, ambiente. I vessilli dei fanghi e delle logistiche le lasciamo volentieri a chi guarda al passato».An. Ba. tratto da il cittadino ed. 09 aprile 2011

CODOGNO<. LEGA NORD E LISTA CIVICA PER LE COMUNALI DI MAGGIO

Il melo cotogno a fianco di Alberto da Giussano: è Paolo Guasconi - 53 anni, libero professionista - il rappresentante del gruppo civico che darà sostegno alla corsa elettorale della Lega. E non è stato un caso che ieri mattina, nella sede del Carroccio di via Mazzini, la stretta di mano a Guasconi sia arrivata proprio dal candidato sindaco leghista Enrico Sansotera: l’impegno è quello di uno sforzo comune, da condividere in nome di un programma che pone ai primi posti la sicurezza della città e la valorizzazione dell’identità territoriale. «Da sempre la Lega sta in mezzo alla gente, noi veniamo da lì - ha esordito Sansotera -. Da più di un anno abbiamo iniziato a condividere degli approfondimenti sulla città con persone che sono estranee alla politica ma che hanno deciso di mettere la loro professionalità a disposizione del nostro progetto. A questo supporto civico noi crediamo, siamo convinti possa essere il fattore chiave che potrà fare la differenza in questa sfida elettorale». Dal canto suo, Guasconi a questa sfida è pronto. «Sono nato e cresciuto a Codogno, a spingermi ad impegnarmi a fianco della Lega è stato il senso etico di contribuire a migliorare la qualità della vita della città, in un’ottica di sviluppo che spinga sulle peculiarità del territorio e tuteli contro l’immigrazione». I rappresentanti del gruppo civico che Guasconi rappresenta si stanno definendo proprio in questi giorni. Già ora si sa che in lista ci saranno la dottoressa Anna Carbone, l’ingegnere Elena Calvi e Marco Fisichella. «Presenteremo la lista a giorni», così Sansotera che sulle voci di possibili arrivi in Fiera di immigrati da Lampedusa (già smentite peraltro dal sindaco Dossena) ha detto: «Codogno ha già dato, di tutto c’è bisogno fuorché di una tendopoli al San Biagio». Lu. Lu. IL CITTADINO LODI ED. 9-4-2011

TEM LODIGIANA - MITIGAZIONI E OPERE PUBBLICHE

Ritoccata, meno impattante e soprattutto... meno cara. È la Tangenziale Est Esterna “lodigiana”, o meglio quella che la Provincia e le amministrazioni comunali coinvolte, in ossequio ai tagli annunciati, hanno rispedito con “bollo di approvazione” e le osrevazioni del caso verso la conferenza di servizi che, il 13 aprile, vedrà Regione, ministeri, enti, privati sedersi in summit attorno a un tavolo per vedere di fare decollare veramente la nuova grande infrastruttura viabilistica lombarda. Struttura che, nel Lodigiano, viaggerà per quasi 7 dei 32 chilometri di tracciato previsti, attraversando a vario titolo i comuni di Comazzo, Merlino, Zelo, Casalmaiocco, Mulazzano, Sordio, Tavazzano, Caselle Lurani, Castiraga Vidardo e Salerano, lambendone altri e interessando anche numerosi tra i “vicini” del Sudmilano.Tanta roba, ma con molti meno soldi a disposizione del previsto: tanto che, proseguendo nel confronto con i “suoi” comuni, la Provincia ha elaborato e approvato le quattro principali modifiche con le quali, cercando di ridurre il più possibile la “ferita” sul territorio, le opere promesse si faranno, facendo risparmiare ai costruttori qualcosa come 14-15 milioni di euro. Esempi? La variante sulla via Emilia a Tavazzano, dove rispetto al progetto di una galleria di collegamento con la frazione Villavesco la soluzione, già annunciata nelle scorse settimane, è stata individuata in un tracciato “a raso” che “bypassi” Villavesco girandole alle spalle: così facendo, dai 28 milioni di euro paventati (e irrecuperabili) si passerebbe a una spesa tra i 20 e i 22 milioni di euro, mitigazioni ambientali annesse, e senza incidere troppo sulla falda.L’altro grande risparmio arriverebbe dai lavori sulla Sp 17, la “Santangiolina”, dove il progetto di “variante” verrebbe sostituito da quella di “riqualificazione”, il più possibile sulla sede già esistente, rettilinea, senza “spanciature” né grossi espropri: così facendo si rientrerebbe nei 7,2 milioni di budget (contro uno “sforamento” previsto attorno ai 15), salvando la rotatoria a Calvenzano e, forse, anche una tra la sistemazione del tratto più complesso (Calvenzano-cascina Pollarana) e l’attraversamento a Castiraga.A Casalmaiocco, invece, la ricetta è nella riduzione da 445 a 341 metri della galleria di Cologno; così facendo, e così risparmiando, si migliorerebbe la rotatoria prevista tra le provinciali 138 “Pandina” e la 159 “Sordio-Bettola”, ma soprattutto si garantirebbe l’importante variante alla Pandina nei pressi della località Madonnina. Più incerta e articolata, infine, è la quarta modifica: ovvero l’intersezione tra la via Emilia e il futuro casello di Vizzolo, dove al posto della prevista rotatoria a due livelli (e in quota) si passerebbe a un’unica rotonda a raso per i comuni di Vizzolo, San Zenone e Sordio; il tutto, però, con la facoltà di poter fare retromarcia qualora l’opzione congestionasse troppo il traffico. Nel pacchetto, come compensazioni, verrebbero salvate anche opere previste come “facoltative” nell’accordo di programma, quali la rotatoria tra la via Emilia e via Melegnano a Vizzolo, la ciclabile Vizzolo-Melegnano lungo la via Emilia e la riqualificazione della strada provinciale “Sordio-Bettola” nel territorio di Casalmaiocco.Tutto fattibile? «Spetterà al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr) valutare, verificare e decidere se i costi e le richieste sono accoglibili - premette l’assessore provinciale Nancy Capezzera -. Ognuno ha ribadito perplessità e proposte, e noi ci siamo impegnati per salvaguardare il territorio da quella che è comunque una lesione del paesaggio e dell’agricoltura: io sono soddisfatta, abbiamo fatto un lavoro concertato con grande senso di responsabilità, cercando di non perdere le opportunità in gioco ma senza fare voli pindarici».Alberto Belloni IL CITTADINO 09 APRILE 2011