mercoledì 4 maggio 2011

PROGRAMMA DI INIZIATIVE REGIONALI PER LA PROMOZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI


PROGRAMMA DI INIZIATIVE REGIONALI PER LA PROMOZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI
1.      Introduzione
Il presente documento traccia le principali linee di attività del «Programma di iniziative regionali per la promozione dei prodotti agro­alimentari lombardi – anno 2011», in armonia con le strategie politiche-programmatiche delineate dal Programma Rurale di Sviluppo 2007/2013 e dagli obiettivi di governo della IX Legislatura.
Regione Lombardia – Direzione Generale Agricoltura si propone di confermare il proprio ruolo di programmazione e coordina­mento di un programma di attività di promozione che intendono coerentemente sostenere il comparto agro-alimentare lombardo: valorizzazione del territorio e delle produzioni tipiche e di qualità, azioni di informazione e di promozione sul mercato interno ed estero, coinvolgimento e sostegno del sistema produttivo locale e dei soggetti pubblici e privati a vario titolo rappresentativi del comparto agroalimentare e degli interessi del territorio, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori.
2. Scenario
Il contesto economico globale, apparentemente superata la fase più critica, mostra una situazione fortemente perturbata e di difficile previsione. Nel contesto della crisi internazionale, anche in Italia si è registrato un deciso rallentamento del PIL nazionale (dati ISTAT 2009), con caduta dei consumi e del valore aggiunto di tutti i principali comparti, soprattutto l’industria - 15%. Un po’ meglio, ma sempre di segno negativo, il dato sull’agricoltura (- 3%).
In questo contesto, il settore agro-alimentare, dopo l’aumento dei prezzi del biennio 2007/2008 e il conseguente boom delle produzioni, ha subito una generale contrazione sia sul fronte dei prezzi che su quello della domanda/offerta di prodotti agricoli. Tale instabilità, pur attenuata a livello europeo dai meccanismi collaudati della Politica Agricola Comune (PAC), ha risentito dell’incerta evoluzione delle politiche agricole, esponendo l’agricoltura comunitaria alle turbolenze del mercato internazionale.
2.1. La Lombardia
Il 41,7% del territorio lombardo è ad uso agricolo. Cremona, Mantova e Lodi sono le province con maggiore incidenza di territorio agricolo. Tuttavia, in Lombardia l’agricoltura incide sul PIL regionale meno che nel resto d’Italia (11% contro la media nazionale del 14%) con valori che nel 2009 si confermano in ulteriore diminuzione in linea con il trend negativo che negli ultimi decenni ha visto gra­dualmente diminuire l’importanza economica dell’agricoltura rispetto all’industria e al settore terziario.
Nel 2009 il valore della produzione agricola regionale, a prezzi di base, è stato di 6,3 miliardi di euro, pari a -9,3% rispetto al 2008, dimi­nuzione ascrivibile soprattutto ad un calo dei prezzi dei prodotti agricoli, mentre sono rimasti invariati i volumi di produzione. Conside­rando anche il contributo fornito dal valore aggiunto della distribuzione e della ristorazione, il valore del sistema alimentare è stimato pari a 37,5 miliardi di euro, circa il 16% del valore nazionale e l’11,5 % del PIL regionale; mentre il valore aggiunto del settore agricolo e dell’industria alimentare contribuiscono alla formazione del rispettivo valore nazionale per l’11,5% e il 19%.
La zootecnia si conferma come uno dei settori più forti a livello regionale (60,8 % il valore della produzione a prezzi di base, contro una media nazionale del 33%) su cui incidono maggiormente le carni bovine e suine e il latte, coprendo circa il 26% della produzione zootecnica nazionale. Molto più contenuto il valore del comparto erbacee (30% contro una media nazionale del 54%) che nel 2009 ha perso il 15% del valore nel suo complesso, con cali più significativi per i cereali -27,7%, ad eccezione del riso (-5%), che in Lombardia si conferma come una delle coltivazioni più diffuse (43% della produzione nazionale).
Occupazione: coerentemente con il calo generalizzato del settore, anche il numero di occupati in agricoltura è diminuito rispetto agli anni scorsi dell’1,2%. Rispetto al totale degli occupati in Lombardia, solo una piccolissima parte trova impiego nell’agricoltura (2,7%, al di sotto della media nazionale e comunitaria) con livelli di presenza femminile più bassi rispetto ad altre regioni del Nord.
Distribuzione: la Lombardia si conferma come una regione dove predomina e cresce costantemente la distribuzione moderna che fa capo alle grandi catene private: +5% i punti vendita rispetto al 2008 (soprattutto ipermercati e discount), +3,6% le superfici di vendita con una densità dei punti vendita tra le più alte d’Europa.
Import/export: in linea con le tendenze nazionali, anche in Lombardia il 2009 ha segnato un calo degli scambi con l’estero di pro­dotti agroalimentari del territorio (-8%). Soprattutto le esportazioni sono crollate del 16%, valore compensato dalla crescita dei prezzi (+10%). Di seguito un grafico che identifica, per importazioni ed esportazioni, i principali mercati di riferimento e il loro valore: con Francia e Germania i maggiori scambi, sia in entrata che in uscita. Mentre, sul fronte delle esportazioni, Svizzera e Stati Uniti si confer­mano come i paesi extra-comunitari maggiormente destinatari dei nostri prodotti.
Consumi alimentari: se, come abbiamo visto a livello nazionale, il 2009 ha registrato una contrazione dei consumi medi delle fami­glie italiane del 1,7%, in Lombardia il calo è stato molto più ridotto (-0,4%) confermando la regione al primo posto per consumi mensili medi, seguita da Veneto ed Emilia Romagna. Anche per quanto riguarda i generi alimentari e le bevande, i consumi in Lombardia sono più alti rispetto alla media nazionale e alle regioni del nord. Tuttavia appena il 16% della spesa delle famiglie viene destinata ai generi alimentari, contro una media nazionale che sfiora il 19%.
Prodotti a denominazione e tradizionali lombardi: con 22 prodotti DOP, IGP e STG su un totale nazionale di 216, la Lombardia si colloca tra le regioni con il maggior numero di prodotti a denominazione certificata. L’ultimo riconoscimento è quello della mela di Valtellina IGP, ottenuta nel marzo 2010. A questi si aggiungono i 209 prodotti agroalimentari tradizionali iscritti nell’elenco curato dal MIPAAF. Per quanto riguarda il comparto vitivinicolo, la Lombardia vanta una gamma di 5 DOCG, 22 DOC e 15 IGT. Nel 2009, gli ettari di vigne a denominazione certificata sono stati complessivamente 20 mila su un totale di 24 mila.
Agricoltura biologica: in Lombardia l’agricoltura biologica trova minore diffusione rispetto ad altre realtà regionali occupando solo il 2% della superficie agricola complessiva. Se da un lato la domanda di prodotti biologici da parte dei consumatori è molto alta ed ancora in forte espansione, l’offerta di prodotti agricoli si mantiene piuttosto contenuta, compensata solo in parte da una forte industria alimentare, anche di tipo artigianale, che trasforma e commercializza materie prime provenienti anche da altre regioni.
Il primato del biologico lombardo spetta alla provincia di Pavia, che dedica al biologico quasi il 65% delle proprie superfici agricole e detiene il primato anche per numero di aziende biologiche. Quanto alle produzioni, di seguito uno schema che riporta le principali colture del biologico in Lombardia. Molto contenuta risulta infine l’incidenza della zootecnia biologica rispetto al totale della produzione regionale.
Filiera corta e vendita diretta: secondo i dati forniti da Agri 2000, il numero di aziende agricole che praticano attività di vendita diretta sono in Lombardia 6.700, l’11% del totale nazionale (dati 2008), seconda soltanto alla Toscana. Piante e fiori, formaggi e infine vini sono i prodotti più diffusamente venduti attraverso la vendita diretta. Per la vendita diretta il 74% delle aziende si avvale di propri locali o commercializza attraverso mercati e fiere locali.
Lodi , maggio 2011

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