giovedì 16 aprile 2020

NO SLOT - DIPENDENZE DA GIOCO DI AZZARDO

Attività economiche

NO SLOT - DIPENDENZE DA GIOCO DI AZZARDO
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 Decolla il logo "No Slot" per la lotta alla dipendenza da gioco d'azzardo


 L'art. 9-quinquiesD.L. n. 87/2018 ha istituito il logo identificativo "No Slot", rinviando ad apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, su proposta dell'Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, le condizioni per il rilascio e la regolamentazione dell'uso del logo.
Logo che i Comuni possono rilasciare ai titolari di pubblici esercizi o di circoli privati che eliminano o si impegnano a non installare gli apparecchi idonei per il gioco lecito, ossia quelli che si attivano con l'introduzione di moneta metallica ovvero con strumenti di pagamento elettronico e quelli che si attivano esclusivamente in presenza di un collegamento ad un sistema di elaborazione della rete.
Il logo si inserisce nella strategia di contrasto alla ludopatia, per la quale l'art. 1, comma 133, quarto periodo, L. n. 190/2014, ha destinato 50 milioni di euro annui per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d'azzardo (GAP). Una quota è destinata alla sperimentazione di modalità di controllo dei soggetti a rischio di patologia mediante l'adozione di software che consentano al giocatore di monitorare il proprio comportamento generando conseguentemente appositi messaggi di allerta. (D.M. 20 dicembre 2019, n. 181 (G.U. 2 aprile 2020, n. 88))



 https://www.noslot.regione.lombardia.it/wps/portal/site/noslot/DettaglioRedazionale/assistenza-socio-sanitaria/assistenza-socio-sanitaria-gioco-azzardo-ludopatia

mercoledì 15 aprile 2020

Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia?fbclid=IwAR0BJBbsvbuQ49gEAbkEC85f5nMlm5flNB64U27tYB8Grb4KW-88V6S-a1o#4
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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità


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Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia

Il rapporto sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia viene pubblicato su questa pagina il martedì e il venerdì.

Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia

Aggiornamento del 13 aprile 2020
1. Campione
L’analisi si basa su un campione di 18.641 pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia.
Distribuzione geografica dei decessi
Map of unspecified region with 1 data series.
pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2
Distribuzione geograficadei decessipazienti deceduti e positivi all’infezioneda SARS-CoV-2+-0204060Percentuale (%)EpiCentro
End of interactive chart.

2. Dati demografici
L’età media dei pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2 è 79 anni (mediana 80, range 5-100, Range InterQuartile - IQR 73-86). Le donne sono 6339 (34,0%). L’età mediana dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 è più alta di oltre 15 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (età mediane: pazienti deceduti 80 anni - pazienti con infezione 62 anni). Per 1 paziente non era disponibile il dato dell’età. La figura mostra il numero dei decessi per fascia di età. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 83 - uomini 79).
Numero di decessi per fascia di età
Bar chart with 3 data series.
pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2
The chart has 1 X axis displaying Fascia di età.
The chart has 1 Y axis displaying Numero di decessi. Range: 0 to 10000.
Fascia di etàNumero di decessiNumero di decessi perfascia di etàpazienti deceduti e positivi all’infezioneda SARS-CoV-2DonneUominiTotaleEpiCentro
End of interactive chart.

3. Patologie preesistenti
Il grafico presenta le più comuni patologie croniche preesistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2) nei pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto da 1596 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,3 (mediana 3, Deviazione Standard 1,9). Complessivamente, 53 pazienti (3,3% del campione) presentavano 0 patologie, 231 (14,5%) presentavano 1 patologia, 331 (20,7%) presentavano 2 patologie e 981 (61,5%) presentavano 3 o più patologie. Prima del ricovero in ospedale, il 25% dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 seguiva una terapia con ACE-inibitori e il 16% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l'angiotensina). Nelle donne (n=508) il numero medio di patologie osservate è di 3,4 (mediana 3, Deviazione Standard 1,9); negli uomini (n=1088) il numero medio di patologie osservate è di 3,3 (mediana 3, Deviazione Standard 1,9).
Numero di patologie
Pie chart with 4 slices.
pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2
Numero di patologiepazienti deceduti e positivi all’infezioneda SARS-CoV-21.8 %1.8 %13.8 %13.8 %22.8 %22.8 %61.6 %61.6 %0123 o +EpiCentro
End of interactive chart.
Patologie preesistenti osservate più frequentemente per sesso
Bar chart with 3 data series.
pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2
The chart has 1 X axis displaying categories.
The chart has 1 Y axis displaying %. Range: 0 to 100.
%Patologie preesistenti osservate più frequentemente per sessopazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2DonneUominiTotaleCardiopatia ischemicaFibrillazione atrialeScompenso cardiacoIctusIpertensione arteriosaDiabete mellito-Tipo 2DemenzaBroncopneumopatia …Cancro attivo ultimi …Epatopatia cronicaInsufficienza renale …Infezione da HIVMalattie autoimmuniObesità0255075100EpiCentro
Cardiopatia ischemica
Donne: 20.5%
Uomini: 31.4%
Totale: 27.9%
End of interactive chart.

4. Diagnosi di ricovero
Nelle 93,0% delle diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con COVID-19. In 107 casi (7,0% dei casi) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione. In 9 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 49 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto, scompenso cardiaco, ictus), in 14 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 35 casi altre patologie.

5. Sintomi
Il grafico mostra i sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2. Febbre dispnea e tosse rappresentano i sintomi più comuni. Meno frequenti sono diarrea e emottisi. Il 5,7% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero.
Sintomi più comuni
Bar chart with 5 bars.
pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2
The chart has 1 X axis displaying categories.
The chart has 1 Y axis displaying %. Range: 0 to 100.
%Sintomi più comunipazienti deceduti e positivi all’infezioneda SARS-CoV-2FebbreDispneaTosseDiarreaEmottisi0255075100EpiCentro
End of interactive chart.

6. Complicanze
L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (96,8% dei casi), seguita da danno renale acuto (23,0%), sovrainfezione (11,6%) e danno miocardico acuto (9,5%).
Complicanza più comunemente osservata
Bar chart with 4 bars.
pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2
The chart has 1 X axis displaying categories.
The chart has 1 Y axis displaying %. Range: 0 to 100.
%EpiCentro
End of interactive chart.

7. Terapie
La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (84% dei casi), meno usata quella antivirale (56%), più raramente la terapia steroidea (34%). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di COVID-19. In 306 casi (19,3%) sono state utilizzate tutte e tre le terapie. Al 3,1% dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 è stato somministrato Tocilizumab.

8. Tempi
La figura mostra i tempi mediani (in giorni) che trascorrono dall’insorgenza dei sintomi al decesso (10 giorni), dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (5 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 4 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non sono stati trasferiti (8 giorni contro 4 giorni).
Mediane dei tempi di ricovero
Bar chart with 5 data series.
pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2
The chart has 1 X axis displaying categories.
The chart has 1 Y axis displaying Numero mediano di giorni. Range: 0 to 12.5.
Ricovero in ospedaleNumero mediano di giorniEpiCentro
End of interactive chart.

9. Decessi in pazienti con meno di 50 anni
Al 13 aprile sono 217 dei 18.641 (1.2%) pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 47 di questi avevano meno di 40 (32 uomini e 15 donne con età compresa tra i 5 e i 39 anni). Di 6 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 33 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 8 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.
Sulla base delle indicazioni emanate dal Ministero della Salute nella Circolare pubblicata il 25 febbraio 2020 (protocollo 0005889-25/02/2020), la certificazione di decesso a causa di COVID-19 deve essere accompagnata da parere dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Per questo motivo, è stato creato un gruppo di lavoro dedicato allo studio delle cause di morte dei pazienti deceduti che risultavano positivi all’infezione da SARS-CoV-2.

L’analisi si basa sui dati contenuti nelle cartelle cliniche e nelle schede di morte ISTAT recanti le cause di decesso di questi pazienti. La raccolta dati avviene tramite la piattaforma web http://covid-19.iss.it, già utilizzata dalla sorveglianza nazionale, epidemiologica e virologica, dei casi di COVID-19 in Italia (coordinata dall’ISS e attivata dalla Circolare ministeriale del 22 gennaio 2020, n.1997).

Per informazioni è possibile mandare un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica decessicovid-19@iss.it o contattare il dott. Graziano Onder (Direttore del Dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento, ISS) al numero di telefono: 06/49904231.

Risorse utili
  • la Circolare 0005889-25/02/2020 (pdf 200 kb) pubblicata dal Ministero della Salute il 25 febbraio 2020
  • la pagina di EpiCentro dedicata alla sorveglianza nazionale, epidemiologica e virologica, dei casi di COVID-19 in Italia

Data di ultimo aggiornamento: 14 aprile 2020
Data di creazione della pagina: 27 marzo 2020
Report prodotto dal Gruppo della Sorveglianza COVID-19: Luigi Palmieri, Xanthi Andrianou, Pierfrancesco Barbariol, Antonino Bella, Stefania Bellino, Eva Benelli, Luigi Bertinato, Stefano Boros, Gianfranco Brambilla, Giovanni Calcagnini, Marco Canevelli, Maria Rita Castrucci, Federica Censi, Alessandra Ciervo, Elisa Colaizzo, Fortunato D’Ancona, Martina Del Manso, Chiara Donfrancesco, Massimo Fabiani, Antonietta Filia, Marco Floridia, Marina Giuliano, Tiziana Grisetti, Martin Langer, Ilaria Lega, Cinzia Lo Noce, Pietro Maiozzi, Fiorella Malchiodi Albedi, Valerio Manno, Margherita Martini, Alberto Mateo Urdiales, Eugenio Mattei, Claudia Meduri, Paola Meli, Giada Minelli, Manuela Nebuloni, Lorenza Nisticò, Marino Nonis, Graziano Onder, Lucia Palmisano, Nicola Petrosillo, Patrizio Pezzotti, Flavia Pricci, Ornella Punzo, Vincenzo Puro, Valeria Raparelli, Giovanni Rezza, Flavia Riccardo, Maria Cristina Rota, Paolo Salerno, Debora Serra, Andrea Siddu, Paola Stefanelli, Manuela Tamburo De Bella, Dorina Tiple, Brigid Unim, Luana Vaianella, Nicola Vanacore, Monica Vichi, Emanuele Rocco Villani, Silvio Brusaferro.

Lockdown: impatto economico da Nord a Sud

https://www.pmi.it/economia/mercati/330446/lockdown-impatto-economico-da-nord-a-sud.html#_=_

 

Lockdown: impatto economico da Nord a Sud

di Redazione PMI.it
scritto il


Impatto economico dell'emergenza Coronavirus, con effetti su occupazione, redditi e fatturato per dipendenti, autonomi e Partite IVA: report Svimez.
L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus sta colpendo maggiormente le regioni del Nord Italia, tuttavia l’impatto sociale e soprattutto economico è condiviso da tutto il Paese.
Secondo il report Svimez, il lockdown costa complessivamente 47 miliardi al mese, rispettivamente 37 al Centro-Nord e 10 al Sud. In pratica si tratta di 788 euro pro capite al mese nella media nazionale, 951 euro al Centro-Nord contro i 473 al Sud.
Vediamo i numeri.

Scenario italiano

Nella media nazionale, escludendo Agricoltura, Attività finanziarie e assicurative e Pubblica Amministrazione, si registra una perdita del 50% per fatturato, valore aggiunto e occupazione. Il blocco colpisce industria, costruzioni, servizi e commercio con pochissime eccezioni.
In termini di valore aggiunto, è più colpito il Nord ( 49,1%, circa 6 punti  in più rispetto al Centro e al Mezzogiorno). In termini di occupati interessati la forbice si annulla tra Nord e Sud: 53,3% nel Nord, 51,1% al Centro e 53,2% nel Mezzogiorno. Nel Mezzogiorno, però, le unità locali interessate dal lockdown raggiungono il 59,2% a fronte del 56,7 e del 57,2% rispettivamente nel Centro e nel Nord.



Effetti sul lavoro

Analizzando le conseguenze del lockdown sull’occupazione, tenendo conto anche del sommerso sono coinvolti dal blocco delle attività il 34,3% degli occupati dipendenti e il 41,5% degli indipendenti.
È al Nord che l’impatto sul lavoro dipendente sembra essere più intenso che nel Mezzogiorno (36,7% contro il 31,4%). Gli indipendenti fermi sono circa 2,5 milioni di lavoratori, oltre 1,2 milioni al Nord, oltre 500 mila al Centro, quasi 800 mila nel Mezzogiorno.
Protagonisti sono prevalentemente autonomi e Partite IVA, oltre 2,1 milioni complessivamente di cui 1 milione al Nord, oltre 400 mila al Centro e quasi 700 mila nel Mezzogiorno. Le perdite di fatturato e reddito lordo operativo sono relativamente uniformi a livello territoriale.

 

Previsioni future

Per quanto riguarda le previsioni sul PIL per il 2020 causati dalla crisi Coronavirus, Svimez ipotizza un calo dell’8,4% per tutta la Nazione ma prendendo in considerazione gli effetti del solo “Cura Italia”, mentre il rischio di default potrebbe essere maggiore per le medie e grandi aziende del Sud.
Il blocco improvviso e inatteso coglie impreparate le molte imprese meridionali che non hanno ancora completato il percorso di rientro dallo stato di difficoltà causato dall’ultima crisi.



lunedì 13 aprile 2020

covid19: Fare tanto debito?

https://www.ilpuntopensionielavoro.it/site/home/il-punto-di-vista/fare-tanto-debito-le-due-guerre-mondiali-dicono-che-e-un-errore.html

Fare tanto debito? Le due guerre mondiali dicono che è un errore

Se è vero che "lo Stato siamo noi", continuare a fare debito senza un piano per supportare ripresa economica, crescita e sviluppo è ben più che controproducente: ecco perché, secondo Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, l'indebitamento (suicida) non può essere la sola strada da imboccare per l'Italia post COVID-19

Alberto Brambilla
La prima cosa che insegnano a scuola è che “lo Stato siamo noi”: quindi, se spendiamo più di quello che possiamo e facciamo debito, a pagare saremo noi cittadini. Pertanto quelli che suggeriscono, in questa grave situazione di emergenza causata ael coronavirus, che debba essere lo Stato -  e non le famiglie o le imprese - a fare più debito, dicono una bugia perché quel debito è di tutti e, in particolare, di quelli che si sono impegnati nella vita, che hanno messo su aziende e creato occupazione.
Per avere una prova basta andare a vedere il grafico del debito pubblico fatto dallo Stato italiano sia per la prima sia per la seconda guerra mondiale. Una montagna di debiti: chi pagò? Lo Stato? No, pagarono tutti con l’iper-inflazione che, di fatto bruciò i risparmi, tanto che la banconota da 10mila lire la si poteva usare per accendere il fuoco. Il debito pubblico, che aveva raggiunto il 118% del PIL, in meno di 2 anni si ridusse al 27%, tanto è vero che pure le ricche casse dell’Istituto di Previdenza si svuotarono e il sistema pensionistico a capitalizzazione, con zero capitali sui conti individuali dei singoli lavoratori, per continuare a pagare le pensioni, dovette essere sostituito dall’attuale a ripartizione; cioè le pensioni in essere, non avendo più riserve, venivano pagate con i contributi dei lavoratori in attività. Bel risultato fare debito.
Figura 1 - Andamento del debito pubblico italiano
Ora, anziché dire la verità agli italiani e cioè che COVID-19 è peggio di uno tsunami, che si dovrà vivere con meno soldi, ci sarà una perdita di reddito pari a più della durata della pandemia, che l’economia rallenterà e tutti dovremo fare grandi sacrifici, la soluzione proposta è la solita sostenuta da tutti i politici (grandi esperti in materia con soldi non loro): "Facciamo più debito"! E chi lo pagherà? Di nuovo noi! Da notare che, grazie all’attività della BCE, in questi anni si sarebbe potuto ridurre il debito come hanno fatto quasi tutti i Paesi dell’area UE i quali, nonostante la crisi, i dazi di Trump e le problematiche geopolitiche, hanno migliorato il rapporto debito/PIL portandosi abbondantemente sotto il 100%; tutti (o quasi) tranne l’Italia, battuta nella classifica UE solo dalla Grecia con il 181% di debito/PIL al 2018 (ma il PIL greco vale 315 miliardi cioè il 78% di quello della sola Lombardia). Rispetto al 2014, migliora il Portogallo al 122,2% del PIL dal 132,9%; il Belgio passa dal 107% al 100%; la Germania dall’82,4% del 2010 al 61,9%; l’Olanda dal 67,8% al 52,4%, la Spagna dal 100,7% al 97,6% e perfino Cipro, che ha subito il primo bail-in della storia, passa dal 109,2% al 100%. Solo la Francia peggiora dall’85,3% del 2010 al 98,4% attuale.
E adesso che tutti questi Paesi hanno fatto sacrifici con l'eccezione dell'Italia, che ha sperperato con bonus, prebende, flat tax, quattordicesime mensilità di pensione, reddito di  e Quota 100, vorremmo che il nostro debito venisse “socializzato” da chi ha già fatto i suoi compiti a casa? Solo per fare un esempio la Germania spenderà per COVID-19 150 miliardi, cioè il 4% del PIL, ma con un rapporto debito PIL ottimale; i 75 miliardi dell’Italia (25 + 50 del decreto di aprile) sono anch’essi pari al 4% del PIL, ma con la zavorra di un debito pubblico elevatissimo. Senza fare altri decreti a debito la situazione italiana è già oggi tragica e quando usciremo dall'emergenza da nuovo coronavirus, i Paesi europei si dimenticheranno della sospensione del patto di stabilità e nessuno ci perdonerà il nuovo rapporto debito/PIL, rapporto che - come Centro Studi Itinerari Previdenziali - abbiamo stimato a oltre il 152%, con una caduta del PIL e dell’occupazione maggiore rispetto alla crisi del 2008. E quando saremo sotto attacco dei mercati perché ritenuti “insostenibili”, con lo spread oltre i 350 punti, resterà solo la troika e con molte “condizionalità”.
L’unica arma di difesa per l’Italia non è il suicidio del debito: è la messa a punto di un piano straordinario a 5 anni di interventi pubblici, di ridefinizione della struttura stessa dello Stato, di ridimensionamento della burocrazia e della spesa assistenziale, di rateizzazione dopo 3 mesi dalla fine COVID-19 a 24 mesi di tutte le imposte e deii contributi, e di molte garanzie sui crediti, per arrivare alla fine del quinquennio a un rapporto debito prossimo al 100%, livello raggiunto nel 2007.
Questi sarebbero i temi per il dopo ma purtroppo, come per altri Paesi, il nostro tempo è caratterizzato da politici non adeguati. Nessuno dei nostri politici, dei Ministeri, in primis la Salute, degli istituti come ISS, Aifa, la Protezione Civile, dico nessuno si è posto la domanda - vedendo per circa 30 giorni quello che stava succedendo in Cina - ma il virus potrebbe arrivare anche in Italia? E se sì, noi mascherine, occhiali, tute protettive, reparti di terapia intensiva e posti letto, li abbiamo? No, nessuno si è preoccupato e ha mandato a morire medici, infermieri, e tanta gente. Ancora oggi ci sono le sartine volontarie a far mascherine e indumenti protettivi che, nelle corsie, a distanza di altri 30 giorni dal primo caso, mancano ancora trasformando gli ospedali e i pronto soccorsi in veri e propri centri di contagio. Ora questi imprevidenti, per sanare i loro errori, scaricano tutti sui cittadini rei di disobbedienza, con continui decreti scritti male, nuove autocertificazione, multe, galera; vorrebbero vietare a quelli con più di 65 anni di uscire di casa (eviterei di citare Johnson), vorrebbero che tutti noi ci dotassimo di smartphone per controllare tutti i nostri movimenti, sapere tutto di noi, cosa facciamo, quanti soldi abbiamo, le nostre debolezze. Insomma un grande fratello nelle mani di chi?
Certo, questi un piano quinquennale non sanno nemmeno da che parte prenderlo, ma l’idea di una patrimoniale ce l’hanno. E, con questa, seppelliremo definitivamente il Paese. Ma dopo COVID-19 verrà la resa dei conti.
Alberto Brambilla, Consigliere economico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e
Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali
7/4/2020: 

fonte:  Logo ilPunto

domenica 12 aprile 2020

VERBALI CONSIGLIO COMUNALE DI CASALPUSTERLENGO/CONSIGLI DI FRAZIONE ZORLESCO E VITTADONE/COMMISSIONI CONSILIARI DI MARZO/APRILE E BILANCIO DI PREVISIONE 2020

https://www.youtube.com/watch?v=qIxUS_cpixw&feature=share&fbclid=IwAR12LPiyJexbdoDoyOFr9OY4iguKEQLo5FRdsfzzrLadchFvqC-CujvhGYo
verbale consiglio comunale del 4 aprile 2020 

https://youtu.be/qIxUS_cpixw

COMUNE DI CASALPUSTERLENGO 
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REGISTRAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4 APRILE 2020 IN VIDEOCONFERENZA COME PREVISTO DAL D.L. 18/2020 COVID19
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https://www.youtube.com/channel/UCjrIxFJYCBG-MrUMuHxiIgw
canale comunale youtube 

VI INVITO AD ASCOLTARE ANCHE IL VERBALE DELLE COMMISSIONI CONSILIARI E DEI CONSIGLI DI FRAZIONE DI ZORLESCO E VITTADONE IN MODO CHE POTETE AVERE INFORMAZIONI UFFICIALI SULLA ATTIVITA' AMMINISTRATIVA IN CORSO NONOSTANTE TUTTE LE PREOCCUPAZIONI DEL COVID19 (CORONAVIRUS)

BUON ASCOLTO A TUTTI!
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 SITUAZIONE AMMINISTRATIVA PER OSPEDALE DI CASALPUSTERLENGO 
ARTICOLO TRATTO DA WWW.ILCITTADINO.IT DEL 1 APRILE 2020
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IL SINDACO INFORMA SUI MASS MEDIA


Questo articolo uscito prima del consiglio comunale e delle commissioni consiliari che abbiamo fatto informando tutte le forze politiche su quanto la asst e la regione stanno tarando per il prossimo futuro di ospedale di casale. Ho letto e sentito tante polemiche strumentali dicendo che il sindaco non avrebbe informato ma questo e altri articoli www.ilcittadino.it e www.ilgiorno.net oltre che la registrazione dei verbali del consiglio comunale li trovate su YouTube a disposizione di tutti sul canale del comune di Casalpusterlengo. Quindi solo una cosa: giusto ascoltare tutte le voci e confrontarsi per migliorare ma no a strumentalizzazioni di nessun tipo o informazioni parziali non supportate da analisi dirette ufficiali. Se volete notizie per favore rivolgetevi agli amministratori: sindaco,assessori o consiglieri comunali, che siamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
Auguri a tutti e AVANTI CON CORAGGIO!
 
articolo fonte: www.ilgiorno.net
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assessore ll.pp.
alfredo ferrari
Comune di Casalpusterlengo