sabato 24 settembre 2011

FEDERLISMO FISCALE: UNA NUOVA ERA DELLA POLITICA !

Egr. direttore, la disturbo ancora una volta perché voglio informare bene i cittadini su una questione ritrita che comunque lascia sempre inutili polemiche politiche nella evoluzione legislativa e sociale. Mi riferisco alla missiva pubblicata oggi sulla sua testata dal Sig. Salvatori del PD di Lodi, che evidentemente, da buon “ex comunista” vuole speculare politicamente sulla crisi in atto demolendo non solo una idea politica ma l’unica chance concreta e reale per uscire dalla melma di questa organizzazione di Stato attuale. Sarebbe semplice per me definire l’unica possibilità la “secessione”, ma le conclusioni è meglio che vengano ponderate e scelte dai lodigiani in base a quanto esiste agli atti ora con il riordino federalista. Ci tengo però a spiegare una volta per tutte i passaggi cruciali del federalismo fiscale che è una riforma a costituzione invariata, quindi pienamente democratica  e cognitiva della situazione di questo stato. L’Italia è uno Stato federale? Leggendo la Costituzione si direbbe di si: Art. 114 La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Art. 116 Le decisioni pubbliche devono essere prese dal livello di governo il più vicino possibile ai cittadini .Art. 119 I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa… hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri.... Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.  La mancanza di federalismo fiscale:1) ha limitato la competitività del Paese sottraendo risorse agli impieghi produttivi e sociali,2) ha sfasciato i conti e fatto esplodere la spesa pubblica,3) ha garantito l’assenza della responsabilità, la scarsa trasparenza nelle decisioni di spesa e la loro non imputabilità. IRPEF per famiglia Lombardia 34.831 euro Veneto 31.754 euro Sicilia 16.827 euro Calabria 16.827 euro media dell’anno 2005. Numero di forestali Lombardia 560 uno ogni 1.205 ettari Calabria 11.200 uno ogni 56 ettari Sicilia 30.754 uno ogni 12 ettari La finanza derivata ha dissociato la responsabilità impositiva da quella di spesa: 1) ha favorito le politiche dei disavanzi destinati ad essere ripianati con le tasse, la duplicazione delle strutture, l’inefficienza e la deresponsabilizzazione, 2) con la spesa storica chi più ha speso (e peggio) più può spendere, chi meno ha speso meno deve spendere. Il federalismo fiscale è uno straordinario strumento di sviluppo, di contenimento e di qualificazione della spesa pubblica:1) responsabilizza gli amministratori locali, 2) riporta equità e trasparenza nella ripartizione delle risorse tra le diverse aree del Paese, 3) combatte l’evasione fiscale,4) diminuisce le tasse (verrà fissato un tetto massimo alla pressione fiscale). Il costo standard è il reale valore del servizio erogato (ha una valenza economica e sociale). Col federalismo fiscale è la fine della «finanza derivata»: le tasse vanno a chi le istituisce per le funzioni di sua competenza. La correlazione tra tassa e servizio erogato consentirà ai cittadini di giudicare qualità e costi favorendo il controllo democratico e la partecipazione. Col Federalismo fiscale le Regioni dovranno garantire con tributi propri (in base alla loro capacità fiscale) il finanziamento integrale dei livelli essenziali delle prestazioni per tutti i diritti civili e sociali: sanità, assistenza, prestazioni e servizi per il diritto allo studio e l’istruzione. Oggi lo Stato ripartisce i fondi in base alla spesa storica e quindi in modo scorretto e poco chiaro. La Costituzione prevede l’uguaglianza di trattamento dei cittadini riguardo ai diritti civili e sociali m sancisce anche il principio della buona amministrazione. La perequazione sosterrà le Regioni con minor capacità fiscale che non ce la faranno a garantire i livelli essenziali delle prestazioni solo dopo aver verificato la buona amministrazione: 1) con spese in base ai costi standard, 2) con la lotta all’evasione raccogliendo le imposte in base alla reale capacità fiscale. Fare leva sul contrasto di interessi fra le regioni che finanziano il fondo e le regioni che ricevono i contributi, in quanto le prime hanno interesse, se non a limitare i trasferimenti perequativi, quanto meno a sollecitare un impiego produttivo dei fondi da parte delle Regioni. Lavoro nero pro-capite media anno 2005: Lombardia 533 euro Padania 630 euro Calabria 1.500 euro Centro-Sud 1.001 euro. Col federalismo fiscale gli amministratori locali saranno costretti a contrastare l’evasione per garantire le entrate nelle proprie casse. Questo darà impulso al contrasto all’evasione fiscale, chi emergerà per il tributo comunale di conseguenza lo farà per la Regione e lo Stato. Sono previste sanzioni per le amministrazioni sprecone o per quelle che non assicurano ai propri cittadini i livelli essenziali di prestazioni (sanità, istruzione, assistenza). Per i cattivi amministratori strette di cinghia sui trasferimenti, divieto di assunzione di nuovo personale, fino all'ineleggibilità automatica per i responsabili del dissesto finanziario e il commissariamento. Sarà introdotto un sistema che premia le amministrazioni più virtuose e qui viene il bello in quanto per ora la crisi mondiale ed europea ha rallentato il processo ma dal 01 gennaio 2012  il processo verrà accelerato e tutti gli enti locali dovranno inserire una nuova cultura amministrativa in base al riordino previsto dalla manovra bis. E’ la sfida più importante che abbiamo davanti, ma sinceramente non vedo molta disponibilità amministrativa a passare da uno stato centralista ad uno pienamente federale che possa fare valere le peculiarità territoriali. Noi come Lega Nord siamo pronti da 20 anni mentre ora tutti i partiti, oltre aver copiato le idee cercano di demolire un ricambio dirompente che per forza di cosa avrà degli effetti stravolgenti la realtà attuale e proteggono lo stato di conservazione della prima e seconda repubblica: ma la vinceremo noi con le misure attuative o con altre mirate azioni politiche.

ALFREDO FERRARI

GRUPPO CONSILIARE PROVINCIA DI LODI

LEGA NORD LEGA LOMBARDA

Lodi, 23/09/2011

     

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