venerdì 25 novembre 2011

cittadinanza"iure soli" ? : ecco come funziona ora!

Ai Coordinatori Locali Enti Locali

Darne massima diffusione ai nostri sia di maggioranza che di opposizione


L'attuale governo "tecnico" guidato da Mario monti, su proposta del Presidente della Repubblica ha intenzione di modificare il diritto di cittadinanza sul suolo italiano. Attualmente in Italia vige lo "jus sanguinis" che significa che per essere cittadino della Repubblica non basta essere nati in Italia, ma anche i (o il) genitori devono essere italianiIn Italia, con la legge del 1992, l'acquisto automatico della cittadinanza"iure soli" continua a rimanere limitata ai figli di ignoti, di apolidi, o ai figli che non seguono la cittadinanza dei genitori.
La cittadinanza italiana si può acquisire invece non automaticamente ma su domanda dell'interessato nei seguenti casi:
  1. Per "iure communicatio", ossia la trasmissione all'interno della famiglia da un componente all'altro (matrimonio, riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazioneadozione).
    Nel caso del matrimonio il richiedente, straniero o apolide, deve essere coniugato con un cittadino italiano e risiedere legalmente in Italia da almeno due anni dalla celebrazione del matrimonio. Se i coniugi risiedono all'estero, la domanda può essere presentata dopo tre anni dalla data di matrimonio. Questi termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
    Qualora, nel frattempo, fosse intervenuto lo scioglimento o l'annullamento del matrimonio oppure la separazione dei coniugi, non sarà possibile richiedere la cittadinanza.
  2. Per "naturalizzazione". In questo caso il Capo dello Stato può concedere la cittadinanza a persone in possesso di determinati requisiti, come la discendenza da persone emigrate all'estero che siano stati cittadini italiani o stranieri che abbiano prestato servizio militare in Italia o ricoperto pubblici impieghi per almeno cinque anni.
  3. Per "beneficio di legge", in presenza di determinati presupposti come il caso in questione posto dal Presidente della Repubblica nei giorni scorsi.
    presupposti sono legati in primo luogo alla residenza e quindi la cittadinanza puo' essere concessa:
    • Allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni sul territorio italiano.
    • Allo  straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado (nonni) sono stati cittadini per nascita o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni.
    • Allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno cinque anni successivamente all'adozione.
    • Al cittadino di uno Stato Ue se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio italiano.
    • All'apolide o al rifugiato che risiede legalmente da almeno cinque anni.
Per ritornare alla questione iniziale, relativa alle seconde generazioni, la condizione giuridica dei bambini di origine straniera nati in Italia è da una parte legata alla condizione dei genitori: se i padri ottengono la cittadinanza - dopo dieci anni di residenza legale - questa si trasmette anche ai figli sulla base dello Jus sanguinis.
Dall'altro, la legge prevede che i minori di origine straniera nati in Italia possano fare richiesta di cittadinanza al compimento del 18esimo anno di età (ed entro il compimento del 19esimo) a condizione che siano in grado di dimostrare di aver vissuto ininterrottamente sul territorio italiano. Il diritto di presentare la richiesta prevede il tempo massimo di un anno trascorso il quale scatta la decadenza.
Di conseguenza attualmente ci sono molte possibilità di acquisire la cittadinanza italiana (e il relativo diritto di voto) per gli stranieri che ne fossero interessati. Non vediamo quindi dove sia il problema, se non nel fatto che, dando la possibilità di voto automatico ai figli degli immigrati, si possa creare un “cavallo di Troia” per dare il voto ai cittadini extracomunitari al fine di cancellare definitivamente la storia dei popoli che compongono la penisola italica, in particolare nella Padania, dove risiedono la maggior parte degli immigrati extra CE.
Il principio dello ius sanguinis deriva dalla legislazione civile dell’Italia Preunitaria in seguito riaffermato dalla prima legge organica sulla cittadinanza del 1912. E' storicamente collegato al principio di nazionalità e rappresentava uno strumento di conservazione dell'identità nazionale in uno Stato che, in seguito alla difficile condizione economica, doveva fronteggiare il fenomeno di una forte emigrazione dei propri cittadini in un momento di crisi economica molto forte.
Al contrario il principio dello ius soli è stato adottato dai paesi luoghi di destinazione dei flussi migratori, spesso caratterizzati da vasti territori e da una scarsa popolazione per garantire lo sviluppo economico (l'esempio più noto è rappresentato dagli Stati Uniti) o dovuti a lunghi periodi di guerre che hanno decimato la popolazione (Francia post napoleonica)
In Italia, con la legge del 1992, l'acquisto automatico della cittadinanza "iure soli" continua a rimanere limitata ai figli di ignoti, di apolidi, o ai figli che non seguono la cittadinanza dei genitori
Di conseguenza in un momento di forte crisi economica, e allo stesso tempo di forti flussi di popolazione provenienti da paesi con cultura e storia completamente diversi da quella cristiano-occidentale, riteniamo che sia assolutamente fuori dal tempo poter cambiare l’attuale legge.
Ma il governo “tecnico” non si doveva occupare solo di risolvere la crisi economica? Sarà che, il Centro Sinistra, non riuscendo ad ottenere la maggioranza dei “cittadini” italiani, in particolare padani, voglia acquisire voti da parte di popolazioni che transitano sul nostro territorio?
Si ricorda infine che non è nelle competenze del Presidente della Repubblica cambiare le regole della cittadinanza ma lo si fa in parlamento o meglio tramite un referendum perché la questione cambierebbe radicalmente le basi della nostra società civile.
Si allega comunicato stampa Calderoli:
Martedì 22 novembre 2011

COORDINAMENTO SEGRETERIE NAZIONALI LEGA NORD

COMUNICATO STAMPA

CALDEROLI - CITTADINANZA: “IUS SOLI? CAVALLO DI TROIA PER DARE VOTO AGLI IMMIGRATI PRIMA DEL TEMPO...

 

"La vera follia sarebbe quella di concedere la cittadinanza basandosi sullo ‘ius soli’ e non sullo ‘iussanguinis’, come prevede invece oggi la legge.

La Lega Nord su questa materia è pronta a fare le barricate in Parlamento e nelle piazze.
E non vorrei che questa idea altro non sia che il ‘cavallo di Troia’ che, utilizzando l’immagine dei ‘poveri bambini’, punti invece ad arrivare a dare il voto agli immigrati prima del tempo previsto dalla legge…"

 

Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord.

 

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