giovedì 3 gennaio 2019

Quanto deve essere l’Isee per avere agevolazioni?

Quanto deve essere l’Isee per avere agevolazioni?

2 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Gennaio 2019



Qual è l’ammontare massimo dell’indicatore della situazione economica della famiglia per ottenere aiuti e benefici?
La dichiarazione Isee, ossia la dichiarazione dalla quale si ricava l’indicatore della situazione economica di un nucleo familiare, negli ultimi anni è diventata un adempimento fondamentale quanto e più della dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi, che ha sostituito il modello Unico).
Come mai la dichiarazione Isee è diventata così importante? Ottenere l’indicatore della situazione economica della famiglia è diventato fondamentale perché questo indice, l’Isee appunto, è uno dei requisiti richiesti per ottenere aiuti e agevolazioni. La maggior parte delle agevolazioni e dei benefici a carattere fiscale e assistenziale, difatti, richiede che l’indicatore Isee del nucleo familiare non superi un determinato ammontare, per dimostrare il bisogno economico della famiglia.
In parole semplici, gli aiuti, le prestazioni di assistenza e determinati benefici, anche fiscali, non spettano a tutti, ma è necessario che il nucleo familiare si trovi in una determinata situazione economica.
Ma quanto deve essere l’Isee per avere agevolazioni?
In realtà, non esiste una soglia massima Isee che vale per tutti, ma l’indicatore massimo cambia a seconda del tipo di prestazione o agevolazione richiesta. Vediamo a quanto deve ammontare l’Isee della famiglia per ottenere i principali benefici previsti dalla legge.

Isee per cancellazione delle cartelle fiscali

Per beneficiare del cosiddetto saldo e stralcio, ossia della possibilità di pagare solo una parte del proprio debito con l’agenzia delle Entrate, l’indicatore Isee del nucleo familiare non può superare i 20mila euro.
In particolare, la quota di debito che si deve pagare per mettersi definitivamente in regola col fisco cambia a seconda dell’Isee dichiarato.
Nel dettaglio, si applica al dovuto un’aliquota “secca”pari al:
  • 16%, se il debitore ha un Isee del nucleo sino a 8.500 euro;
  • 20%, se il debitore ha un Isee del nucleo da 8.500 euro sino a 12.500 euro;
  • 35%, se l’Isee del nucleo del debitore va dai 12.500 euro ai 20mila euro
Lo stralcio si può chiedere entro il 30 aprile 2019.

Isee per bonus bebè

Per chi ha diritto al bonus bebè, ossia all’assegno dell’Inps da 80 euro al mese per i nuovi nati, l’indicatore Isee non può superare i 25mila euro.
Il beneficio è aumentato del 20% per il secondo figlio, dal 2019. Inoltre, per chi ha un Isee non superiore a 7mila euro, la somma raddoppia ed ammonta dunque a 160 euro al mese.

Isee per reddito di cittadinanza

Per chi ha diritto al reddito di cittadinanza, l’indicatore Isee non può superare i 9.360 euro. Sono previsti ulteriori requisiti oltre all’indicatore Isee: la famiglia può possedere al massimo due immobili, ma il secondo non deve avere un valore superiore ai 30mila euro. Il patrimonio mobiliare familiare (conti, carte, depositi, libretti…) può ammontare da un minimo di 6mila euro a un massimo di 10mila euro, a seconda del numero dei componenti del nucleo.
Inoltre, il reddito non può superare la soglia di povertà, fissata, ai fini del reddito di cittadinanza, in 780 euro mensili (riferita ad un nucleo familiare con un solo componente).

Isee per reddito di inclusione

Per quanto riguarda l’attuale reddito di inclusione, che è stato prorogato fino a settembre 2019, l’indicatore Isee non può superare i 6mila euro. Viene inoltre verificato, ai fini del diritto al sussidio, un ulteriore indicatore,l’Isr, indicatore della situazione reddituale della famiglia, che non può superare i 3mila euro.

Soglie Isee per le prestazioni di assistenza e le agevolazioni dei comuni

I singoli comuni forniscono ai cittadini prestazioni diverse, dagli aiuti di assistenza, alla mensa scolastica, all’asilo nido. Non esistono delle soglie Isee uguali per tutti, ma è necessario verificare che cosa dispone il proprio comune in rapporto alla specifica agevolazione.

Soglie Isee università

Per fruire dell’esonero totale dalle tasse universitarie, l’indicatore Isee del nucleo familiare non deve superare i 13mila euro.
Bisogna osservare, però, che diverse università hanno elevato questo limite sino a 21mila euro: per sapere se si rientra nella cosiddetta “no tax area”, cioè se si possiedono i requisiti reddituali per non essere tassati, bisogna allora verificare che cosa dispone in merito la propria università.
In ogni caso, l’università è soltanto libera di detassare una fascia più ampia di reddito, ma non può scegliere di tassare chi ha un Isee sotto i 13mila euro.
Chi non presenta la dichiarazione Isee finalizzata alla richiesta di prestazioni per il diritto allo studio universitario, dalla quale emerge l’indicatore Iseeu, appartiene automaticamente alla fascia di reddito più alta per il pagamento delle tasse universitarie.

FONTE: 

 https://www.laleggepertutti.it/267956_quanto-deve-essere-lisee-per-avere-agevolazioni

CASTIGLIONE D'ADDA : RACCOLTA RIFIUTI DA APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE (RAEE) ANNO 2019

RACCOLTA RIFIUTI DA APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE (RAEE)

SI COMUNICA CHE, A PARTIRE DAL PROSSIMO 09/01/2019 PER LE UTENZE DOMESTICHE, NON SARA’ PIU’ NECESSARIO MUNIRSI DI AUTORIZZAZIONE PER IL CONFERIMENTO, AL CENTRO DI RACCOLTA RIFIUTI COMUNALE, DEI RIFIUTI DA APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE (RAEE: Frigoriferi, Congelatori Condizionatori, Lavatrici, Lavastoviglie, Asciugatrici, Tv e Monitor, Pc, Piccoli Elettrodomestici, ecc.)
LE UTENZE NON DOMESTICHE POTRANNO CONFERIRE I RAEE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SE ISCRITTE NELLA CATEGORIA 2BIS DELL’ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI COI CODICI CER 200121, 200123, 200135, 200136.
I DISTRIBUTORI DI RAEE POSSONO CONVENZIONARSI COL COMUNE TRAMITE IL PORTALE DEL CENTRO DI COORDINAMENTO RAEE.
FONTE:  http://www.comune.castiglionedadda.lo.it/2019/01/raccolta-rifiuti-da-apparecchiature-elettriche-ed-elettroniche-raee/

CASTIGLIONE D'ADDA -- AVVISO ESPLORATIVO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA PER L’AFFIDAMENTO DELL’INCARICO PROFESSIONALE PER LA REDAZIONE DELLA VARIANTE GENERALE AL VIGENTE PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO (PGT)

AVVISO ESPLORATIVO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA PER L’AFFIDAMENTO DELL’INCARICO PROFESSIONALE PER LA REDAZIONE DELLA VARIANTE GENERALE AL VIGENTE PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO (PGT)

Si allega l’avviso

Allegati

  • avviso esplorativo (9 MB)
  • FONTE:  http://www.comune.castiglionedadda.lo.it/2019/01/avviso-esplorativo-per-manifestazione-di-interesse-a-partecipare-alla-procedura-per-laffidamento-dellincarico-professionale-per-la-redazione-della-variante-generale-al-vigente-piano-del-governo-de/

lunedì 31 dicembre 2018

In pensione a 59 anni con Quota 100: ecco come sarà possibile



In pensione a 59 anni con Quota 100: ecco come sarà possibile

Il decreto su Quota 100 potrebbe contenere una forma di isopensione con la quale anticipare l’uscita dal lavoro fino a 3 anni.

In pensione a 59 anni con Quota 100: ecco come sarà possibile
Con Quota 100 ci sarà la possibilità di smettere di lavorare già a 59 anni, nonostante questa misura preveda l’accesso alla pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi. Vi starete chiedendo com’è possibile, quindi, anticipare ulteriormente l’accesso alla pensione; ve lo spiegheremo di seguito.
Come noto Quota 100 partirà nel 2019: nel dettaglio, le domande per il pensionamento potranno essere presentate già a febbraio, con le prime uscite programmate per aprile 2019.
Per la partenza di Quota 100, però, è necessario che il Governo approvi l’apposito decreto con il quale regolerà il funzionamento di Quota 100. Il testo, come anticipato da Claudio Durigon - sottosegretario al Ministero del Lavoro - sarà pronto tra il 10 e il 12 gennaio.
Nel frattempo stanno emergendo diversi dettagli sul testo del decreto su Quota 100, come ad esempio quello che prevede il pagamento ritardato del TFR/TFS per i dipendenti pubblici che faranno ricorso a questa misura.
Ma c’è un’altra novità - svelata nelle ultime ore dal Messaggero - che riguarda la possibilità per i lavoratori di smettere di lavorare con tre anni di anticipo rispetto alla maturazione dei requisiti per Quota 100, andando così in pensione a 59 anni.
Si tratta di un meccanismo simile a quello dell’isopensione, con il quale è l’azienda stessa a farsi carico dei costi necessari per anticipare la pensione dei propri dipendenti.

Quota 100, pensione anche a 59 anni: com’è possibile

Se pensavate di sapere tutto su come funziona Quota 100 vi sbagliavate: nel testo del decreto che sta preparando il Governo e che sarà approvato per la metà di gennaio, infatti, ci potrebbero essere diverse sorprese.
Una - come anticipato - è quella che prevede l’integrazione del meccanismo dell’isopensione per la Quota 100. Per chi non lo sapesse, l’isopensione è quell’incentivo introdotto dalla Legge Fornero con il quale le aziende possono liberarsi dei dipendenti in esubero pagando loro un’indennità sostitutiva per gli anni che mancano al raggiungimento della pensione. Nel dettaglio, con l’isopensione si può smettere di lavorare fino a 7 anni prima dal raggiungimento dei requisiti per la pensione.
Anche Quota 100 quindi dovrebbe prevedere una forma di isopensione, permettendo però di anticipare l’uscita dal lavoro fino ad un massimo di 3 anni. In tal caso, quindi, si potrebbe smettere di lavorare all’età di 59 anni.

Chi può andare in pensione a 59 anni con Quota 100

Come prima cosa è bene specificare che a 59 anni il lavoratore non andrebbe ufficialmente in pensione: nei tre anni che mancano al raggiungimento dei requisiti per Quota 100, infatti, il lavoratore percepirà un assegno straordinario per il sostegno del reddito.
Le norme che regolano Quota 100 prevedono dei fondi di solidarietà aziendali gestiti da associazioni di impresa e sindacati per erogare prestazioni aggiuntive nei vari settori. È proprio in questi fondi che sta il “segreto” dell’isopensione con Quota 100: in presenza di nuove assunzioni, infatti, questi enti potranno farsi carico del pensionamento anticipato dei dipendenti in esubero riconoscendo loro l’assegno straordinario nel periodo che manca alla maturazione dei requisiti specifici per accedere a Quota 100.
Ovviamente requisito fondamentale per poter accedere a questa misura è la presenza di un accordo tra il dipendente e l’impresa stessa; inoltre, l’azienda dovrebbe prevedere un piano di assunzioni per la sostituzione del personale in uscita.
Così come per l’isopensione, comunque, Quota 100 “anticipata” non avrebbe costi per lo Stato poiché, come anticipato, è l’azienda a farsi carico dell’indennità da pagare al dipendente.
Prima di concludere ricordiamo che al momento si tratta solamente di indiscrezioni visto che il testo del decreto di Quota 100 deve essere ancora ufficializzato; vedremo quindi nei prossimi giorni se effettivamente ci sarà la possibilità di anticipare ulteriormente l’uscita dal lavoro, al fine di favorire il ricambio generazionale.
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fonte; 
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