martedì 18 dicembre 2018

Riforma delle pensioni, Quota 100 è salva

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Riforma delle pensioni, Quota 100 è salva: niente paletti nonostante i 2 miliardi in meno

Nel vertice di Palazzo Chigi raggiunto l’accordo per la Legge di Bilancio: deficit al 2,04%, 2 miliardi in meno per Quota 100 ma non ci saranno grossi cambiamenti.

Riforma delle pensioni, Quota 100 è salva: niente paletti nonostante i 2 miliardi in meno
La riforma delle pensioni è “salva” o almeno questo è quello che dice il Governo.
La decisione definitiva è stata presa nel vertice di Palazzo Chigi al quale hanno preso parte, oltre ai due Vicepremier Salvini e Di Maio, i principali vertici politici dell’economia: il Ministro dell’Economia e delle Finanza Giovanni Tria, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e i sottosegretari all’Economia Laura Castelli (M5S) e Massimo Garavaglia (Lega).
Un vertice denso di tensione ed aspettative dal momento che si è discusso degli aspetti più delicati della Legge di Bilancio tra i quali Quota 100 e reddito di cittadinanza.
Dopo il vertice, durato quattro ore, fonti interne a Palazzo Chigi hanno annunciato che c’è il massimo accordo tra il Presidente del Consiglio e i Vicepremier “per la proposta da mandare a Bruxelles”. Il deficit previsto, quindi, scende dal 2,4% al 2,04% del PIL, con la manovra finanziaria quindi che dovrà rinunciare a circa 7 miliardi di euro rispetto a quanto previsto inizialmente.
Nonostante il taglio di risorse, però, sia Di Maio che Salvini hanno annunciato che “tutti gli impegni del contratto di Governo saranno rispettati”, confermando di fatto sia la riforma delle pensioni che l’introduzione del reddito di cittadinanza dai quali, però, saranno tagliati 2 miliardi di euro.
Adesso l’ultima parola spetta all’UE, visto che non è detto che ci sia il benestare per un deficit al 2,04%, specialmente in caso di conferma di Quota 100; è proprio su questa misura, infatti, che si fondano le maggiori resistenze dell’UE sulla Legge di Bilancio.

Cosa prevede l’accordo Salvini-Di Maio-Conte

I maggiori esponenti del Governo hanno dichiarato che nonostante il passaggio da un deficit al 2,4% al 2,04% non ci saranno grossi stravolgimenti nella manovra finanziaria visto che tra le pieghe di bilancio sono state individuate le risorse per assicurare le coperture dei vari provvedimenti, evitando così da una parte la procedura d’infrazione e dall’altra il dover rinunciare a Quota 100 e al reddito di cittadinanza.
Nel dettaglio, l’intesa raggiunta nella notte a Palazzo Chigi prevede la conferma di Quota 100 e del reddito di cittadinanza, i quali costeranno 2 miliardi di euro in meno rispetto a quanto preventivato inizialmente.
Ma non ci saranno stravolgimenti per queste due misure: ad esempio, per il reddito di cittadinanza si è passato da 8 miliardi di euro a 6,1 miliardi dal momento che il costo si spalma su 9 mesi (si presume che questa misura partirà a marzo). Inoltre, si presume che a farne domanda sarà il 90% dei beneficiari.
È stato raggiunto poi l’accordo sull’ecotassa che sarà solamente per le auto di lusso; ne sono escluse quindi le utilitarie, per la soddisfazione di tutti. Sempre per l’automotive sarà introdotto un bonus - fino a 6mila euro - per chi acquista auto non inquinanti.
Per quanto riguarda le pensioni, invece, confermato il taglio alle pensioni d’oro fino al 40%, con le risorse recuperate che saranno reindirizzate all’aumento delle pensioni minime e degli assegni di invalidità.
Ma torniamo a parlare di Quota 100, facendo chiarezza su come il Governo ha pensato di reperire i 2 miliardi di euro rispetto ai 6,7 miliardi inizialmente stanziati con la Legge di Bilancio.

Cosa cambia di Quota 100

Così come per il reddito di cittadinanza non ci dovrebbero essere grossi cambiamenti per Quota 100 nonostante il costo sia sceso da 6,7 miliardi a 4,7 miliardi di euro.
Nessuna riduzione o paletto, bensì il Governo ha stimato che per il 2019 a presentare a richiesta per andare in pensione con Quota 100 sarà solamente l’85% dei beneficiari; a questo si somma il fatto che - come per il reddito di cittadinanza - la misura è spalmata su 9 mesi e non su 12 visto che la prima finestra di accesso dovrebbe essere prevista ad aprile.
Quindi i requisiti per Quota 100 dovrebbero rimanere gli stessi: 38 anni di contributi e un’età anagrafica pari almeno a 62 anni. Requisiti che potranno essere maturati in ogni momento, quindi senza alcuna scadenza al 31 dicembre 2018 come emerso nei giorni scorsi.
Quota 100 costerà inevitabilmente di più nel 2020 e 2021, per questo motivo sono stati stanziati rispettivamente 8 e 7 miliardi di euro per i prossimi anni. La riforma delle pensioni, però, farà solamente il primo passo con Quota 100 dal momento che questa misura sarà prevista solamente per tre anni: dopodiché il Governo si impegna ad estendere Quota 41 a tutti i lavoratori, consentendo l’uscita anticipata dopo 41 anni di lavoro.
Come anticipato per la conferma di tutto ciò bisognerà attendere il parere di Bruxelles sulla proposta che a breve gli verrà consegnata dall’Italia. A tal proposito Matteo Salvini ha dichiarato:
Nelle prossime ore ci sarà la cartina di tornasole. Scopriremo se a Bruxelles hanno voglia di costruire e portano rispetto o se invece prevale il pregiudizio, verso un un governo dell’imprevisto.

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