giovedì 14 luglio 2011

castiglione d'adda: Claudio Michelini è in coma al Niguarda vegliato dai genitori

È ancora gravissimo il bimbo travoltoClaudio Michelini è in coma al Niguarda vegliato dai genitori(12 luglio 2011)
      TRATTO DA IL CITTADINO LODI 14/07/2011

    (Aggiornamento ore 16) Le condizioni cliniche sono stabili, la prognosi riservata. E’ riassunta in queste poche righe diramate qualche istante fa dalla Direzione Medica di Presidio dell’ospedale Niguarda, lo stato di salute di Claudio Michelini. Il bambino di 8 anni che da domenica sera è ricoverato nel reparto di rianimazione neurochirurgica del nosocomio milanese non dà segnali di miglioramento né di peggioramento. Il padre Antonio e la mamma Cinzia gli stanno vicini, a casa il fratello Alberto e la sorella Nicole lo aspettano. Il piccolo di Castiglione è in coma farmacologico per il trauma cranico grave riportato in seguito all’incidente di domenica alle 19.30 sulla provinciale 26 a due passi da casa. Di ritorno da una pedalata fino a Bertonico con la madre, il fratellino e una famiglia di amici, Claudio si trovava sullo spartitraffico con la sua bici, quando ha fatto per attraversare la carreggiata e una Peugeot 207 con alla guida il 38enne di Codogno F.B., ubriaco, lo ha investito.
    (ore 9) Nel suo lettino d’ospedale Claudio Michelini dorme d’un sonno indotto dai farmaci. Il piccolo risulta tuttora in coma e le sue condizioni permangono gravi sebbene il quadro sia ancora in evoluzione.
    Mamma Cinzia e papà Antonio s’infilano il camice e i copriscarpe e a turno varcano la soglia della cameretta dove il figlio di otto anni è ricoverato, nel reparto di rianimazione neurochirurgica dell’ospedale Niguarda, per vedere come sta. I parametri sembrano migliorare, è escluso al momento che si debba intervenire chirurgicamente, ma il trauma cranico non smette di destare preoccupazione.
    Nella casa della famiglia a Castiglione, Alberto di 3 e Nicole di 12 anni, il fratellino e la sorella di Claudio, lo aspettano. Vogliono che torni. Con loro ci sono i nonni e il padre fa una scappata ogni tanto per tranquillizzarli, abbandona un paio d’ore il Niguarda e va da loro. Mamma Cinzia di staccarsi dal reparto non ne vuole proprio sapere.
    Domenica pomeriggio, intorno alle 19.30, una Peugeot 207 con alla guida il 38enne F.B. di Codogno ha travolto il piccolo Claudio Michelini mentre si affacciava con la sua biciclettina sull’attraversamento ciclopedonale della provinciale 26 che collega Castiglione a Lodi, al suo fianco c’erano Davide Seveso e il figlio di questi Emanuele, poco dietro la signora Seveso, Cinzia e Alberto Michelini.
    Sono stati i coniugi Seveso i primi a raggiungere il bambino al Niguarda e non passa giorno che non contattino i parenti del piccolo per avere notizie sulle sue condizioni di salute. Dal giorno dell’incidente Davide ha perso il sonno, non tocca cibo. In un appartamento a Codogno l’investitore accusato di omissione di soccorso e risultato positivo all’esame alcolemico, è agli arresti domiciliari.
    Vite spezzate, che niente e nessuno potrà mai ricomporre. L’auto che travolge il piccolo Claudio e lo scaraventa in aria, l’arrivo dell’ambulanza, il soccorritore che tiene sollevata la flebo sulla testa del bimbo mentre il medico del 118 delicatamente lo intuba e stabilizza in barella, il trasporto in elicottero e la corsa all’ospedale sono i frammenti che raccontano quel che è successo. Lo racchiudono tutto.
    Non così per quel che è venuto dopo. La sequenza s’interrompe, e al suo posto ci sono le vite sospese, spezzate appunto, degli amici di famiglia Michelini e Seveso che si ritrovano davanti al letto d’ospedale dove Claudio lotta tra la vita e la morte, e attorno a loro ombre di persone anche lontane che colpevolmente o loro malgrado sono entrate a far parte di questa brutta storia.
    Potrebbe cambiarla il finale, quello che non si dice per la cautela dei medici, la paura dei genitori di Claudio e l’affetto dei tanti che nel suo risveglio sperano.
    Laura Gozzini

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