venerdì 2 febbraio 2018

regolamenti edilizi spazi comuni e attrezzati per le biciclette

http://www.casaeclima.com/ar_33900_nei-regolamenti-edilizi-spazi-comNei reguni-attrezzati-per-biciclette.html

lo proporremo nel nostro pgt che deve svilupparsi e rinnovarsi come indirizzo strategico per il futuro di castiglione d'adda, oltre chiaramente che per le attività produttive e il recupero delle aree dismesse e della rigenerazione urbana.....

regolamenti edilizi spazi comuni e attrezzati per le biciclette
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge sulla mobilità ciclistica. Entrerà in vigore il 15 febbraio 2018
Giovedì 1 Febbraio 2018
Promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attivita' turistiche e ricreative, al fine di migliorare l'efficienza, la sicurezza e la sostenibilita' della mobilita' urbana, tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilita' in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l'attivita' turistica, in coerenza con il piano strategico di sviluppo del turismo in Italia, di cui all'articolo 34-quinquies, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e con il piano straordinario della mobilita' turistica, di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e secondo quanto previsto dalla legge 9 agosto 2017, n. 128, in materia di ferrovie turistiche.
È questo l'obiettivo della Legge 11 gennaio 2018, n. 2 “Disposizioni per lo sviluppo della mobilita' in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilita' ciclistica.”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.25 del 31 gennaio 2018.
Questa legge entrerà in vigore il 15 febbraio 2018.
SPAZI COMUNI E ATTREZZATI PER LE BICICLETTE NEI REGOLAMENTI EDILIZI. “I comuni prevedono nei regolamenti edilizi misure finalizzate alla realizzazione di spazi comuni e attrezzati per il deposito di biciclette negli edifici adibiti a residenza e ad attivita' terziarie o produttive e nelle strutture pubbliche”, si legge nell'articolo 8 della legge, intitolato “Disposizioni particolari per i comuni”.
“In sede di attuazione degli strumenti urbanistici i comuni stabiliscono i parametri di dotazione di stalli per le biciclette destinati ad uso pubblico e ad uso pertinenziale.”
L'articolo 8 stabilisce inoltre che i comuni “possono prevedere, in prossimita' di aeroporti, di stazioni ferroviarie, di autostazioni, di stazioni metropolitane e di stazioni di mezzi di trasporto marittimi, fluviali e lacustri, ove presenti, la realizzazione di velostazioni, ossia di centri per il deposito custodito di biciclette, l'assistenza tecnica e l'eventuale servizio di noleggio”.
Per la realizzazione delle velostazioni, i comuni “possono stipulare convenzioni con le aziende che gestiscono la sosta di veicoli, le strutture destinate a parcheggio, le stazioni ferroviarie, metropolitane o automobilistiche o le stazioni di mezzi di trasporto marittimo, fluviale e lacustre, ove presenti”.
La gestione delle velostazioni “puo' essere affidata ai soggetti di cui al comma 2, alle aziende di gestione dei servizi di trasporto pubblico, a cooperative sociali e di servizi o ad associazioni, secondo procedure di affidamento a evidenza pubblica conformi alla normativa vigente”.

castiglione d'adda - partono le commissioni comunali?

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art. tratto da il cittadino lodi 

Fisco: in arrivo il Risparmiometro


Fisco: in arrivo il Risparmiometro

Redazione - L'Agenzia delle Entrate utilizzera un algoritmo per confrontare i dati finanziari dei contribuenti con i redditi dichiarati. Il risparmiometro controllera, tra l'altro, conti correnti e carte di credito




giudicate voi.......
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giovedì 1 febbraio 2018

Sweatcoin: l’app che fa guadagnare chi cammina

https://business.laleggepertutti.it/28821_sweatcoin-lapp-che-fa-guadagnare-chi-cammina

Sweatcoin: l’app che fa guadagnare chi cammina

 
Sweatcoin è un’app rivoluzionaria che premia chi cammina ed esorta i pigroni. Vediamo in cosa consiste e come funziona 
Talvolta le trovate tecnologiche e la creatività di alcuni ideatori riescono a produrre risultati davvero vincenti. È il caso ad esempio di Sweatcoin, letteralmente moneta del sudore, ovvero la nuova app che coniuga tecnologia e salute. Così il business è fatto: guadagnare camminando.

Sweatcoin: di cosa si tratta?

Il messaggio sa di uno spot, ma è così. L’App più premia chi più cammina. Il sistema è il seguente: l’applicazione monitora l’attività fisica attraverso il gps e ogni mille passi fatti ricompensa l’utente con una moneta digitale, lo sweatcoin appunto che potrà essere speso in un negozio virtuale fornito dall’applicazione stessa.Già lanciata nel Regno Unito e negli Stati Uniti, arriverà presto anche nel resto d’Europa.
Ovviamente per poter effettuare acquisti è necessario accumulare più sweatcoin. Ad esempio già con 15 sweatcoin è possibile acquistare oggetti per un valore corrispondente a 25 dollari. In palio anche televisori e smartphone.
Più si cammina e più si guadagna, dunque per i premi di valore più alto è necessario percorrere distanze più lunghe. Nel negozio sono presenti articoli di vario genere, dalle scarpe da corsa ai libri di cucina dietetica.
Attualmente gli utenti complessivi della nuova App si aggirano intorno ai cinque milioni.
Tuttavia la App presenta alcuni limiti. Ad esempio nella versione gratuita si possono guadagnare al massimo 5 sweatcoin al giorno, per cui diventa inutile camminare più di 5mila passi al giorno, quantomeno sotto quel punto di vista. Passando al livello successivo, ossia pagando cinque gettoni al mese, significa poter accumulare fino a dieci sweatcoin al giorno. Il guadagno per gli ideatori dell’applicazione sta nei banner pubblicitari che compaiono a chi la utilizza.
Gli sweatcoin sono monete del tutto virtuali, ma è errato definirli in termini di criptovaluta. L’App Sweatcoin non si basa, infatti, su tecnologie blockchain e gli sweatcoin non sono convertibili in altre valute, per cui è impossibile utilizzarli al di fuori dei confini dell’applicazione.
In realtà l’idea non è del tutto nuova. Già nel 2015 era stata sviluppata un’applicazione pensata per stimolare i pigroni: si chiama Bitwalking: anche qui la valuta è virtuale e si guadagna una moneta ogni 7 km circa.

note

Autore immagine: Pixabay.com

Pensione, come verificare i propri contributi

pensioni
https://www.leggioggi.it/2018/01/29/pensione-come-verificare-i-propri-contributi/
I contributi figurativi servono per raggiungere il diritto alla pensione ed aumentare l’importo della stessa. È fondamentale verificare il proprio estratto conto contributivo con cadenza quinquennale, questo semplice gesto serve a potersi difendere dalla prescrizione ed avere la certezza che tutta la contribuzione sia stata accreditata.
Potete farlo attraverso il vostro pin o tramite un ente di patronato. Una volta visionato dovete controllare che ci siano i periodi contributivi come, ad esempio, per chi ha espletato il militare ha diritto all’accredito dei contributi figurativi per l’intero periodo.
Altri contributi figurativi che devono essere sempre verificati nel proprio estratto conto contributivo sono:
  • periodi di malattia,
  • periodi di d’infortunio,
  • maternità in costanza di rapporto di lavoro, disoccupazione,
  • tubercolosi,
  • cassa integrazione guadagni,
  • mobilità.
Alcuni di questi contributi vengono accreditati attraverso una domanda dell’interessato all’ente previdenziale.
Vorrei sottolineare altre due fattispecie di contributi conosciute da pochi e che potrebbero essere importanti per accorciare i tempi per richiedere la pensione:
  • l’accredito della maternità obbligatoria fuori dal rapporto di lavoro, per le lavoratrici dipendenti,
  • il riscatto dei periodi di congedo parentale (ex astensione facoltativa), che potrebbe essere un’altra condizione che accorcia il tempo per ottenere la prestazione pensionistica. Quest’ultima potrebbe essere utilizzata anche dai padri, infatti, per congedo parentale si intende la possibilità da parte di entrambi i genitori di astenersi dal lavoro, contemporaneamente, entro i primi 8 anni di vita del bambino.
Per avere maggiori informazioni potete scrivere indicando la vostra data di nascita, il sesso ed il tipo di lavoro (privato o pubblico) a info.girolamoceci@yahoo.com


no slot - vinci quando smetti

http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/istituzione/Agenda/DettaglioEvento/servizi/enti-e-operatori/istruzione/progetti-per-le-scuole/3a-giornata-contrasto-gap

Gioco d'azzardo
Il 5 febbraio si terrà presso Regione Lombardia la Terza Giornata sul contrasto al gioco d'azzardo patologico. Sarà l’occasione per fare il punto sulle numerose iniziative messe in campo durante questi anni, dopo l’approvazione della legge regionale n. 8 del 2013.
Particolare attenzione sarà dedicata alla sensibilizzazione del mondo giovanile sui pericoli derivanti da un non consapevole approccio con il gioco d'azzardo, con particolare riferimento all'offerta online.
Durante il convegno troveranno spazio testimonianze di qualificati operatori del terzo settore e degli studenti che si sono attivati e che si stanno attivando per realizzare progetti concreti utili al contrasto della ludopatia.
Sarà anche l'opportunità per presentare la Convenzione con l'Ufficio Scolastico Regionale che consentirà di attivare una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutte le scuole della Lombardia.
Il convegno si terrà lunedì 5 febbraio 2018, a partire dalle 8:30, a Milano, Palazzo Lombardia, sala Marco Biagi, ingresso N4, via Melchiorre Gioia 37.

Attenzione!

Per motivi organizzativi e di sicurezza, il giorno del convegno le classi devono presentarsi non oltre le ore 9:00. Ogni docente accompagnatore deve fornire:
  • l'elenco di tutti i partecipanti, sia studenti sia docenti, completo di: cognome, nome, data e luogo di nascita, estremi di un documento d'identità in corso di validità
  • per i soli studenti che prenderanno la parola nel corso dell'evento, l'autorizzazione firmata dallo studente (se maggiorenne) o dal genitore o tutore legale dello studente (se minorenne) al trattamento dei dati personali con la sola finalità della trasmissione audio/video dell'evento attraverso strumenti informatici (ex art.13 D.Lgs. n. 196/2003 "Codice in materia di protezione dei dati personali").
Per ulteriori informazioni i docenti possono scrivere a segreteriagap@regione.lombardia.it.
Considerata la grande richiesta di partecipazione, abbiamo deciso di attivare la diretta streaming dell'evento.
Ultimo aggiornamento 01/02/2018


mercoledì 31 gennaio 2018

Rapporto di Legambiente sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane - 29 gennaio 2018 -

https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/malaria_2018.pdf
CLICCATE SUL LINK
FATE COPIA E INCOLLA



Mal’Aria 2018
Rapporto di Legambiente
sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane
-
29
gennaio 2018
-
L’Europa chiama, l’Italia
risponde
Rapporto di Legambiente
sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane
-
29
gennaio 2018
-


Ticket sanitario: i disoccupati devono pagarlo?

https://www.studiocataldi.it/articoli/28953-ticket-sanitario-i-disoccupati-devono-pagarlo.asp



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Ticket sanitario: i disoccupati devono pagarlo?

Tra i soggetti esentati dal pagamento del ticket sanitario rientrano anche i disoccupati iscritti ai Centri per l'Impiego
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di Lucia Izzo - Con lo strumento del c.d. ticket sanitario, introdotto in Italia dal 1982, la legge ha stabilito le modalità con cui gli assistiti contribuiscono e "partecipano" al costo delle prestazioni sanitarie di cui usufruiscono.

Soggette al pagamento sono una serie di prestazioni incluse nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017.

In particolare, il pagamento del ticket è dovuto per le visite specialistiche e gli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio, per le prestazioni eseguite in pronto soccorso che non rivestono carattere di emergenza o urgenza (codici bianchi), non seguite da ricovero e per le cure termali.

Tuttavia, sono altresì previsti dei casi di esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni sanitarie che lo prevedono (tutte o alcune) correlati a particolari situazioni di reddito associate all'età o alla condizione sociale, oppure in presenza di determinate patologie (croniche o rare) o se è riconosciuto lo stato di invalidità, nonché in altri casi particolari (per approfondimenti: Ticket sanitario: come ottenere l'esenzione).

Esenzioni ticket per reddito

Per quanto riguarda il reddito, il diritto all'esenzione viene riconosciuto in presenza di alcune condizioni personali e sociali associate a determinate situazioni reddituali.

Tra le categorie di esenti in base al reddito rientrano in particolare:

- cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito annuo complessivo non superiore a 36.151,98 euro (codice E01)
- disoccupati e loro familiari a carico appartenenti a un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (codice E02);
- titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico (codice E03):
- titolari di pensioni al minimo di età superiore a sessant'anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (codice E04).

Esenzione ticket per disoccupati

Per ottenere l'esenzione dal ticket, l'interessato dovrà presentare annualmente una serie di documenti destinati ad autocertificare alla propria ASL il proprio status di disoccupato. In particolare, andrà indicato il Centro per l'impiego presso il quale il disoccupato risulta registrato e questi dovrà altresì impegnarsi a comunicare tempestivamente la data di cessazione dello stato di disoccupazione, in quanto ciò farà venir meno l'esenzione prevista.

In particolare, chiarisce il Ministero della Salute sul suo portale, il termine "disoccupato" va riferito esclusivamente al cittadino che abbia cessato per qualunque motivo (licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato) un'attività di lavoro dipendente e sia iscritto al Centro per l'impiego in attesa di nuova occupazione.

Non può, invece, essere considerato disoccupato, il soggetto che non abbia mai svolto attività lavorativa, né il soggetto che abbia cessato un'attività di lavoro autonoma, né chi è in cassa integrazione guadagni, sia essa ordinaria che straordinaria. Sono, invece, equiparati ai disoccupati i soggetti in mobilità.

Sul punto è, tuttavia, interessante rilevare come la recente giurisprudenza (per approfondimenti: Esenzione ticket anche per gli inoccupati e non solo ai disoccupati) abbia ritenuto che, non solo i disoccupati, ma anche gli inoccupati possano beneficiare dell'esenzione dal pagamento del "ticket".

La decisione, che fa leva sull'art 19, comma 7, del d.lgs. n. 150/2015, nonché sulla circolare del Ministero del lavoro n. 5090/2016, ritiene che, ai fini del godimento delle prestazioni di carattere sociale, non sussisterebbe più la distinzione tra disoccupato, soggetto che in precedenza svolgeva attività lavorativa, e inoccupato, ossia chi l'attività lavorativa non l'ha mai svolta. Rilevante, invece, sarebbe la sola condizione della non occupazione.

Figli a carico: come si calcola il tetto di reddito

http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/esperto/176384/figli-a-carico-come-si-calcola-il-tetto-di-reddito.html?utm_source=tagnewsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter+detrazioni-fiscali-2%2Cdichiarazione-dei-redditi%3A+pmi.it&utm_content=2018-01-30+figli-a-carico-come-si-calcola-il-tetto-di-reddito

Figli a carico: come si calcola il tetto di reddito



Come si calcola il tetto massimo di reddito ai fini del computo del carico di famiglia secondo le nuove regole 2018

 

Si può considerare a carico un figlio che percepisce indennità di disoccupazione o emolumenti da tirocinio non/o curricolare?
Domanda di:
Entrambi i redditi che lei cita, l’indennità di disoccupazione e i compensi per tirocinio, vanno conteggiati per stabilire se viene o meno superato il limite consentito per i figli a carico. La Legge di Stabilità 2018 prevede una novità, alzando il tetto di reddito per i figli a carico fino a 4mila euro, ma solo nel caso in cui abbiano meno di 24 anni. Sopra questa soglia di età, il tetto resta a 2mila 840,51 euro.

=> Figli a carico: compensi in dichiarazione dei redditi

Quindi, per tornare al suo caso, suo figlio può essere considerato a carico, e come tale inserito in dichiarazione dei redditi, se i suoi redditi, comprensivi di sussidio di disoccupazione ed emolumenti da tirocinio, non superano i limiti ammessi, che come detto sono differenziati in base all’età (più o meno di 24 anni).
Il riferimento per le nuove soglie applicate dal 2018 è il comma 252 della Legge di Stabilità (legge 205/2017), che va a modificare l’articolo 12 del testo Unico Imposte sui Redditi, elevando il tetto di redditi a 4mila euro per i figli fino a 24 anni.

=> Detrazione figli: nuovi requisiti

Nel reddito complessivo del parente a carico rientrano anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica. Il tetto di 2mila 840,51 o di 4mila euro si intende al lordo degli oneri deducibili.
La detrazione è pari a 950 euro per ciascun figlio, e viene maggiorata per le famiglie numerose: 200 euro in più per ogni figli per chi ha almeno tre figli, un’ulteriore agevolazione pari a 1200 euro per chi ha più di quattro figli.

 

Buono nido 2018, come presentare domanda

https://www.laleggepertutti.it/193337_buono-nido-2018-come-presentare-domanda



Buono nido 2018, come presentare domanda

Quali sono gli adempimenti per richiedere il contributo da mille euro all’Inps per la frequenza dell’asilo nido.
Rinnovato, per tutto il 2018, il buono nido, chiamato anche bonus asilo nido: si tratta di un contributo di mille euro riconosciuto dall’Inps per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati. Il buono serve anche a garantire forme di supporto, presso la propria abitazione, a favore di bambini sotto i 3 anni con gravi patologie croniche.
L’Inps, con una recente circolare [1], ha annunciato che è possibile, tramite l’apposito servizio online, inviare le richieste di buono nido. Vediamo allora come presentare domanda per il buono nido 2018, quali sono gli adempimenti da effettuare e chi, in concreto, può richiedere il bonus.

Chi ha diritto al buono nido 2018

Hanno diritto al bonus nido 2018 tutte le famiglie, a prescindere dal reddito e dall’indicatore Isee, con figli sotto i 3 anni che frequentano l’asilo nido, o che, a causa di gravi patologie croniche, necessitino di supporto specifico in casa.
L’asilo frequentato deve essere pubblico, oppure può trattarsi di un asilo privato autorizzato all’apertura e al funzionamento da parte dell’ente locale compete.
Il buono non rimborsa le spese sostenute per la frequenza di ludoteche, spazi gioco, pre-scuola e servizi educativi integrativi all’asilo nido.

A quanto ammonta il buono nido 2018

Il buono nido ammonta a 1000 euro l’anno. È riconosciuto per 11 mensilità, in misura pari a 90,91 euro al mese. Il buono è erogato dall’Inps per ogni retta mensile pagata e documentata ed entro, comunque, l’importo della retta mensile.

Buono nido 2018 e altri incentivi

L’importo del buono nido è incompatibile con la detrazione spettante per le spese per la frequenza dell’asilo nido.
È inoltre incompatibile con i voucher baby-sitting, ossia con i buoni lavoro erogati dall’Inps per il pagamento della babysitter, beneficio offerto in sostituzione del congedo parentale.
Se si hanno più figli sotto i 3 anni che frequentano l’asilo nido, è possibile ottenere il bonus per ciascuno di loro, cumulando gli assegni.
Vediamo adesso come presentare domanda per il buono nido 2018.

Domanda buono nido 2018

È possibile inviare all’Inps la domanda di buono nido 2018 dal 29 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:
  • sito web dell’Inps, per chi dispone delle credenziali (Pin dispositivo, Spid di secondo livello o Cns, carta nazionale dei servizi);
  • contact center integrato – numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
  • enti di patronato attraverso i servizi offerti dagli stessi.
Nella domanda bisogna specificare se si intende richiedere il contributo per l’asilo nido o il contributo per forme di supporto presso la propria abitazione (nel caso di bambino affetto da gravi patologie croniche).
Se il bambino frequenta un asilo privato autorizzato, bisogna indicare nella domanda gli estremi del provvedimento autorizzativo.
Bisogna poi indicare nella domanda le mensilità relative ai periodi di frequenza scolastica compresi tra gennaio e dicembre 2018 per le quali si richiede il beneficio.
È necessario allegare anche:
  • i documenti che provano il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza dell’asilo;
  • se l’asilo prevede il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, i documenti da cui risulti l’iscrizione o l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino;
  • per chi richiede il supporto domiciliare, per bambini con gravi patologie croniche, un’attestazione del pediatra di libera scelta da cui risultino i dati anagrafici del minore (data di nascita, città, indirizzo di residenza) e l’impossibilità di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare di riferimento, a causa della grave patologia cronica.
È poi necessario allegare entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre il 31 gennaio 2019, le ricevute corrispondenti ai pagamenti delle rette relative ai mesi successivi (entro il 1° aprile, se l’asilo emette i bollettini di pagamento dell’ultimo trimestre oltre il 31 gennaio 2019).
È possibile allegare, per provare i pagamenti, ricevute, fatture quietanzate, bollettini bancari o postali e, per i nidi aziendali, le attestazioni del datore di lavoro o dell’asilo nido dell’avvenuto pagamento della retta o della trattenuta in busta paga.
La documentazione deve in ogni caso riportare i seguenti dati:
  • denominazione e partita Iva dell’asilo nido;
  • codice fiscale del minore;
  • mese di riferimento;
  • estremi del pagamento o quietanza di pagamento;
  • nominativo del genitore che sostiene l’onere della retta.
Nessun rimborso è effettuato senza allegare la ricevuta di pagamento; se l’ente emette ricevute che si riferiscono a più mesi, il documento va comunque allegato per ogni mese a cui si riferisce.

note

[1] Inps Circ. n. 14/2018.

4 MARZO 2018 DOMENICA - VOTO CONGIUNTO PER LA LOMBARDIA E IL PARLAMENTO

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CASTIGLIONE D'ADDA - DIFENDERSI DALLE TRUFFE!

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ART. TRATTO DA IL CITTADINO LODI

FONTANA PRESIDENTE CANDIDATO REGIONE LOMBARDIA 6 FEBBRAIO A LODI

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TANTI AUGURI ALLA SIGNORA GIANNA PER IL SECOLO RAGGIUNTO!

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ARTICOLO TRATTO DA IL CITTADINO LODI 

MILANO 24 FEBBRAIO LEGA NORD

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RIFIUTI: LOMBARDIA AI PRIMI POSTI PER LA DIFFERENZIATA

https://twitter.com/LombardiaOnLine/status/958239908723818496?ref_src=twcamp%5Eshare%7Ctwsrc%5Eandroid%7Ctwgr%5Efacebook%7Ctwcon%5E7090%7Ctwterm%5E1

In tre anni la ha avuto un incremento del 28% nella dei . Leggi i numeri sulle

lunedì 29 gennaio 2018

Cassetto fiscale Agenzia delle Entrate: cos’è

https://www.laleggepertutti.it/192826_cassetto-fiscale-agenzia-delle-entrate-cose

TRATTO DA LALEGGEPERTUTTI.IT 

Cassetto fiscale Agenzia delle Entrate: cos’è

Cassetto fiscale Agenzia delle Entrate: cos’è 

 

Come consultare il cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate e a cosa serve.
I servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate per la consultazione della propria posizione fiscale o di quella dei propri clienti, sono:
  • Fisconline: dedicato a tutti i contribuenti, compresi i cittadini italiani residenti all’estero, le società e gli enti, che non debbano presentare la dichiarazione dei sostituti di imposta (modello 770) per più di 20 soggetti e che non siano già abilitati ad Entratel.;
  • Entratel: riservato ai soggetti obbligati alla trasmissione telematica di dichiarazioni e atti: persone fisiche, società ed enti che devono presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) per più di 20 soggetti; intermediari (professionisti, Caf e associazioni di categoria), per la presentazione telematica delle dichiarazioni; Poste Italiane spa, per le proprie dichiarazioni e per quelle presentate dai contribuenti agli sportelli; società che trasmettono per conto delle società del gruppo cui fanno parte; Amministrazioni dello Stato; intermediari e soggetti delegati per la registrazione telematica dei contratti di locazione.
Tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate è possibile accedere al cassetto fiscale.


Cassetto fiscale: cos’è

Cassetto fiscale è il servizio dell’Agenzia delle Entrate che consente la consultazione delle proprie informazioni fiscali, quali:
  • dati anagrafici
  • dati delle dichiarazioni fiscali
  • dati di condono e concordati
  • dati dei rimborsi
  • dati dei versamenti effettuati tramite modello F24 e F23
  • dati patrimoniali (atti del registro)
  • dati e informazioni relativi agli studi di settore
  • le informazioni sul proprio stato di iscrizione al Vies.

Delega accesso cassetto fiscale

È possibile, inoltre, delegare fino a due intermediari alla consultazione del proprio cassetto fiscale attraverso una di queste modalità:
  • utilizzando l’apposita funzionalità, disponibile per gli utenti registrati ai servizi telematici
  • consegnando all’intermediario delega sottoscritta, unitamente alla copia di un documento di identità. In tal caso, verrà inviato, presso il proprio domicilio fiscale, un codice di attivazione da consegnare all’intermediario. In caso di mancato recapito del codice di attivazione, decorsi 15 giorni dall’invio dei dati da parte del professionista, il delegante potrà recarsi presso un ufficio territoriale dell’Agenzia e richiedere l’attivazione della delega dichiarando la mancata ricezione del codice di attivazione
  • presentando la delega sottoscritta a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate.
Eventuali revoche di deleghe  conferite possono essere effettuate con le stesse modalità.
Il contribuente che non intende recarsi personalmente in ufficio, può farsi rappresentare da un incaricato.
Gli intermediari abilitati al servizio Entratel possono consultare i dati relativi ai propri clienti sottoscrivendo uno specifico regolamento che disciplina le modalità di utilizzo del servizio. La richiesta di adesione e la comunicazione dei dati relativi alle deleghe dei propri clienti vanno effettuate attraverso le apposite funzionalità rese disponibili dal servizio Entratel.

SFILATA CARNEVALE A CASTIGLIONE D'ADDA 28 GENNAIO 2018



L'immagine può contenere: una o più persone, persone che camminano, folla, albero e spazio all'aperto 
Il paese piccolo e le sue soddisfazioni..w carnevale..🙌🐯🎆🎊🎉🎈brava la proloco,bravi tutti quelli che hanno partecipato..👍👏

Assegni familiari: soglie 2018

http://www.pmi.it/economia/lavoro/approfondimenti/176138/assegni-familiari-soglie-2018.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter%3A+PMI.it&utm_content=29-01-2018+evidenza+assegni-familiari-soglie-2018

Assegni familiari: soglie 2018



L'INPS aggiorna i limiti di reddito per gli assegni familiari 2018 di lavoratori agricoli e autonomi in base all'indice di inflazione: tutte le tabelle caso per caso.

Il tetto di reddito 2018 per gli assegni familiari di coltivatori diretti, coloni, mezzadri, pensionati delle gestioni speciali e autonomi – diversi dall’assegno al nucleo familiare (ANF) dei dipendenti – si rivaluta dello 0,9% in base al tasso di inflazione: l’INPS ne ha aggiornato le tabelle per le diverse tipologie di aventi diritto. I limiti di reddito 2018 sono contenuti nella circolare 10/2018 dell’istituto di previdenza. Le procedure per il calcolo delle pensioni sono già aggiornate ai nuovi requisiti.

=> Assegni Nucleo Familiare: importi ANF 2018

I limiti cambiano a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare e della presenza di persone con disabilità.
La prestazione si calcola in base a un importo fisso (che viene rivalutato in base all’inflazione) moltiplicato per il numero dei componenti del nucleo familiare (richiedente, coniuge, figli legittimi o adottivi fino a 18 anni o fino a 26 anni se iscritti all’università, fratelli e sorelle conviventi minorenni o permanentemente inabili al lavoro, genitori, compresi quelli naturali).
In generale, gli assegni familiari 2018 vengono riconosciuti ai lavoratori sopra indicati con i seguenti tetti di reddito:
Nucleo
familiare
Reddito annuo massimo
con figlio e genitore a carico
Reddito annuo massimo
assegni e maggiorazione pensione
una persona* 9.672,50
due persone 16.050,40 19.222,07
tre persone 20.637,79 24.711,85
quattro persone 24.646,66 29.515,81
cinque persone 28.658,91 34.319,82
sei persone 32.479,70 38.896,38
sette persone 36.299,79 43.472,19
(*) titolare maggiorenne di pensione ai superstiti unico componente del nucleo familiare
Ci sono poi alcune situazioni particolari: persone senza coniuge (vedovi, separati, divorziati, celibi o nubili, abbandonati), nuclei familiari con persone con inabilità al 100%, persone senza coniuge nel cui nucleo ci siano persone dichiarate totalmente inabili.
Ecco la relativa tabella
Nucleo
familiare
Reddito annuo massimo
con figlio e genitore a carico
Reddito annuo massimo
assegni e maggiorazione pensione
una persona capofamiglia single: 10.639,75
nucleo con persone con inabilità: 14.508,75
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 15.476,00

due persone capofamiglia single: 17.655,44
nucleo con persone con inabilità: 24.075,60
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 25.680,64
capofamiglia single: 21.144,28
nucleo con persone con inabilità: 28.833,11
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 30.755,31
tre persone capofamiglia single: 22.701,57
nucleo con persone con inabilità: 30.956,69
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 33.020,46
capofamiglia single: 27.183,04
nucleo con persone con inabilità: 37.067,78
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 39.538,96
quattro persone capofamiglia single: 27.111,33
nucleo con persone con inabilità: 36.969,99
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 39.434,66
capofamiglia single: 32.467,39
nucleo con persone con inabilità: 44.273,72
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 47.225,30
cinque persone capofamiglia single: 31.524,80
nucleo con persone con inabilità: 42.988,37
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 45.854,26
capofamiglia single: 37.751,80
nucleo con persone con inabilità: 51.479,73
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 54.911,71
sei persone capofamiglia single: 35.727,67
nucleo con persone con inabilità: 48.719,55
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 51.967,52
capofamiglia single: 42.786,02
nucleo con persone con inabilità: 58.344,57
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 62.234,21
sette persone capofamiglia single: 39.929,77
nucleo con persone con inabilità: 54.449,69
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 58.079,66
capofamiglia single: 47.819,41
nucleo con persone con inabilità: 65.208,29
capofamiglia single di nucleo con persone con disabilità: 69.555,50

Ci sono poi i nuovi limiti di reddito per i familiari a carico:
  • 714,62 euro per il coniuge, un genitore, ciascun figlio o equiparato;
  • 1250,58 euro per due genitori ed equiparati.
Fonte: circolare INPS


Multe via PEC: facciamo chiarezza

http://www.pmi.it/impresa/normativa/approfondimenti/176130/multe-via-pec-facciamo-chiarezza.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter%3A+PMI.it&utm_content=29-01-2018+evidenza+multe-via-pec-facciamo-chiarezza-------------------------------



LE multe stradali diventano telematiche: da febbraio 2018 saranno inviate via PEC a chi è raggiungibile dall’Amministrazione finanziaria attraverso posta elettronica certificata. Lo prevede il decreto del ministero dell’Interno 18 dicembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio.

=> Sanzioni e atti fiscali con firma digitale

Quando un automobilista commette una violazione al codice della strada e viene fermato dovrà fornire il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o il domicilio digitale. Se invece l’infrazione viene rilevata dalla polizia stradale e la multa viene inviata successivamente, l’ufficio che prepara il verbale deve cercare l’indirizzo PEC o il domicilio digitale nei pubblici elenchi a cui ha accesso. Nei casi in cui l’automobilista non ne abbia fornito ancora nessuno, la multa viene inviata in formato cartaceo, con oneri a carico del destinatario.

=> Domicilio digitale per multe e atti fiscali

La multa digitale contiene nell’oggetto l’indicazione che si tratta di atto amministrativo relativo ad una sanzione del codice della strada, mentre in allegato ci sarà la notifica, sottoscritta con atto digitale, che deve contenere:
denominazione dell’amministrazione notificatrice, responsabile del procedimento, indirizzo e telefono dell’ufficio presso cui è possibile esercitare il diritto di accesso, indirizzo PEC a cui gli atti o provvedimenti vengono notificati con l’indicazione dell’elenco da cui è stato estratto oppure delle modalità con le quali è stato comunicato dal destinatario, copia analogica del verbale di contestazione, con attestazione di conformità firmata digitalmente, oppure un duplicato o copia informatica del verbale di contestazione con attestazione di conformità all’originale, sempre sottoscritta con firma digitale, ogni altra informazione utile per esercitare il diritto alla difesa. Gli allegati devono essere trasmessi con formati aperti, standard e documentati.
L’atto si considera spedito nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione e notificato quando viene generata la ricevuta di consegna del messaggio PEC (che rappresenta piena prova della notificazione).
Fonte: decreto ministero dell’Interno