domenica 22 maggio 2011

MONUMENTO REDUCI A CASTIGLIONE D'ADDA : 03 GIUNGO SI INAUGURA

cme associazione siamo soddisfatti di quanto si sta concretizzando
si ringrziano tutti i cittadni che hanno aderito alla sottoscrizione
a premi pr contribuire al restauro del monumento.
il referente della ANCR per conto del direttivo di sezione

È tutto pronto per l’inaugurazione
del monumento ai caduti di piazza
Matteotti Castiglione. Il restauro
è alle fasi finali e la cerimonia è
stata fissata al 3 giugno. Alle 20.30
presso la sede dell'Associazione
Nazionale Combattenti e Reduci si
terrà l’estrazione della lotteria “Per
non dimenticare”: si tratta del concorso
promosso proprio per reperire
le risorse utili per il restauro. Sono
stati venduti circa 3mila biglietti
ma ufficialmente la vendita terminerà
il 30 maggio. Alle 21 seguirà
l’evento sulle note della Filarmonica
Castiglionese. L'opera restaurata
sarà scoperta e benedetta dal parroco
don Peppino Codecasa. La prima
parte della serata prevede il concerto
della Filarmonica, che si interromperà
per la tradizionale consegna
di copia della Costituzione italiana
ai diciottenni di Castiglione. Nella stessa sera sarà premiato
anche un membro dell’Ancr, il 90enne Giuseppe Marzatico, che ha
partecipato alla seconda guerra mondiale. Subito dopo riprenderà
il concerto, che si concluderà con uno stuzzicante rinfresco offerto
dalla ditta Volpi Pietro di Sant'Angelo, la stessa che si è aggiudicata
l’appalto della mensa scolastica. A sorpresa, il 3 giugno, la piazza
e il monumento potrebbero essere illuminati da suggestive luci
offerte da Enel in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il restauro
del monumento è costato circa 13mila euro, di cui 11mila
reperiti all’interno delle casse comunali. Il recupero dell’opera è a
curadel restauratore malerino Davide Parazzi. Pietra serena grigia,
bronzo fuso, marmo bianco di Carrara: questi i materiali che
compongono il monumento, firmato da Annibale Monti, diplomato
all’Accademia di Brera, autore anche dell’pera “Operaio cattolico”
di Roma, commissionato da Leone XIII,
IL CITTADINO LODI

PANTAECO A CASALE : METTERSI A NORMA

La Pantaeco di Coste Fornaci non intende per ora richiedere una nuova autorizzazione provinciale per il solo centro di vagliatura: «Siamo già titolari di un’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Lodi nel 2007 che vale sia per la discarica, ma solamente a fini di smaltimento del sottoprodotto non recuperabile proveniente dall’attività di separazione delle materie plastiche, sia per la cernita e la vagliatura - spiega Giancarlo Paina, uno degli amministratori della società -. Questa è stata sospesa dalla Provincia, ma chiediamo che venga riattivata solo per il centro di vagliatura. Possiamo infatti lavorare senza appoggiarci sulla nostra discarica, ma portando il materiale che, dopo la separazione delle plastiche, non è riciclabile, da smaltitori autorizzati, come fanno gli altri 36 impianti analoghi al nostro affiliati al consorzio Corepla in tutta Italia».E che la strada della nuova autorizzazione parziale non sia per ora nemmeno un’ipotesi lo confermano anche dalla Provincia di Lodi, in una nota diramata solo due giorni dopo il vertice tecnico su Pantaeco: una riunione per fare il punto della situazione, cui hanno assistito anche rappresentanti dell’amministrazione provinciale, in cui si è deciso di coinvolgere nelle verifiche tecniche l’Arpa. La determina del 6 aprile scorso del settore ambiente che aveva sospeso l’autorizzazione Aia infatti imponeva alla Pantaeco, e a suo carico, ben venti adeguamenti tecnici, il primo dei quali è “l’avvio a smaltimento o a recupero dei rifiuti conferiti in eccesso nella discarica per 81.800 metri cubi”.«Noi abbiamo già sistemato il piazzale dell’impianto di cernita e riteniamo che sia a norma e pronto a ripartire - ribadisce l’ingegner Paina - mentre i lavori sulla discarica sono in corso. Ma se l’azienda resta ferma non può disporre della liquidità per gli adeguamenti richiesti».Il superamento dei quantitativi nella discarica era stato anche oggetto di un’inchiesta della magistratura, che presto sarà chiusa dalla Dda di Milano, ma erano state mosse anche diverse contestazioni amministrative, inoltre il Comune di Casalpusterlengo aveva diffidato Pantaeco a eseguire indagini su eventuali inquinamenti per perdite di percolato.Una situazione complessa sulla quale, nel novembre dello scorso anno, si era innescato anche un incendio molto probabilmente doloso a uno dei macchinari, che, fa sapere ora Paina, aveva creato difficoltà nel rinnovo dei contratti per il ritiro delle plastiche da separare e che, aveva scritto Pantaeco alla Provincia, era causa anche di alcune delle irregolarità riscontrate nei sopralluoghi successivi.Per ora non cambiano quindi neppure i termini di 180 giorni, dalla notifica della determina del 6 aprile, imposti dalla Provincia a Pantaeco per i venti adeguamenti: «Qualora non vengano realizzati entro il termine - era stato intimato da San Cristoforo - si procederà alla revoca dell’autorizzazione ambientale integrata e alla chiusura dell’impianto».Carlo Catena IL CITTADINO LODI

LA PROVINCIA DI LODI ALIENA I BENI!

Palazzo San Cristoforo mette all’asta i “gioielli di famiglia” per fare cassa e finanziare le opere. Tra questi anche la caserma dei vigili del fuoco di Casalpusterlengo. Un edificio di oltre 2mila metri quadrati, in pieno centro storico, da cui si spera di ricavare almeno 2 milioni di euro, tutti da reinvestire per la realizzazione della nuova sede con annesse strutture di sicurezza e di pronto intervento. È un corposo piano di alienazioni, quello approvato nella giunta provinciale di giovedì. Oltre alla maxi alienazione di Casale, in agenda per il 2012, il piano punta a recuperare risorse per 2,8 milioni di euro in tre anni. Se il grosso degli introiti dovrebbe arrivare dal quartier generale dei vigili del fuoco di Casale, la rivoluzione della Provincia coinvolge anche due case cantoniere, i classici edifici rosso mattone posti ai margini delle strade provinciali, e numerosi appezzamenti di terreno. Secondo le stime, nel corso del 2011, potrebbero entrare nelle case dell’ente circa 800mila euro. Tra le vendite più rilevanti, le case cantoniere di Casaletto Lodigiano (circa 2700 metri quadrati in vendita a 350mila euro) e Castelnuovo Bocca d’Adda (poco più di 2300 metri per 325mila euro). E non sono le prime case cantoniere a finire all’asta. La Provincia ha già alienato quella di Sant’Angelo in località Maiano, con un incasso di 235mila euro.Nelle vendite, appezzamenti di terreno a Pieve Fissiraga (per 2mila metri quadrati), Codogno - San Fiorano (per un totale di 5mila metri quadrati e un valore di 40mila euro), Meleti (1000 metri quadrati), Bertonico (940 metri quadrati), Montanaso (1500 metri quadrati) oltre ad un’area urbana a Castiglione d’Adda, poco meno di 500 metri, oggi destinati a strada pubblica. Tra le cessioni anche un magazzino in località Ca’ del Parto (950 metri alienato ad un minimo di 30mila euro). Il documento sul patrimonio messo all’asta è parte del bilancio previsionale dell’ente che sarà approvato nella seduta del consiglio provinciale del 31 maggio. «Abbiamo fatto una ricognizione delle strutture di proprietà della Provincia – ha spiegato Cristiano De Vecchi, assessore al bilancio di palazzo San Cristoforo - : personalmente ho visitato tutte le case cantoniere e mi sono reso conto che abbiamo ereditato tante strutture in condizioni assolutamente impresentabili». Da qui la scelta di ricorrere ad alienazioni e valorizzazioni di poche strutture, tre in tutta la provincia. «Per evitare dispersione di risorse e per razionalizzare gli spazi a nostra disposizione – ha proseguito l’assessore De Vecchi - , abbiamo deciso di dividere la Provincia in tre aree geografiche, valorizzando una casa cantoniera per ciascuna». Le case cantoniere di riferimento per la provincia saranno quella di Galgagnano per il Nord Lodigiano, Ossago per il Centro, Castiglione d’Adda per la Bassa. Edifici per cui sono in programma interventi di recupero per 80mila euro complessivi. «E che affideremo ad imprese locali – ha chiuso De Vecchi - : un progetto per ridare funzionalità e dignità ad ognuna di esse».Rossella Mungiello IL CITTADINO LODI