sabato 22 settembre 2018

#ServizioCivile2018: Anci Lombardia cerca 10 volontari da inserire presso i propri uffici

#ServizioCivile2018: Anci Lombardia cerca 10 volontari da inserire presso i propri uffici: Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, in data 20 agosto 2018,ha pubblicato il Bando Ordinario 2018 per la selezione dei volontari di Servizio Civile Universale.

 ANCI Lombardia ha presentato 47 progetti

 

Di Maio: reddito cittadinanza solo agli italiani. Salvini: bene

Di Maio: reddito cittadinanza solo agli italiani. Salvini: bene

 


Il ministro dell'interno promuove la proposta dell'altro vicepremier: non avevamo proprio voglia di regalare soldi ad altri


 salvini

"E' logico che la devi restringere ai cittadini italiani". Così il vicepremier, Luigi Di Maio, in collegamento dalla Cina con Radio1, rispondendo ad una domanda sulla platea del reddito di cittadinanza da inserire in manovra. "Noi abbiamo corretto questa proposta di legge anni fa. E' singolare che torni in auge una prima proposta di legge che non è che prevedeva che andasse agli stranieri" ma "non prevedeva ancora la platea, l'abbiamo scritta nel 2014 e si rivolgeva a tutti, ma è chiaro ed evidente che con i flussi migratori che ci sono in Italia è impossibile fare una misura come il reddito di cittadinanza senza sapere quale sia la platea. E' logico che la devi restringere ai cittadini italiani. La prima formula era molto vaga e aperta a questa possibilità, ma l'abbiamo corretta nel 2016". "Abbiamo accolto con grande piacere la proposta che il reddito di cittadinanza sia limitato ai cittadini italiani". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, riferendosi alla proposta avanzata dal vicepremier, Luigi Di Maio, di assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani. "Di regalare soldi ad altri non ne avevamo proprio voglia", ha concluso Salvini.
FONTE:  https://www.italiaoggi.it/news/di-maio-reddito-cittadinanza-solo-agli-italiani-salvini-bene-201809211146384212/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=tempo-reale#

venerdì 21 settembre 2018

castiglione d'adda -- AVVISO ESPLORATIVO DI MOBILITÀ VOLONTARIA ISTRUTTORE CONTABILE AMMINISTRATIVO – CATEGORIA C

Comune di Castiglione D'Adda 

AVVISO ESPLORATIVO DI MOBILITÀ VOLONTARIA ISTRUTTORE CONTABILE AMMINISTRATIVO – CATEGORIA C

È indetta una procedura esplorativa di mobilità volontaria, ai sensi dell’art. 30, comma 2-bis, del  D.Lgs. n. 165/2001, mediante valutazione di curriculum e colloquio, per l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato nel profilo professionale di “istruttore contabile amministrativo” (categoria giuridica C).

Allegati:
Avviso esplorativo mobilità
Allegato A – Domanda di ammissione  Istruttore Contabile Amministrativocat C
Allegato B – Curriculum professionale

fonte;
 http://www.comune.castiglionedadda.lo.it/2018/09/avviso-esplorativo-di-mobilita-volontaria-istruttore-contabile-amministrativo-categoria-c/

mercoledì 19 settembre 2018

telecamere e pianificazione a castiglione d'adda

19 settembre 2018
articolo tratto da la liberta' di piacenza (lodigiano) per informare i cittadini.
lista civica il progresso di castiglione

martedì 18 settembre 2018

Arriva il Codice dei diritti degli animali

Arriva il Codice dei diritti degli animali

 

All'esame della commissione affari sociali alla Camera il disegno di legge d'iniziativa della deputata Michela Brambilla istitutivo di un vero e proprio Codice per la tutela degli animali da affezione
animali domestici di varie specie
di Lucia Izzo - È stato assegnato alla XII Commissione Affari sociali alla Camera il d.d.l. (qui sotto allegato) contenente il "Codice delle disposizioni per la tutela degli animali di affezione, la prevenzione e il controllo del randagismo" d'iniziativa della deputata Michela Brambilla.

Il testo, come si legge nella relazione introduttiva, mira a colmare gli spazi vuoti della legislazione in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, stante le carenze normative manifestate in materia dalla legge-quadro 14 agosto 1991, n. 281.

Quest'ultima, secondo le intenzioni del d.d.l, andrebbe abrogata e sostituta da una disciplina completa, organica e innovativa atta a regolamentare la materia, soprattutto alla luce della situazione "allarmante" in Italia che vede canili pubblici e privati sovraffollati, condizioni igienico-sanitarie carenti, adozioni e acquisti effettuati senza le necessarie attenzioni e, quindi, aumento degli abbandoni, favoriti anche da una generale difficoltà di accesso nei luoghi pubblici con un cane.

  1. Arriva il codice che tutela gli animali
  2. Doveri e compiti del responsabile di animali di affezione
  3. L'Anagrafe regionale degli animali di affezione
  4. Soccorso di animali: il 118 veterinario
  5. Cani pericolosi
  6. Rifugi, canili e gattili sanitari
  7. Detenzione per finalità economiche, mostre e manifestazioni
  8. Parchi pubblici e giardini: accesso ai cani sempre consentito
  9. Prestazioni medico-veterinarie gratuite
  10. Divieti e sanzioni

Arriva il codice che tutela gli animali

Il provvedimento rappresenta un vero e proprio codice destinato alla tutela degli animali e del loro benessere, di cui lo Stato si farebbe primo garante, riconoscendo altresì agli enti locali e agli organi di polizia una serie di compiti importanti.

Il testo si compone di 11 capi che, oltre a sancire i principi, le finalità e le competenze in materia, si occupano, nel dettaglio, della prevenzione delle morsicature e delle aggressioni, delle strutture di ricovero, delle attività con gli animali d'affezione, delle misure generali di tutela e di quelle speciali contro gli avvelenamenti, delle prestazioni veterinarie e delle detrazioni fiscali, nonché degli organi di vigilanza e delle disposizioni sanzionatorie.

In particolare, il testo distingue ed elenca con precisione i compiti spettanti in materia al Ministero della Salute, seguito dalle competenze dei Comuni e delle Aziende Sanitarie Locali. In particolare, i Comuni sarebbero tenuti, tra le altre cose, a istituire un ufficio per i diritti degli animali e ad approvare un regolamento sulla tutela degli animali.

Alle ASL, che dovrebbero istitutore nell'ambito del servizio veterinario un'apposita unità organizzativa, rimarrebbero devoluti i compiti circa la gestione dell'anagrafe canina e felice, il recupero degli animali vaganti, controllo sanitario e sterilizzazione degli animali, ecc.

Doveri e compiti del responsabile di animali di affezione

Particolare attenzione è posta dalla proposta di legge sul padrone dell'animale: chi detiene a qualsiasi titolo un animale di affezione, si legge nel testo, è responsabile della sua salute e del suo benessere, deve fornirgli adeguate cure e attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici secondo l'età, il sesso, la specie e
la razza.

Questi dovrà, altresì, provvedere a far identificare l'animale e a farlo registrare all'anagrafe degli animali di affezione entro i termini previsti (e comunque prima della cessione a qualsiasi titolo). Molti, inoltre, sono le misure minime da seguire, anche laddove si intenda affidare l'animale ad altri.

È inoltre stabilito che chiunque rinvenga animali randagi o vaganti sia tenuto a comunicarlo tempestivamente al servizio veterinario ufficiale e alla polizia locale. Prevista, ancora, la possibilità di consegnare animali vaganti in situazione di abbandono o pericolo, anche se feriti o malati ai canili o gattili sanitari.

L'Anagrafe regionale degli animali di affezione

Cani e gatti di proprietà pubblica o privata, secondo le disposizioni del d.d.l., dovranno essere identificati in maniera univoca mediante inoculazione sottocutanea di un microchip e contestualmente iscritti nell'anagrafe degli animali di affezione.

Gli adempimenti dovranno essere effettuati dal servizio veterinario ufficiale o dai veterinari liberi professionisti: questi rilasceranno un certificato di iscrizione che accompagnerà l'animale in tutti i trasferimenti di proprietà, denominato "carta d'identità dell'animale di affezione".

Il microchip di identificazione potrà essere prodotto e commercializzato unicamente da soggetti iscritti
all'apposito registro istituito presso il Ministero della salute.

Soccorso di animali: il 118 veterinario

Il testo andrebbe anche ad istituire il c.d. 118 veterinario tramite il quale è assicurato il servizio di pronto soccorso veterinario con reperibilità festiva e notturna, con compiti di gestione emergenze o urgenze e autorizzazione alla cattura di animali su indicazione anche dei cittadini.

Cani pericolosi

Il d.d.l. ritiene che debbano essere considerati cani pericolosi i cani che, senza alcuna provocazione o pericolo, mordono in maniera determinata persone o altri cani palesemente sottomessi, determinano la morte o ferite tali da richiedere cinque punti di sutura o un intervento chirurgico.

Parametri che non troverebbero applicazione per i cani in dotazione alle forze dell'ordine, detenuti presso canili o che abbiano commesso aggressioni per esservi stati costretti dalla necessità di difendere la proprietà privata o il proprietario da un pericolo attuale, nonché quelli costretti in quanto vittime di una delle fattispecie di reato previste dalla legge 20 luglio 2004, n. 189.

All'uopo si prevede la possibilità di segnalare al servizio veterinario ufficiale le morsicature e le aggressioni di cani. L'ufficio sottoporrà poi a controllo i cani responsabili prendendo una serie di provvedimenti in caso di rilevazione del rischio elevato, tra cui anche la possibilità di un intervento di recupero comportamentale dell'animale e formativo del proprietario.

Rifugi, canili e gattili sanitari

Il testo individua e dettaglia la normativa in materia di canili e gattili sanitari, luoghi che devono essere adeguati alle esigenze etologiche e fisiologiche degli animali ospitati così come i rifuti, ovvero canili pubblici o privati convenzionati che hanno come scopo principale le adozioni.

Per i comuni di piccole dimensioni si stabilisce la possibilità di ottemperare alle disposizioni della legge anche attraverso il c.d. microcanile o microgattile, ovvero altra struttura gestita da un'associazione animalista destinata a ospitare un numero massimo di trenta cani e trenta gatti.

Il testo offre anche una dettagliata disciplina relativamente a gatti liberi, colonie feline e gattili chiarendo che i gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è vietato a chiunque maltrattarli o allontanarli dal loro habitat.

Anche questi saranno soggetti a identificazione e iscrizione all'anagrafe felina e dovranno essere sterilizzati, curati e vaccinati dal servizio veterinario ufficiale e reinseriti nella loro colonia di provenienza e nel loro habitat originario.

Il testo contiene inoltre disposizioni per l'istituzione, da parte dei Comuni, di cimiteri e servizi di cremazione per animali di affezione.

Detenzione per finalità economiche, mostre e manifestazioni

Il testo non omette di regolamentare le attività concernenti la vendita, l'allevamento, l'introduzione da Paesi dell'Unione europea nonché da altri Paesi e la custodia di animali. Si stabilisce il divieto di vendita dei cani negli esercizi commerciali, nonché la detenzione di animali in conto vendita nonché l'esposizione di animali nelle vetrine o all'esterno del punto di vendita.

Il testo andrebbe a vietare, inoltre, fiere e manifestazioni itineranti aventi a oggetto animali. Le mostre di animali, le esposizioni, i concorsi, le prove e le gare, che prevedono la presenza di animali di affezione, invece, potranno svolgersi solo previa acquisizione del nulla osta rilasciato dal servizio veterinario ufficiale. Sarebbe, altresì, vietato l'impiego di animali di affezione come richiamo del pubblico per esercizi commerciali, mostre e circhi nonché in spettacoli ambulanti o di strada.

Parchi pubblici e giardini: accesso ai cani sempre consentito

Ai cani sorvegliati dal detentore il testo consentirebbe l'accesso a tutte le aree pubbliche o di uso pubblico, compresi parchi, giardini, aree verdi e spiagge. In tali luoghi dovranno essere tenuti con guinzaglio, mentre nelle aree appositamente attrezzati potranno muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori.

Anche nei locali pubblici, aperti al pubblico e sui mezzi di trasporto pubblici e privati, l'accesso con il cane sarebbe sempre consentito. I cani a rischio potenziale elevato, rilevato da parte del servizio veterinario ufficiale, dovranno però essere sempre condotti con guinzaglio e museruola.

Prestazioni medico-veterinarie gratuite

Il d.d.l stabilisce per una serie di animali il diritto a prestazioni medico veterinarie gratuite, erogate dalle aziende sanitarie local: si tratta, ad esempio, dei cani e dei gatti presso i canili e gattili sanitari, dei gatti appartenenti alle colonie feline, dei cani adibiti alla guida dei ciechi o degli animali destinati alla pet therapy e alla riabilitazione.

Invece, i proprietari di cani e gatti che rientrano in determinate situazioni reddituali o sociali, avrebbero diritto all'erogazione di prestazioni veterinarie di base.

Divieti e sanzioni

Molto dettagliata e articolata è anche la parte che il d.d.l riserva all'elencazione dei divieti e delle sanzioni per i trasgressori. In particolare, i divieti avrebbero lo scopo di garantire la tutela della salute, l'incolumità pubblica e il benessere degli animali.

Tra questi spiccano la detenzione e l'utilizzo degli animali per pratiche di accattonaggio, l'affidamento degli stessi a minori di età o interdetti, il lasciare l'animale incustodito in luogo pubblico o aperto al pubblico, effettuare incroci tra razze o addestrare cani per esaltarne l'aggressività, vendere animali attraverso la rete internet, giornali o riviste e molti altri.

Espressamente previsto è anche il divieto di utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche, metalli o materiale esplosivo

Numerose anche le sanzioni che, nei diversi casi, potrebbero costare al responsabile dell'animale e ai trasgressori, multe sostanziose, la reclusione e addirittura la confisca dell'animale.
Scarica il testo del Codice dei diritti degli animali 

fonte;  https://www.studiocataldi.it/articoli/31845-arriva-il-codice-dei-diritti-degli-animali.asp

Al via le gare telematiche nella PA dal 18 ottobre 2018

Al via le gare telematiche nella PA

 

A partire dal 18 ottobre prossimo tutte la gare effettuate dalla PA dovranno essere svolte su piattaforme elettroniche di negoziazione così come previsto dall'art. 40 del nuovo Codice dei Contrattid.
uomo che unisce le mani simbolo della rete telematica
di Marco Terrei - La nuova disposizione posta a garanzia della trasparenza nella materia degli appalti obbliga tutte le amministrazioni, dai comuni ai ministeri, ad effettuare qualunque tipo di gara attraverso un sistema informatizzato grazie al quale tutte le fasi della gara avverranno in maniera elettronica, come oramai accade da molti anni sulla piattaforma del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, MePA appunto, gestita da CONSIP S.P.A. del Ministero delle Finanze.
Vai alla guida MePA

Segretezza e trasparenza sul modello MePA

Con la nuova procedura l'invio dei plichi e di tutta la documentazione, da parte degli operatori economici, a comprova del possesso dei requisiti avverrà all'interno di un sistema computerizzato il quale garantirà la segretezza dei nominativi dei partecipanti, del numero dei partecipanti e del contenuto di tutta la documentazione di gara.
Tutte le sedute di gara avverranno telematicamente fatto questo che permetterà ad ogni operatore di seguire le varie fasi della gara stando tranquillamente nel proprio ufficio.

Risparmio e smaterializzazione come nuovo paradigma della PA

Senza ombra di dubbio questo cambiamento porterà un risparmio di tempo e di denaro, sia da parte della Pubblica Amministrazione che da parte degli Operatori Economici, per effetto della smaterializzazione dei documenti, inoltre aumenterà la sicurezza delle procedure per mezzo della tracciabilità dei flussi documentali e la segretezza del contenuto dei plichi – soprattutto per quanto riguarda le offerte economiche presentate dai concorrenti o dai ribassi - che, come appena accennato, verranno gestiti da un soggetto terzo.
La nuova prassi imposta dalla legge ci dice che non sarà sufficiente inviare/ricevere il materiale via PEC perché, stabilisce l'art.52 del Codice che, "In tutte le comunicazioni, gli scambi e l'archiviazione di informazioni, le stazioni appaltanti garantiscono che l'integrità dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di partecipazione siano mantenute. Esse esaminano il contenuto delle offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo la scadenza del termine stabilito per la loro presentazione".
Trasparenza, integrità, riservatezza e semplificazione sono le parole chiave delle nuove disposizioni che discendono direttamente dalla Direttiva 2014/24/UE la quale già all'interno dei considerando, norme introduttive dell'intero articolato, sostiene che "I mezzi elettronici di informazione e comunicazione possono semplificare notevolmente la pubblicazione degli appalti e accrescere l'efficacia e la trasparenza delle procedure di appalto" e poco oltre prosegue affermando che "Dovrebbero diventare la norma per la comunicazione e lo scambio di informazioni nel corso delle procedure di appalto in quanto aumentano enormemente le possibilità degli operatori economici di partecipare a procedure d'appalto nell'ambito del mercato interno" e conclude suggerendo di inserire l'obbligo per tutte le pubbliche amministrazione le quali "A tal fine, è opportuno introdurre l'obbligo […] della comunicazione integralmente elettronica, ossia la comunicazione tramite strumenti elettronici, in tutte le fasi della procedura, compresa la trasmissione di richieste di partecipazione e, in particolare, la presentazione (trasmissione per via elettronica) delle offerte".

L'informatica per un recupero della fiducia dei cittadini

Da qualche anno oramai la Pubblica Amministrazione è al centro di un processo di rinnovamento che da un lato si è reso necessario per ridare fiducia alla cittadinanza nei riguardi dello Stato ed al fine superare le vicende di corruzione che hanno caratterizzato il complesso delle amministrazioni centrali e periferiche. Inoltre i costi sempre maggiori della macchina amministrativa hanno visto un interesse crescente dei diversi governi impegnati nella ricerca di strategie volte al contenimento di queste spese; la Spending Review, appunto.
Tale strumento porterà sicuramente al raggiungimento di questo risultato.
fonte;  https://www.studiocataldi.it/articoli/31810-al-via-le-gare-telematiche-nella-pa.asp

lunedì 17 settembre 2018

il ministro dell'interno in visita all'hotel House di Porto recanati (macerata) video

https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/674200072999084/UzpfSTE2MzAyMTc2NDc6MTAyMTQ5ODc5MDAzNjQyMDg/

fonte facebook : di matteo salvini 

matteo salvini Ora in sopralluogo all’Hotel House di Porto Recanati (Macerata), dove da anni regnano degrado e abusivismo.

giudicate voi se le cose devono funzionare in questo modo!



Lodi, il sindaco ai cittadini non Ue: "Prestazioni sociali? Servono documenti"




Lodi, il sindaco ai cittadini non Ue: "Prestazioni sociali? Servono documenti"

"La normativa impone di concedere agevolazioni solo a chi è in grado di produrre la documentazione necessaria, e questo vale per tutti, italiani e non"

 Lodi, il sindaco ai cittadini non Ue: "Prestazioni sociali? Servono documenti"

A margine della manifestazione che venerdì pomeriggio si è svolta in Piazza Broletto, il sindaco Sara Casanova ha ricevuto alcuni rappresentanti delle famiglie cittadine di Paesi non europei che chiedono di accedere alle prestazioni sociali agevolate del Comune di Lodi e ha spiegato la posizione dell’amministrazione.
“Giustamente la normativa impone di concedere agevolazioni sulle prestazioni sociali solo a chi è in grado di produrre la documentazione necessaria a certificare il proprio reddito e il proprio patrimonio, e questo vale per tutti, italiani e non. Per i cittadini non europei questa documentazione deve essere reperita nei Paesi d’origine. La legge italiana non ammette autocertificazioni, del resto come si potrebbe verificarne la veridicità? Noi non neghiamo a nessuno i servizi - che sono accessori e non obbligatori (asilo nido, mensa, scuolabus, pre e post scuola) - ma chi non presenta le certificazioni indicate pagherà la fascia massima delle tariffe previste, qualora decidesse di usufruirne. Si tratta di una libera scelta delle famiglie e non di un obbligo.
Il Comune, in assenza di documenti, non ha modo di conoscere quali redditi e beni i cittadini stranieri possiedano all’estero. Solo applicando il regolamento, che rispecchia la normativa nazionale e le direttive regionali, sarà quindi garantito un uguale trattamento per tutti e un aiuto concreto a chi ne ha realmente bisogno. Venerdì ho incontrato una delegazione di manifestanti che mi ha presentato le proprie ragioni. Da parte mia ho ribadito che non si può derogare all’applicazione della legge italiana e che quindi il Regolamento comunale per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate rimarrà in vigore per l’anno scolastico in corso, anche nel rispetto di un provvedimento votato a maggioranza in Consiglio comunale.
Ricordo infine che mandare i figli a scuola è un obbligo e impedire la frequenza a dei minori per protesta è grave: le scelte dei genitori non possono e non devono incidere sui diritti dei figli. Le opposizioni, andando in piazza e avallando strumentalmente questa scelta palesano la loro totale irresponsabilità politica”.
fonte: http://www.affaritaliani.it/milano/lodi-cambia-regolamento-per-l-accesso-alle-prestazioni-sociali-agevolate-560486.html

Festa dell'albero e progetto filari

Festa dell'albero e progetto filari

Anche quest'anno il Parco Adda Sud mette gratuitamente a disposizione di comuni, scuole, associazioni e privati cittadini alberi e arbusti autoctoni da mettere a dimora in aree ubicate all'interno del territorio del Parco.
Per richiede le piante occorre compilare il modulo allegato, indicando il numero e le specie desiderate, e spedirlo via mail o consegnarlo direttamente presso gli uffici del Parco entro il 15 settembre.
La fornitura è gratuita (con il solo costo a carico dei richiedenti delle operazioni di trasporto dai piantonai del Parco alla loro destinazione definitiva) e dovrà avvenire indicativamente tra il 1° di dicembre 2018 e la fine di febbraio 2019.

Sportello Telematico dei Parchi Adda e Serio

Sportello Telematico dei Parchi Adda e Serio

I Parchi Adda Nord, Adda Sud e del Serio hanno attivato uno Sportello Telematico polifunzionale che permette di inviare pratiche, richieste e segnalazioni in qualunque momento della giornata e comodamente da casa o dall'ufficio: il portale, già attivo, permette di compilare appositi moduli che possono essere firmati digitalmente e inviati online. La pratica presentata digitalmente ha lo stesso valore legale di una cartacea.
Si informa che, con decorrenza dal giorno 04/06/2018, le istanze gestite da tale sportello dovranno essere inviate esclusivamente tramite lo sportello telematico.
Gli uffici del Parco sono a diposizione per dare informazioni e/o assistenza nell'inserimento delle istanze.
Per le restanti richieste non contemplate nello sportello telematico, sino a quando non saranno implementate nel predetto nuovo portale, sono reperibili nella sezione "MODULISTICA" del sito istituzionale del Parco e potranno essere inviate tramite PEC, e-mail, spedite o consegnate direttamente presso l'Ufficio Protocollo dell'Ente.
Allegati:
Accedi a questo URL (/portale/images/pdf/manuale_operativo_sportello_telematico.pdf)Manuale operativo Sportello Telematico[ ]

progetto train agro a castiglione d'adda nella sede del parco adda sud


Progetto Train Agro


Venerdì 21 settembre, dalle 9:30 alle 13:00, presso il Centro Visite di Castiglione d'Adda, si terrà il primo incontro informativo nell'ambito del progetto Train Agro che avrà come tema "Sistemi a supporto delle decisioni: la valutazione e gestione dei dati".

File allegati :
Programma
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Venerdì 21 settembre, dalle 9:30 alle 13:00, presso il Centro Visite di Castiglione d'Adda, si terrà il primo incontro informativo nell'ambito del progetto Train Agro che avrà come tema "Sistemi a supporto delle decisioni: la valutazione e gestione dei dati".
La mattinata di lavori servirà ad illustrare le diverse fonti informative a disposizione di agricoltori e tecnici sull'uso sostenibile dei fitofarmaci, sottolineando in particolare l'utilità delle informazioni raccolte e messe a disposizione dai vari organismi pubblici e privati.
In allegato il programma provvisorio dell'incontro.
Per i dettagli si rimanda al sito del progetto.
Allegati:
Accedi a questo URL (/portale/images/news/trainagro-21-settembre.pdf)Programma[ ]

 http://www.trainagro.it/2018/09/04/primo-incontro-informativo-del-progetto-train-agro/

domenica 16 settembre 2018

Pensione quota 41 e 6 mesi

14 settembre 2018 | Autore:
 
https://www.laleggepertutti.it/238064_pensione-quota-41-e-6-mesi






> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 settembre 2018



Pensione anticipata con 41 anni e 6 mesi di contributi per tutti: nuova proposta per la riforma delle pensioni.
Mentre si riflette sull’introduzione della pensione quota 100, con o senza limiti legati all’età e alla contribuzione, riservata ad alcune categorie o meno, ricalcolata col sistema misto o contributivo, spunta una nuova ipotesi: la pensione quota 41 e 6 mesi. Con questo nuovo tipo di pensione, l’uscita dal lavoro potrebbe essere raggiunta senza alcun limite di età, solo con 41 anni e 6 mesi di contribuzione. Il termine quota, che indica la somma di anni di età e di contributi, effettivamente in quest’ipotesi è usato in modo improprio, in quanto ci si riferisce ai soli anni di contribuzione: tra l’altro, trasformando i contributi in quota, si sarebbe dovuto utilizzare il nome 41,5, in quanto le mensilità devono essere trasformate in decimi, ai fini delle quote. Ma lasciamo perdere queste sottigliezze e cerchiamo di capire come potrebbe funzionare la pensione quota 41 e 6 mesi.

La nuova proposta di pensione a 41 anni e 6 mesi

Il funzionamento della pensione quota 41 anni e 6 mesi sarebbe piuttosto semplice: il trattamento potrebbe essere ottenuto con soli 41 anni e 6 mesi di contribuzione, senza limiti di età, e senza limiti legati alla categoria di appartenenza.
In pratica, si amplierebbe notevolmente la platea dei destinatari dell’attuale pensione quota 41: ad oggi, infatti, esiste già un trattamento che può essere raggiunto col possesso di 41 anni di contributi, ma è riservato a determinate categorie di lavoratori precoci. Il requisito contributivo richiesto aumenterà poi di 5 mesi dal 2019.
La nuova quota 41 anni e 6 mesi, pur prevedendo solo un mese in più nel requisito contributivo richiesto, sarebbe però aperta a tutti i lavoratori, a prescindere dalla categoria di appartenenza e dal possesso del requisito di lavoratore precoce.

Come funziona il calcolo della pensione quota 41 e 6 mesi?

Per arginare il grande numero di lavoratori che potrebbero pensionarsi con la quota 41 e 6 mesi, e rendere sostenibile questa nuova possibilità, potrebbe essere ipotizzato sia il ricalcolo contributivo delle sole annualità di pensione dal 1996 in poi (in pratica, si potrebbe ipotizzare il calcolo misto anche per chi avrebbe diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011), sia il ricalcolo contributivo integrale.
Il sistema di calcolo contributivo risulta penalizzante, nella maggioranza dei casi, in quanto a differenza del calcolo retributivo non si basa sugli ultimi redditi o stipendi (di solito i migliori nell’arco della vita lavorativa), ma sui contributi versati. Inoltre, le rivalutazioni dei contributi sono più basse rispetto a quelle applicate ai redditi nel calcolo retributivo.
Per capire meglio le differenze di calcolo del trattamento: Come si calcola la pensione.

Come funziona la pensione quota 41?

L’attuale pensione quota 41 è riservata a particolari categorie di lavoratori precoci. Nello specifico, per maturare il trattamento è necessario:
essere lavoratori precoci, cioè possedere almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età;
essere iscritti a una forma di previdenza obbligatoria prima del 1996;
appartenere a una delle seguenti categorie:
  •  lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo) e che non si siano rioccupati, o siano stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; possono accedere alla misura, dal 2018, anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • pescatori;
    • lavoratori marittimi;
    • operai agricoli;
    • operai degli impianti siderurgici;
  • addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni
Sarà possibile estendere questa pensione agevolata a tutti? La fattibilità dell’intervento sarà valutata a breve.