lunedì 11 luglio 2011

Castiglione, bimbo di 8 anni travolto sulla ciclabile

Aggiornamento ore 11 lunedì 11 luglio
E’ ricoverato nel reparto di neurorianimazione dell’ospedale Niguarda, il piccolo di otto anni Claudio Michelini investito ieri intorno alle 19.30 sulla provinciale 26 a Castiglione. I genitori Antonio e Cinzia hanno trascorso la nottata al suo fianco, telefonini spenti, stretti nel dolore. Rintracciarli è stato perciò fino adesso impossibile e proprio per questo Davide e Agnese Seveso, la coppia che si trovava ieri in compagnia della famiglia Michelini quando è successo l’incidente, stanno raggiungendo in questi minuti il nosocomio milanese per apprendere di persona qual è il quadro clinico di Claudio.
Su un altro fronte, in caserma a Codogno, vanno avanti le indagini per chiarire la dinamica di quel che è successo. Il conducente della Peugeot che ha travolto il bambino di Castiglione, un 38enne italiano della Bassa, è stato tratto in arresto subito ieri a Codogno. Sottoposto all’etilometro è risultato positivo, non sbagliavano gli automobilisti che l’hanno visto avanzare al volante della sua auto dopo l’investimento: l’uomo era ubriaco. Dovrà rispondere di omissione di soccorso con l’aggravante della guida in stato d’ebbrezza.
Ore 22 di domenica 10 luglio
Nelle scarpine che papà Antonio ha tenuto strette in mano, con gli occhi rigonfi di lacrime per tutto il tempo che i soccorsi hanno tentato di salvare la vita del suo bambino, c’è la misura di quanto Claudio sia piccolo. La furia dell’auto che ieri lo ha travolto, mentre attraversava con la sua bici la provinciale 26 che da Castiglione va a Lodi, gliele ha scalzate d’un colpo, mentre il suo corpicino è stato sbalzato a cinquanta metri dal punto dell’impatto. Claudio Michelini ha otto anni, con mamma Cinzia e il fratellino di tre anni Alberto stava facendo ritorno a casa a Castiglione d’Adda dopo una biciclettata fino a Bertonico in compagnia di amici di Turano, Davide e Agnese Seveso con il figlioletto Emanuele che è un compagno di classe di Claudio. Un pomeriggio tranquillo, due pedalate da Castiglione a Bertonico per un gelato e ritorno. Stesso tragitto, costeggiando la provinciale 26 e infilando la ciclabile. Poi, d’improvviso, il baratro. Claudio e Emanuele si trovavano con Davide qualche metro avanti il resto della comitiva, arrivati all’attraversamento pedonale sulla 26 hanno oltrepassato metà carreggiata e si sono fermati sull’isola spartitraffico prima di proseguire. E’ stato allora che è accaduto tutto. Da dietro la leggera gobba dell’asfalto voltandosi in direzione Castiglione è spuntata la Peugeot 207 che ha travolto Claudio, l’ha scaraventato in aria spazzandolo via con il suo peso di piuma. Davide ha fatto appena in tempo a chiamarlo per nome, ma il bambino non è riuscito neppure a rispondergli. Quando l’adulto è corso da lui respirava ma aveva perduto i sensi. L’investitore nel frattempo ha proseguito la sua corsa, trascinandosi dietro la biciclettina del bimbo e fermandosi soltanto parecchio più in là. Quindi il 38enne italiano della Bassa alla guida della Peugeot è sceso giù dall’auto per liberarla dalla bici e come sotto chock ha fatto inversione tornando da dov’era venuto. Sul posto stavano già arrivando l’automedica del 118 e un’ambulanza della Croce Rossa di Codogno chiamati dal signor Seveso, un medico e un’infermiera di passaggio cominciavano a prestare i primi soccorsi a Carlo e un’automobilista contattava i carabinieri di Codogno. Sono stati loro, gli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile, a fermare il 38enne poco distante e a trarlo in arresto. L’accusa, aggravata dall’ubriachezza, è di omissione di soccorso. Quello disperato, il braccio di ferro con la morte, lo hanno prestato invece il medico del 118 e il personale sanitario della Croce Rossa. Richiesto l’immediato intervento dell’elisoccorso, come suggerivano la gravità del trauma cranico e toracico riportati da Claudio, i soccorritori hanno intubato e stabilizzato il piccolo così che quanto poteva essere fatto lì, sul posto, non fosse rinviato a dopo. Poi il piccolo è stato caricato sul velivolo che si è innalzato in volo facendo rotta all’ospedale milanese Niguarda. A fianco di Claudio la madre Cinzia, papà Antonio faccia nell’erba ad urlare il suo dolore.
Laura Gozzini
ED. DEL 11-07/2011
TRATTO DA IL CITTADINO DI LODI

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