sabato 23 giugno 2018

Rete di ricarica dei veicoli elettrici, in Gazzetta l'accordo di programma

Rete di ricarica dei veicoli elettrici, in Gazzetta l'accordo di programma


Programmi di intervento predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome per la realizzazione di reti di ricarica diffuse sul territorio nazionale per favorire la diffusione dei veicoli alimentati ad energia elettrica
Venerdì 22 Giugno 2018
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 20 giugno 2018 sono stati pubblicati il D.P.C.M. 1 febbraio 2018, recante “Approvazione dell'accordo di programma per la realizzazione della rete infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica”, e la Delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) n. 64 del 10 luglio 2017, avente ad oggetto “Piano nazionale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica: accordo di programma per la realizzazione della rete infrastrutturale, ai sensi dell'articolo 17-septies, comma 5, del decreto-legge n. 83 del 22 giugno 2012. (Delibera n. 64/2017)”.
L'Accordo di programma è finalizzato alla individuazione dei programmi di intervento predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome per la realizzazione di reti di ricarica diffuse sul territorio nazionale per favorire la diffusione dei veicoli alimentati ad energia elettrica di cui al comma 5, articolo 17-septies della Legge 134/2012, sulla base delle indicazioni contenute all’art. 3 del DM 503 del 22 dicembre 2015.
PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI. Gli interventi per la realizzazione di reti di ricarica pubbliche e private sul territorio nazionale vengono elencati nell’Allegato 1 all'Accordo di programma tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto, Province autonome di Trento e Bolzano.
ELEMENTI AMMISSIBILI A FINANZIAMENTO. Sono ammessi a finanziamento, le seguenti voci:
a. redazione del programma della mobilità elettrica,
b. progettazione dei siti di ricarica,
c. acquisto e l’installazione degli impianti (comprensivo delle opere necessarie alla messa in opera),
d. campagna di comunicazione mirata all’informazione all’utenza per quanto riguarda il servizio offerto.
purché il valore complessivo della componente c) non sia inferiore al 70% del valore complessivo del progetto.
I progetti garantiscono che la quota di cofinanziamento legata dell’intero intervento sia:
a. uguale o minore al 35% del valore del progetto per le azioni legate allo sviluppo di impianti che utilizzano una ricarica di tipo lenta/accelerata (gli impianti di ricarica devono garantire che almeno una presa garantisca l’erogazione di una potenza di 22 kW ovvero che l’unica presa garantisca l’erogazione di una potenza di 22 kW);
b. uguale o minore al 50% del valore del progetto per le azioni legate allo sviluppo di impianti che utilizzano una ricarica di tipo veloce o per la ricarica di tipo domestica.
I progetti devono garantire l’interoperabilità dei punti di ricarica nel rispetto di quanto contenuto nel comma 1 dell’art. 4 e nell’Allegato 1 (Specifiche tecniche) del Decreto Legislativo n. 257 del 16 dicembre 2016.
La Delibera Cipe n. 64 del 10 luglio 2017:
fonte:  https://www.casaeclima.com/ar_35396__rete-ricarica-veicoli-elettrici-gazzetta-accordo-programma.html?mc_cid=057010bc3b&mc_eid=c407fb72cd

venerdì 22 giugno 2018

Kyoto club, un premio per i progetti degli enti locali su uso efficiente dei materiali di scarto

Kyoto club, un premio per i progetti degli enti locali su uso efficiente dei materiali di scarto: Fondazione Cariplo e con la collaborazione di Kyoto Club, bandisce il premio omonimo “Verso un’economia circolare” rivolto ad Enti Locali e mondo produttivo. Il Premio si rivolge a soggetti che, negli anni 2016-2018, abbiano realizz

Pubblicato il manuale sulla normativa per le assunzioni negli enti locali

Pubblicato il manuale sulla normativa per le assunzioni negli enti locali: Negli ultimi anni la normativa sulle assunzioni del personale negli enti locali ha raggiunto un livello di stratificazione e complessità senza precedenti, determinata anche dai vincoli finanziari che hanno fortemente compresso le leve per impostare tutta la problematica.




cliccate sul link o copiate e incollate:

 http://www.anci.lombardia.it/dettaglio-news/20186181749-pubblicato-il-manuale-sulla-normativa-per-le-assunzioni-negli-enti-locali/

Rigenerazione urbana, in regione lombardia

Rigenerazione urbana, Brivio:: Quando si affronta il tema della rigenerazione urbana 'ci muoviamo su un territorio nuovo, pertanto gli strumenti e le tecnologie vanno riviste e condivise e, proprio per questo, abbiamo promosso il laboratorio che si conclude oggi dopo aver messo a puno la situazione generale.

presente assessore regione lombardia pietro foroni

Bonus 18enni: inversione del Ministro. Sarà esteso a tutti gli adolescenti

Bonus 18enni: inversione del Ministro. Sarà esteso a tutti gli adolescenti

 bonus cultura 500 euro giovani 18 anni


Bonus 18 enni si o no? Giorni di confusione sull'agevolazione per i ragazzi che compiono 18 anni.
Infatti dopo che il Consiglio di Stato venerdì 15 giugno 2018 ha bocciato la misura nella sua utlima versione, il Ministro Bonisoli ha annunciato l'estensione del bonus a tutti gli adolescenti. È questa l’ipotesi sulla quale sta ragionando il governo che, nei piani del ministro dei Beni culturali (MibAct) Alberto Bonisoli, avrà il compito di riformare radicalmente l'agevolazione destinata ad avvicinare i giovani alla cultura.
Con un post sui social network il Ministro ha annunciato che "i fondi per il 2018 e per il 2019 ci sono, verranno riattivati e verranno erogati ai nati nel 2000 e nel 2001. Abbiamo pensato di introdurre in modo graduale alcuni correttivi, per rimediare agli errori fatti in passato e preparare un programma strutturale per la promozione del consumo culturale, che assocerà progetti di diffusione culturale nelle scuole con incentivi agli acquisti di prodotti e servizi culturali, a partire dal 2020."
A disegnare i confini di questa riforma del bonus sarà una commissione di esperti, che si metterà al lavoro da subito. La loro missione, come chiarito nel post del ministro "Quali correttivi introdurre e quando farlo, lo chiederemo a una commissione di esperti che si metterà subito al lavoro, per individuare i punti deboli del sistema partendo dall’analisi di come i fondi sono stato utilizzati."
Il problema attuale dell'agevolazione, è che l’estensione di altri due anni dei 500 euro poggia su basi normative troppo deboli in quanto manca una norma di rango primario, che giustifichi questo allungamento dei tempi, così come chiarito nella sentenza del 15 giugno l'unica strada sarebbe:
  • inserire la proroga in una legge
  • procedere attraverso un regolamento di modifica delle norme in vigore.
  •  https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/23715-bonus-18enni-inversione-del-ministro-sar-esteso-a-tutti-gli-adolescenti.html?utm_campaign=Rassegna+Stampa%3A+Locazioni+Brevi%2C+Bonus+18enni%2C+Bonus+quotazione+PMI%2C+Assemblea+commercialisti+2018%2C+Conti+correnti+senza+spese&utm_medium=email&utm_source=Rassegna+quotidiana+&utm_content=Rassegna+Stampa%3A+Locazioni+Brevi%2C+Bonus+18enni%2C+Bonus+quotazione+PMI%2C+Assemblea+commercialisti+2018%2C+Conti+correnti+senza+spese+2018-06-21

giovedì 21 giugno 2018

Bonus asilo nido di 1000 euro: come funziona

https://business.laleggepertutti.it/31975_bonus-asilo-nido-di-1000-euro-come-funziona


Bonus asilo nido di 1000 euro: come funziona

 Bonus asilo nido di 1000 euro: come funziona

Bonus asilo nido 2018: vediamo chi può fare richiesta del contributo di mille erogato dall’Inps a sostegno delle famiglie con figli per pagare la retta dell’asilo nido sia pubblico che privato. Vediamo, inoltre, come deve essere inoltrata la domanda ed i requisiti richiesti
Il Bonus asilo nido erogato dall’Inps a sostegno delle famiglie con bambini piccoli è stato introdotto nel 2016 [1] e riconfermato per l’anno corrente dalla Legge di Bilancio 2018 [2], insieme ad altre agevolazioni, come il “bonus bebè” e “bonus mamma domani”.
Il bonus asilo nido consiste nell’erogazione, da parte dell’Inps, di un importo pari a mille euro, utilizzabile dalle famiglie beneficiarie per il pagamento delle rette dell’asilo nido, lasciando piena discrezione per quanto riguarda la scelta tra asilo pubblico o privato.
La domanda per l’ottenimento del contributo è ancora esperibile; si ha tempo, infatti, fino al 31 dicembre 2018.
Se anche tu vuoi beneficiare di tale agevolazione, questo articolo ti sarà veramente utile.
Scopriamo, nel dettaglio, cos’è il bonus asilo nido, chi può beneficiarne, quali sono i requisiti necessari per poterne beneficiare e le modalità di inoltro della domanda.

Bonus asilo nido 2018: cos’è

Nell’ambito degli interventi normativi a sostegno del reddito delle famiglie, è stata istituita l’agevolazione, meglio nota come “bonus asilo nido”, che si caratterizza per l’erogazione da parte dell’Inps di un contributo economico di 1000 euro a favore delle famiglie con figli nati, adottati o in affido a partire dal 1° gennaio 2016, per il pagamento di rette per la frequenza ad asili nido pubblici o privati.
Le ragioni che hanno indotto all’introduzione di tale contributo sono:
  • aiutare i genitori a pagare la retta per la frequenza del proprio figlio all’asilo nido, pubblico o privato;
  • sostenere i bambini, di età inferiore a 3 anni, affetti da patologie gravi, mediante l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione.
Accanto a tale misura a sostegno del reddito, è bene rammentare che vi sono anche altre agevolazioni per le famiglie con figli, quali il bonus mamma domani di 800 euro, diretto ad aiutare le future mamma a pagare le spese mediche ed i prodotti per l’infanzia; il bonus babysitter ed il bonus bebè. Sul punto leggi anche: Mamme: come funziona il bonus da 600 euro al mese.
Come anticipato, il Bonus asilo nido consiste nell’erogazione nei confronti genitore richiedente della somma di mille euro, per un massimo di 3 anni, per il pagamento delle rette dell’asilo nido o, nel caso in cui il bambino non possa frequentare l’asilo per una malattia grave cronica diagnosticatagli, per il supporto dello stesso presso la sua abitazione.

Bonus asilo nido 2018: chi ne può beneficiare

Coloro che possono fruire del bonus di mille euro sono:
  • le famiglie con figli nati, adottati o in affido dal 1° gennaio 2016 in poi, senza limite di reddito Isee, i quali risultano iscritti all’asilo;
  • i bambini malati cronici con necessità di cure presso il proprio domicilio.

Bonus asilo nido 2018: in che cosa consiste?

Il contributo economico che, come poc’anzi detto, è di mille euro viene corrisposto dall’Inps su domanda del genitore, a prescindere dal reddito Isee della famiglia interessata a beneficiarne.
L’importo diretto al pagamento dell’asilo nido viene erogato a cadenza mensile, ovvero diviso in 11 rate mensili da 90,91 euro, per un massimo di 3 anni.
Diversamente, il bonus per le forme di supporto presso l’abitazione del minore viene corrisposto dall’Inps al genitore richiedente in un’unica soluzione, dietro presentazione della documentazione rilasciata dal pediatra attestante, per l’intero anno di riferimento, l’impossibilità del bambino a frequentare l’asilo per grave patologia cronica.
A seconda delle modalità di pagamento prescelte dal richiedente nella domanda, l’importo può essere corrisposto mediante bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con Iban.

Bonus asilo nido 2018: requisiti

Al fine di poter beneficiare del Bonus asilo nido, le famiglie debbono disporre dei seguenti requisiti:
  • il figlio deve esser nato, adottato o in affido a partire dal 1° gennaio 2016 e deve essere iscritto all’asilo nido;
  • il bambino deve avere la stessa residenza della mamma o del papà richiedente;
  • si deve essere in possesso della documentazione comprovante l’avvenuto pagamento della retta per l’asilo nido o della documentazione medica attestante la patologia che non consente la frequentazione all’asilo del minore;
  • avere cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria. In quest’ultimo caso è richiesto il permesso di soggiorno CE o carta di soggiorno.

Bonus asilo nido 2018: quando viene meno

Vi sono casi in cui il beneficio economico viene perso dal beneficiario; ciò accade quando:
  • si perde la cittadinanza;
  • in caso di decesso del genitore richiedente;
  • viene meno la responsabilità genitoriale;
  • in caso di affidamento del minore a terzi.
In presenza di una delle circostanze predette, l’Inps andrà ad interrompere l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva presa di conoscenza.
Il richiedente è chiamato a confermare, all’atto dell’allegazione della documentazione, i requisiti così come indicati nella domanda o ad aggiornarli qualora siano mutati.

Bonus asilo nido 2018: come fare domanda

A far data dal 29 gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2018, chiunque disponesse dei requisiti così come descritti sopra, può presentare la domanda per richiedere il bonus asilo nido, che vede la corresponsione di un importo pari a mille euro, diviso in 11 rate, per far fronte al pagamento delle rette dell’asilo nido pubblico o privato.
Sono legittimati a presentare domanda i seguenti soggetti:
  • cittadini italiani;
  • cittadini dell’Unione Europea;
  • cittadini con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • cittadini con carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’UE;
  • cittadini con carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza UE;
  • cittadini con status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.
La condizione richiesta è che il genitore richiedente sia colui che ha pagato la retta dell’asilo.
La domanda deve essere trasmessa per via telematica, mediante:
  • il sito dell’Inps, direttamente online, qualora si disponesse del PIN Inps dispositivo;
  • chiamando il numero verde Inps;
  • rivolgendosi al Patronato, Caf o qualsivoglia altro

note

[1] Art. 1, comma 355, Legge n. 232/2016.
[2] Legge 205/2017.
fonte: 

L’AUTORE:


Geotermia, i geologi: una fonte di energia rinnovabile che potrebbe coprire il 50% dei consumi

Geotermia, i geologi: una fonte di energia rinnovabile che potrebbe coprire il 50% dei consumi 


Il Consiglio Nazionale dei Geologi, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio e la Fondazione Centro Studi del CNG, organizza il Convegno “Geotermia a Bassa Entalpia” il 28 giugno a Roma
Mercoledì 20 Giugno 2018
Lo sfruttamento della geotermia quale fonte energetica rinnovabile ed ecosostenibile, i suoi benefici, gli incentivi finanziari per chi investe in energie rinnovabili e le normative di settore nazionali e regionali. Sono questi i temi che saranno al centro del Convegno Nazionale: “Geotermia a Bassa Entalpia“, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio e la Fondazione Centro Studi del CNG, che avrà luogo giovedì 28 giugno 2018 dalle 09:00 alle 18:30 presso il Centro Congressi Frentani (via dei Frentani, 4). L’incontro sarà anche l’occasione per fare il punto sull’accordo appena raggiunto dal Consiglio Ue, Europarlamento e Commissione europea sulla produzione di energie rinnovabili che dovranno coprire, entro il 2030, il 32% dei consumi energetici a livello europeo. A tal proposito, i geologi spiegano che, grazie a questa energia pulita, si potrebbe soddisfare il 50% dei consumi energetici. Le rinnovabili rappresentano il futuro dell’economia del nostro Paese, in linea anche con l’obiettivo 7 dell’Agenda 2030 dell’Onu che recita: “Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia” e con l’Accordo di Parigi del 2015, firmato da 195 Paesi, che mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali e più pericolosi gas serra.
L’energia geotermica sfrutta il calore naturale che proviene direttamente dalla Terra. La geotermia a bassa entalpia (ossia a basse temperature), a differenza di quella ad alta entalpia, non serve per produrre elettricità, ma per riscaldare e raffreddare, con altissima efficienza, abitazioni e strutture grazie all’utilizzo di pompe di calore geotermiche. Si tratta di una fonte di energia rinnovabile che ha numerosi vantaggi per l’uomo e per l’ambiente: zero emissioni di anidride carbonica dannosa per la salute delle persone; l’inesauribilità della risorsa poiché non si esaurisce come i combustibili fossili; una maggiore autonomia di utilizzo poiché l'energia geotermica non è soggetta a variazioni metereologiche, ma risulta sempre estraibile; un risparmio fino all'80% dei costi di esercizio; l’indipendenza dall'aumento dei prezzi, dei costi del riscaldamento e della produzione di energia elettrica.
Al convegno “Geotermia a Bassa Entalpia” parteciperanno: Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Roberto Troncarelli, Presidente Ordine Geologi del Lazio, Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del CNG e Tommaso Mascetti, Consigliere e Coordinatore della Commissione Geotermia del CNG. Sono stati invitati: Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale e Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio. Saranno presenti numerose personalità scientifiche e istituzionali come Andrea Cioffi, Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo Economico; la deputata Rossella Muroni, ex Presidente nazionale di Legambiente; l’Europarlamentare Dario Tamburrano, Coordinatore della Commissione ITRE (Industria, Ricerca, Energia e Telecomunicazioni); Vito Felice Uricchio, Direttore Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) del CNR; Nunzia Bernardo, Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche presso l’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse del Ministero dello Sviluppo Economico; Domenico Savoca, Presidente Associazione Nazionale Ingegneri Minerari (ANIM); Adele Manzella, Presidente Unione Geotermica Italiana (UGI) insieme ad altri scienziati ed esperti del settore.
Visualizza qui il programma del Convegno
fonte : http://www.casaeclima.com/ar_35372__geotermia-geologi-fonte-energia-rinnovabile-potrebbe-coprire.html?mc_cid=5d3a6e7d54&mc_eid=c407fb72cd

mercoledì 20 giugno 2018

Flat tax, ecco come funziona: 9 esempi pratici e tool online per calcolarla

https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/13132-flat-tax-ecco-come-funziona-9-esempi-pratici-e-tool-online-per-calcolarla.html?utm_campaign=Rassegna+Giornaliera&utm_medium=email&utm_source=Rassegna+quotidiana+&utm_content=Rassegna+Giornaliera+2018-06-20#paragrafo3


Flat tax, ecco come funziona: 9 esempi pratici e tool online per calcolarla

 Flat tax 2018

 fonte_ fiscoetasse.com

di Stefania Montagna

Tutto quello che c’è da sapere sul calcolo, le aliquote e le deduzioni della Flat Tax. In più un Tool On-Line per calcolarla subito gratuitamente.

In base alle indiscrezioni fornite da alcuni Ministri del Governo Conte, durante le loro interviste, cerchiamo, senza presunzione di completezza, di fare chiarezza sulla flat tax tanto sponsorizzata da Salvini.
Sulla base di queste indiscrezioni, abbiamo pubblicato un Tool On-Line per il calcolo della Flat Tax che è gratuito e non richiede alcuna registrazione.
Per prima cosa chiariamo che si parla, più che di flat tax, di dual tax dal momento che la tassa piatta avrà due aliquote di riferimento a seconda che il reddito familiare sia al di sotto o al di sopra degli 80.000 € ma questi due scaglioni non hanno la stessa funzione progressiva degli scaglioni di reddito attualmente previsti per l’Irpef.
Situazione attuale IRPEF
Scaglioni di reddito Aliquota Imposta dovuta
fino a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450 + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6960 + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220 + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420 + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro

Flat Tax
Scaglione di reddito Aliquota Imposta
Fino a 80.000 euro 15% imposta massima = 12.000 euro
Oltre 80.000 euro 20%  imposta minima = 16.000 euro

Puoi calcolare l'imposta Flat Tax sul tuo reddito usando il Tool On-Line per il calcolo della Flat Tax. E' veloce, gratuito e non serve nessuna registrazione.

Esempi calcolo flat tax: redditi inferiori a 35.000 €

Salta subito agli occhi come un euro in più di reddito, percepito oltre gli 80.000 euro, faccia automaticamente scattare 4.000 euro di imposte in più.
Per quanto riguarda invece il sistema delle detrazioni attualmente previsto, ci sarà in alternativa un facile meccanismo di deduzioni che sembra essere così strutturato:
  •   per i redditi familiari fino a 35.000€, spetteranno deduzioni forfettarie di 3.000 euro per ogni componente del nucleo familiare,
  •   per i redditi familiari compresi tra 35.001 € e 50.000 € spetteranno le sole deduzioni per carichi di famiglia, (calcolate in base al vigente meccanismo di detrazioni per carichi familiari)
  •   per i redditi superiori a 50.000 € non sono attualmente previste deduzioni.
Sostanzialmente per i redditi fino a 35.000 euro si instaurerà un meccanismo tale per cui, in base ai componenti del nucleo familiare, verrà costituita una no tax area su cui l’imposta non verrà calcolata; cerchiamo di chiarire la situazione con alcuni esempi (gli esempi sono stati calcolati con il Tool On-Line per il calcolo della Flat Tax).

Reddito familiare 34.000
Componenti il nucleo familiare 2
Deduzione spettante 3.000 x 2 = 6.000
Base imponibile 28.000
Aliquota 15%
Totale imposta 4.200
Reddito netto 29.800

Reddito familiare 35.000
Componenti il nucleo familiare 3
Deduzione spettante 3.000 x 3 = 9.000
Base imponibile 26.000
Aliquota 15%
Totale imposta 3.900
Reddito netto 31.000

Esempi calcolo flat tax: redditi compresi tra 35.001 e 50.000 euro

Per quanto riguarda invece i redditi familiari compresi tra i 35.001 e i 50.000 euro, le voci di corridoio che sono state prese in considerazione per scrivere questo articolo, parlano di deduzioni costruite in base alla vigente normativa sulle detrazioni per carichi di famiglia. Viene quindi spontaneo chiedersi come un meccanismo abbastanza articolato come quello esistente, che va ad agire sull’imposta lorda, possa essere preso in considerazione per determinare invece la base imponibile. Cerchiamo però di capire a grandi linee come funziona attualmente questo meccanismo e, attraverso alcuni esempi, come inciderà sulla base imponibile della flat tax.
Le detrazioni per carichi di famiglia attualmente spettano per:
  •  coniuge a carico
  •  figli a carico
  •  altro familiare a carico
Facendo esclusivamente riferimento alla detrazione spettante per il coniuge qualora si possegga un reddito superiore a 35.000 euro lo schema è il seguente:

Reddito complessivo Detrazione
da € 15.001 a € 40.000 € 690
da € 40.001 a € 80.000 € 690 x [1-(redd.complessivo-40.000)/40.000]

La detrazione spettante per il coniuge è inoltre aumentata di un importo pari a:
  •  20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 35.100 euro;
  •  10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.100 euro ma non a 35.200 euro;
Esempio di Flat tax:

Reddito familiare (famiglia monoreddito) 36.000
Coniuge a carico 690
Base imponibile 35.310
Aliquota 15%
Totale imposta 5.296.50
Reddito netto 30.703,50

Reddito familiare (famiglia monoreddito) 49.000
Coniuge a carico 534.75
Base imponibile 48.465,25
Aliquota 15%
Totale imposta 7.269,79
Reddito netto 41.730,21

Per quanto riguarda invece le detrazioni spettanti per i figli a carico ricordiamo che per poter considerare un figlio a carico, è necessario che questo abbia un reddito inferiore a 2.840,51 euro. Per ciascun figlio a carico è prevista una detrazione teorica pari a 950 euro mentre, per ciascun figlio di età inferiore a tre anni, la detrazione teorica passa a 1.220 euro. Inoltre, la detrazione teorica è aumentata di un importo pari a 400 euro per ciascun figlio con disabilità e di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico. Si parla di detrazione teorica perché, nella realtà, vi sono poi delle formule in base alle quali ogni detrazione sia rapportata al reddito realmente considerato per ottenere la stessa, in modo tale da attribuire una detrazione piena ai redditi più bassi e ridurla nei casi di redditi più alti. Vediamo alcuni esempi di Flat tax per capire quanto incideranno eventualmente i figli a carico.

Reddito familiare (famiglia monoreddito) 36.000
Coniuge a carico 690
Figlio a carico (4 anni di età) 589.95
Base imponibile 34.720
Aliquota 15%
Totale imposta 5.208
Reddito netto 30.792

Reddito familiare 48.000
2 figli a carico (4 e 10 anni di età) 1.070,84
Base imponibile 46.929,16
Aliquota 15%
Totale imposta 7.039,37
Reddito Netto 40.960,63

Infine ultima detrazione spettante ad oggi, inerentemente ai carichi familiari, è quella prevista per gli altri familiari a carico. Per ogni altro familiare a carico è prevista una detrazione, anche in questo caso teorica, pari ad euro 750 dalla quale emergerà la detrazione effettivamente spettante in base al reddito del contribuente.

Reddito familiare 49.000
1 figlio a carico (età 2 anni) 590.72
1 familiare a carico 290.63
Base imponibile 48.118,65
Aliquota 15%
Totale imposta 7.217,80
Reddito Netto 41.782,2

Esempi calcolo flat tax: redditi compresi tra 50.001 e 80.000 euro

Qualora invece il reddito familiare sia superiore a 50.0000 euro, come detto precedentemente, non spetterebbero deduzioni e qualsiasi importo verrebbe tassato, tout court, con l'aliquota al 15%.

Reddito Familiare 60.000
1 figlio a carico (età 2 anni) 0
1 familiare a carico 0
Base imponibile 60.000
Aliquota 15%
Totale imposta 9.000
Reddito Netto 51.000

Esempi calcolo flat tax: redditi superiori a 80.001 euro

In caso di reddito superiore a 80.000 euro invece, verrebbe applicata l'aliquota del 20% sull'intero valore, anche qui senza alcuna deduzione.
Reddito Familiare 90.000
Base Imponibile 90.000
Aliquota 20%
Totale imposta 18.000
Reddito Netto 72.000

Flat tax: niente detrazioni

Infine ci preme ricordare che sembra ci sia la volontà di conservare due sole delle tante detrazioni previste attualmente, ovvero le detrazioni per l’acquisto della prima casa e quelle previste per ristrutturazioni e risparmio energetico ma bisognerà vedere se a tali volontà verrà dato un seguito e in che misura. Non ci resta altro che aspettare e vedere se l’imposta verrà disciplinata così come preannunciata.

Ti ricordiamo inoltre che puoi calcolare l'imposta Flat Tax sul tuo reddito usando il Tool On-Line per il calcolo della Flat Tax. E' veloce, gratuito e non serve nessuna registrazione.


Riutilizzo del fresato d’asfalto, dal 3 luglio in vigore il regolamento

Riutilizzo del fresato d’asfalto, dal 3 luglio in vigore il regolamento
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell'Ambiente che stabilisce i criteri specifici in presenza dei quali il conglomerato bituminoso cessa di essere qualificato come rifiuto
Martedì 19 Giugno 2018
Entrerà in vigore il 3 luglio prossimo il decreto 28 marzo 2018, n. 69 del Ministero dell'Ambiente “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.139 del 18 giugno 2018.
Questo regolamento stabilisce i criteri specifici in presenza dei quali il conglomerato bituminoso ricavato dal rifacimento delle strade cessa di essere qualificato come rifiuto ai sensi e per gli effetti dell'articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Le disposizioni del regolamento non si applicano al conglomerato bituminoso qualificato come sottoprodotto ai sensi e per gli effetti dell'articolo 184-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Il conglomerato bituminoso cessa di essere qualificato come rifiuto ed e' qualificato granulato di conglomerato bituminoso se soddisfa tutti i seguenti criteri:
a) e' utilizzabile per gli scopi specifici di cui alla parte a) dell'Allegato 1;
b) risponde agli standard previsti dalle norme UNI EN 13108-8 (serie da 1-7) o UNI EN 13242 in funzione dello scopo specifico previsto;
c) risulta conforme alle specifiche di cui alla parte b) dell'Allegato 1.
Il decreto 28 marzo 2018, n. 69 in G.U. 
 http://www.casaeclima.com/ar_35346__riutilizzo-del-fresato-asfalto-dal-tre-luglio-vigore-regolamento.html?mc_cid=ca9b583daf&mc_eid=c407fb72cd

martedì 19 giugno 2018

derattizzazione a castiglione d'adda

Derattizzazione

Si informa che è in corso il trattamento di derattizzazione.
Il servizio prevede n. 8 interventi programmati, oltre ad eventuali interventi su segnalazione.
Il trattamento consiste nella posa di esche ratticide in varie aree pubbliche, soprattutto dove si è riscontrata la presenza di ratti.
Tutti i preparati saranno confezionati e posizionati in modo tale da escludere la possibilità di venire a contatto con animali domestici e/o persone.

 http://www.comune.castiglionedadda.lo.it/2018/06/derattizzazione-3/

L’Amministrazione Comunale

Disinfestazione Zanzare a castiglione d'adda

Disinfestazione Zanzare

Si informa che è in programma il trattamento adulticida di disinfestazione dalle zanzare nei luoghi pubblici del paese secondo il seguente calendario:
  • Lunedì 2 luglio 2018 a partire dalle ore 24:00;
  • Lunedì 30 luglio 2018 a partire dalle ore 24:00;
  • Lunedì 20 agosto 2018 a partire dalle ore 24:00.
In particolare verranno trattati i viali alberati, le aree a verde, le aiuole e tutti gli spazi pubblici in genere (comprese le sponde dei canali e corsi d’acqua siti nel centro abitato e nelle immediate adiacenze, le aree esterne a tutti i plessi scolastici e gli edifici comunali, cimiteri e impianto sportivo comunale).
 L’intervento verrà preceduto, qualche giorno prima, da apposito avviso che verrà pubblicato sul sito internet, sul tabellone informativo e nelle varie bacheche.
In caso di maltempo il trattamento verrà posticipato, alla stessa ora, in data che verrà comunicata con congruo anticipo.
 Per precauzione, onde evitare qualsiasi problema inerente e conseguente all’utilizzo dell’insetticida, si invita la cittadinanza a tenere chiuse le aperture (porte, finestre, ecc.) che si affacciano direttamente sulle aree interessate al trattamento nelle date suddette.
 Il trattamento verrà effettuato utilizzando il prodotto “STING” a base di Permetrina, Pralletrina, 2-Etilesanolo, Piperonil Butossido (Presidio medico-chirurgico – uso civile, registrazione del Ministero della Salute n. 19243).
In allegato:
  • Ordinanza n. 15 del 12/06/2018;
  • Nota ATS su misure di prevenzione;
  • Nota Regione Lombardia su misure di contenimento e prevenzione malattie;
  • Allegato 1 Regione Lombardia;
  • Report Regione Lombardia;
  • Scheda di sicurezza prodotto utilizzato per il trattamento adulticida;
  • Scheda di sicurezza prodotto utilizzato per il trattamento larvicida;
L’Amministrazione Comunale

Allegati

lunedì 18 giugno 2018

IL PROGRESSO DI CASTIGLIONE: UN ANNO DOPO



IL PROGRESSO DI CASTIGLIONE: UN ANNO DOPO


Dopo i primi 100 giorni della nuova amministrazione abbiamo fatto il punto segnalando gli interventi insoluti. Adesso è passato un anno quindi lasciamo giudicare quanto segue ai cittadini.
Cimitero: costruzione di loculi, tombe ecc. sembra tutto fermo.....
Piano del traffico: viabilità ed eventuale prolungamento del senso unico....sembra tutto fermo
PGT piano per il governo del territorio...... sembra tutto fermo
Navigazione: utilizzo delle imbarcazioni sull'Adda con il nostro attracco.....sembra tutto fermo
Centro sportivo: dopo un' anno di proroga forse parte la gara d'appalto.
Sostituzione delle luci: sembra stiano ripartendo dopo i dubbi ingiustificati della nuova amministrazione.
Regolamento Isee: sempre fermo dopo che è stato predisposto un' anno fa.
Doposcuola: non si sa nulla ma nel programma l'avevano inserito. Grave!
Organizzazione degli uffici: ancora carenze nell'ufficio tecnico ed in segreteria
Addizionale IRPEF: bloccate le riduzioni avviate dall'amm.ne precedente
Grandi interventi: perso il contributo di 360.000 chiesto allo Stato.
Casa di via Alfieri: tolto l'amianto ma a carico del comune
Parchi: tutto come prima
Depurazione e fognature: si stanno muovendo sull'iniziativa avviata dalla passata amministrazione
Il resto rientra degli interventi rientra nei normali compiti di manutenzione.
A distanza di un anno si delinea una gestione alquanto insicura, incerta ed indecisa. I tempi sono allungati e la decisione di bloccare tutto quanto avviato dall'amministrazione Ferrari ha come conseguenza enormi ritardi che vengono pagati dai cittadini con la mancanza di realizzazione delle opere.
lista civica il progresso di castiglione 

Stampato in proprio- giugno 2018

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articolo uscito sulla liberta' di piacenza - edizione del lodigiano 


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