giovedì 14 dicembre 2017

Perché riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele genera così tante polemiche

https://www.idealista.it/news/immobiliare/internazionale/2017/12/14/124772-perche-riconoscere-gerusalemme-come-capitale-di-israele-genera-cosi-tante


Autore: Carlos Salas (collaboratore di idealista news)


La cosiddetta Città Santa è rovente. La dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con cui ha affermato che riconosce Gerusalemme come capitale di Israele e che sposterà lì l’ambasciata Usa, ha acceso un incendio... sopito per anni e secoli.
Questa settimana, Trump ha annunciato che stava trasferendo il quartier generale della sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Vediamo perché questa decisione è così controversa.
Città sacra. Per cominciare, Gerusalemme è una città sacra per tre importanti religioni monoteistiche nel mondo. Per i cristiani, perché c’è la Basilica del Santo Sepolcro, dove si trova la tomba di Gesù, anche se vuota. Gesù è stato crocifisso là vicino sul monte Golgota. Per gli ebrei, perché il Muro del Pianto è ciò che rimane del Tempio di David. E per i musulmani, perché c’è la spianata delle moschee, dove si trova la moschea di Al Aqsa. In quella moschea c’è la Cupola della Roccia, dove il profeta Maometto ha pregato ed è salito al cielo. Riconoscere la supremazia diplomatica di Israele su Gerusalemme porta sconvolgimenti in particolare tra la comunità araba.
Città divisa. Gli ebrei sono stati espulsi dai Romani da Gerusalemme nell’anno 70 dopo Cristo. Da allora, la città è stata in territorio palestinese che è stato successivamente romano, ottomano, cristiano (dai crociati), britannico e controllato dalle Nazioni Unite (Onu). Nel 1948 gli ebrei sono riusciti a far dichiarare quel territorio Stato di Israele. La capitale era divisa da una linea verde: una metà era nel territorio di Israele e l’altra metà nel territorio palestinese. La decisione di Trump rompe questo status quo.
Israele. Nel 1980 il governo israeliano ha dichiarato che Gerusalemme sarebbe stata la capitale del Paese, mentre i palestinesi hanno affermato che Gerusalemme Est sarebbe stata la sede del loro governo (non vi è alcun riconoscimento della Palestina come Stato). In ogni caso, l’Onu non ha riconosciuto la dichiarazione di Israele. Ma ora Trump rompe anche la decisione dell’Onu.
Ambasciate. Finora non ci sono ambasciate di nessun Paese a Gerusalemme. Ma con l’annuncio di Trump, verrà aperta la prima ambasciata. Gli Stati Uniti avevano solo un consolato a Gerusalemme, ma un consolato è una rappresentazione minore di un Paese, e in effetti ci sono i consolati di Francia e Gran Bretagna. L’ambasciata americana era a Tel Aviv, dove ci sono ambasciate di altri 85 Paesi. Israele ha cercato di convincere gli Stati Uniti ad aprire un’ambasciata a Gerusalemme e nel 1989 ha dato agli Usa un pezzo di terra per 99 anni a 1 dollaro. Terreno che gli Stati Uniti non ha mai usato.
Conseguenze. Le prime conseguenze saranno diplomatiche. L’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, ha affermato che il riconoscimento dello Stato di Israele è ora più lontano. I Paesi arabi, che sostengono sempre i palestinesi, hanno espresso la loro insoddisfazione. Ciò può avere conseguenze non solo diplomatiche. Potrebbe accrescersi l’odio verso la prima potenza economica e militare del pianeta.
Popolazione. Circa 850.000 persone vivono a Gerusalemme: il 37% è di origine araba e il 61% è ebreo. Tra gli ebrei ci sono 200.000 ultraortodossi. Il resto sono ebrei sionisti ed ebrei non praticanti. Tra gli arabi, il 96% è musulmano; e l’altro 4% è cristiano, di credenze diverse. I palestinesi vivono a Gerusalemme Est.

art.tratto da idealista.it
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 utore: Carlos Salas (collaboratore di idealista news)
La cosiddetta Città Santa è rovente. La dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con cui ha affermato che riconosce Gerusalemme come capitale di Israele e che sposterà lì l’ambasciata Usa, ha acceso un incendio... sopito per anni e secoli.
Questa settimana, Trump ha annunciato che stava trasferendo il quartier generale della sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Vediamo perché questa decisione è così controversa.
Città sacra. Per cominciare, Gerusalemme è una città sacra per tre importanti religioni monoteistiche nel mondo. Per i cristiani, perché c’è la Basilica del Santo Sepolcro, dove si trova la tomba di Gesù, anche se vuota. Gesù è stato crocifisso là vicino sul monte Golgota. Per gli ebrei, perché il Muro del Pianto è ciò che rimane del Tempio di David. E per i musulmani, perché c’è la spianata delle moschee, dove si trova la moschea di Al Aqsa. In quella moschea c’è la Cupola della Roccia, dove il profeta Maometto ha pregato ed è salito al cielo. Riconoscere la supremazia diplomatica di Israele su Gerusalemme porta sconvolgimenti in particolare tra la comunità araba.
Città divisa. Gli ebrei sono stati espulsi dai Romani da Gerusalemme nell’anno 70 dopo Cristo. Da allora, la città è stata in territorio palestinese che è stato successivamente romano, ottomano, cristiano (dai crociati), britannico e controllato dalle Nazioni Unite (Onu). Nel 1948 gli ebrei sono riusciti a far dichiarare quel territorio Stato di Israele. La capitale era divisa da una linea verde: una metà era nel territorio di Israele e l’altra metà nel territorio palestinese. La decisione di Trump rompe questo status quo.
Israele. Nel 1980 il governo israeliano ha dichiarato che Gerusalemme sarebbe stata la capitale del Paese, mentre i palestinesi hanno affermato che Gerusalemme Est sarebbe stata la sede del loro governo (non vi è alcun riconoscimento della Palestina come Stato). In ogni caso, l’Onu non ha riconosciuto la dichiarazione di Israele. Ma ora Trump rompe anche la decisione dell’Onu.
Ambasciate. Finora non ci sono ambasciate di nessun Paese a Gerusalemme. Ma con l’annuncio di Trump, verrà aperta la prima ambasciata. Gli Stati Uniti avevano solo un consolato a Gerusalemme, ma un consolato è una rappresentazione minore di un Paese, e in effetti ci sono i consolati di Francia e Gran Bretagna. L’ambasciata americana era a Tel Aviv, dove ci sono ambasciate di altri 85 Paesi. Israele ha cercato di convincere gli Stati Uniti ad aprire un’ambasciata a Gerusalemme e nel 1989 ha dato agli Usa un pezzo di terra per 99 anni a 1 dollaro. Terreno che gli Stati Uniti non ha mai usato.
Conseguenze. Le prime conseguenze saranno diplomatiche. L’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, ha affermato che il riconoscimento dello Stato di Israele è ora più lontano. I Paesi arabi, che sostengono sempre i palestinesi, hanno espresso la loro insoddisfazione. Ciò può avere conseguenze non solo diplomatiche. Potrebbe accrescersi l’odio verso la prima potenza economica e militare del pianeta.
Popolazione. Circa 850.000 persone vivono a Gerusalemme: il 37% è di origine araba e il 61% è ebreo. Tra gli ebrei ci sono 200.000 ultraortodossi. Il resto sono ebrei sionisti ed ebrei non praticanti. Tra gli arabi, il 96% è musulmano; e l’altro 4% è cristiano, di credenze diverse. I palestinesi vivono a Gerusalemme Est.


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